Cronaca

Morte orso Stefano: marce anti-bracconaggio e "taglia" da 2 mila euro

Orso Marsicano (Photo courtesy of www.parcoabruzzo.it)
Orso Marsicano (Photo courtesy of www.parcoabruzzo.it)

CASTEL SAN VINCENZO, Isernia — La morte dell’orso marsicano Stefano continua a far discutere. Mentre si attendono i risultati ufficiali sulla causa del decesso, l’associazione Salviamo L’Orso ha organizzato manifestazioni anti-bracconaggio mentre la Lega Antivivisezione offre 2 mila euro a chiunque fornisca informazioni.

Domenica scorsa nel versante molisano del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise è stata recuperata la carcassa di Stefano, un orso marsicano di circa 10 anni d’età. L’animale è stato trasportato all’Istituto Zooprofilattico di Teramo dove le radiografie hanno evidenziato la presenza di due pallottole e numerosi “pallini” da fucile che potrebbero essere la causa della morte.

Le analisi necroscopiche da parte dei veterinari e le indagini da parte del Corpo Forestale sono solo alle fasi iniziali, ma la presenza di proiettili conferma che Stefano è rimasto vittima dei bracconieri nel corso degli anni. L’associazione Salviamo L’Orso ha quindi organizzato per domenica 14 luglio una manifestazione spontanea nei paesi di Castel San Vincenzo e Rocchetta a Volturno, dove è stata ritrovata la carcassa del plantigrado.

In una nota emessa dalla stessa associazione, la manifestazione chiamata “Arrembaggio al bracconaggio” intende combattere attivamente questa pratica condannandone i fautori e chiedendo collaborazione e maggiore impegno sia da parte delle istituzioni che da parte dei cittadini. Anche la Lega Antivivisezione (Lav) chiede sulle pagine de Il Corriere della Sera “indagini veloci ed efficaci, mediante stringenti accertamenti tecnici” e offre duemila euro a chiunque fornirà informazioni utili su quanto accaduto all’orso Stefano.

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