OXFORD, Regno Unito — Lo yeti non esisterebbe. Secondo una recente ricerca di un genetista di Oxford l’abominevole uomo delle nevi sarebbe in realtà un orso, appartenente ad una nuova specie ibrida tra quello polare e quello bruno.
Bryan Sykes, professore di genetica dell’Università di Oxford, ha richiesto l’anno scorso campioni di peli riconducibili allo Yeti da musei e persone che fossero disposti a condividerli. Il genetista ottenne due peli: uno appartenente ad una presunta mummia dello Yeti trovata 40 anni fa nella regione indiana di Ladakh e uno trovato circa 10 anni fa in Bhutan.
Il Dna dei peli di questi animali sconosciuti è stato confrontato da Sykes con un database di genomi animali. Dal confronto è emersa una corrispondenza genetica con il Dna della mandibola di un antico orso polare, trovata nelle isole norvegesi Svalbard e risalente ad un periodo tra i 40mila e i 120mila anni fa. Il genetista ne ha dedotto quindi che possa esistere un animale appartenente ad una nuova specie ibrida tra l’orso polare e l’orso bruno.
La conferma si potrebbe avere solo catturando uno di questi esemplari che, secondo Sykes, sarebbero ancora vivi. I peli da lui studiati sono stati infatti raccolti recentemente e in luoghi distanti tra loro. Se la teoria fosse confermata, questo porrebbe fine alle numerose speculazioni e ipotesi che nel corso degli anni si sono fatte sulla misteriosa creatura soprannominata Yeti.
Sui risultati della ricerca è però intervenuto Reinhold Messner. “Lo yeti è un orso? È che novità è? Lo sto dicendo da decenni” è quanto ha dichiarato l’alpinista altoatesino. Messner ha infatti studiato per decenni la leggenda dello Yeti pubblicando anche un libro in proposito nel 1999 – “Yeti.Leggenda e verità” edito da Feltrinelli – sostenendo che la creatura non fosse altro che un orso delle nevi, un chemo come è chiamato dai tibetani.