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I Ragni verso la torre dell'Uli Biaho: una via nuova in stile alpino nel cuore del Karakorum

Uli Biaho Tower (Photo courtesy commons.wikimedia.org)
Uli Biaho Tower (Photo courtesy commons.wikimedia.org)

LECCO — Una via nuova, in stile alpino, sulla parete sud-est della torre di Uli Biaho, affascinante e vertiginosa big wall con la cima che tocca i 6109 metri nel cuore del Karakorum. Ecco svelato l’obiettivo dei Ragni di Lecco per l’estate 2013. In partenza c’è una squadra di cinque giovani e dinamici climber, tutti under 30: i Ragni Matteo Della Bordella e Luca Schiera, accompagnati da tre dei più promettenti alpinisti delle Alpi, Saro Costa, David Bacci e Silvan Shupbach.

La spedizione è stata presentata questa mattina presso la sede Acel di Lecco da Della Bordella, Schiera e Fabio Palma, Presidente dei Ragni di Lecco. Il team partirà il 17 giugno e l’arrivo al base è previsto dopo 10 giorni. Ci sarà un periodo di acclimatamento e poi il tentativo di vetta. Rientro previsto a fine luglio.

“Tenteremo la parete in stile alpino – ha detto Matteo Della Bordella – in due cordate che si alternano al comando, con due portaledge per i bivacchi in parete. Non abbiamo intenzione di utilizzare corde fisse. Prevediamo dai 5 ai 10 giorni in parete per riuscire ad aprire la via”.

“E’ una parete per lo più di roccia con uno sviluppo di circa 1000 metri dalla base alla vetta – continua l’alpinista -, valuteremo l’esatta linea di salita sul posto. Come difficoltà, credo sia paragonabile a una Torre Egger. La montagna si trova ad un giorno di distanza dalla zona di Trango. Essendo in Pakistan dovrebbero esserci condizioni di tempo migliori, ma fa brutto può fare anche -20°. Dovremo comunque essere fortunati”.

Luca Schiera, Fabio Palma e Matteo della Bordella
Luca Schiera, Fabio Palma e Matteo della Bordella

Matteo Della Bordella, 28 anni di Varese, partirà con Luca Schiera 22 anni di Erba, David Bacci 27 anni di Varese, specializzato in arrampicata in fessura che con lui è stato in Yosemite, Saro Costa, 23 anni di Milano, uno dei più promettenti alpinisti italiani e Silvan Shupbach, 30 anni di Interlaken. In partenza c’è anche Arianna Colliard, 29 anni di Hone, che però non salirà in parete ma raccoglierà foto e video.

“Avevo in testa da da un po’ di anni aprire una via su una big wall dove ci fosse la componente della quota – dice Della Bordella -. Abbiamo scelto di andare in un luogo di cui qualche informazione l’avevamo, mi sembrava troppo avventato andare in luoghi inesplorati. L’Uli Biaho è vicino alle Trango, non è un luogo isolato. Sulla parete sud Est ci sono già due vie, una di Giordani sullo spigolo Sud e una degli americani in centro alla parete, ma ci sono buone possibilità per aprire vie nuove”.

La parete è ambita, quest’anno. Una spedizione americana ha vinto, proprio per quest’anno, un finanziamento per tentare una via nuova sull’Uli Biaho. La linea di salita non è chiara, ma in ogni caso la spedizione dei Ragni arriverà prima sulla montagna.

“E’ una spedizione dei Ragni e non solo perchè ci sono due ragazzi molto giovani con Matteo e Luca – ha detto Fabio Palma, presidente dei Ragni di Lecco -. Ma per il livello, un po’ sul modello sloveno e americano, con obiettivi forse poco noti ma molto tecnici, in linea col top dell’alpinismo mondiale. Non ricordo spedizioni simili italiane. Voglio anche sottolineare che questi ragazzi stanno facendo anche delle scelte di vita particolari e non facili, che gli consentano di stare via 30, 40 giorni per una spedizione. Alcuni non hanno potuto partecipare proprio per motivi di lavoro, come Matteo Bernasconi, che è stato il primo ad essere interpellato per partecipare al viaggio, e sono da apprezzare comunque. Ringrazio gli sponsor, Acel con cui collaboriamo per la palestra da un anno, l’onlus Briantea 84, Sport Specialist di Sergio Longoni e naturalmente Adidas e Adidas eyeswear e gli altri che ci sosterranno”.

Matteo Della Bordella, infatti, racconta di aver lasciato il lavoro in università per dedicarsi all’alpinismo dal punto di vista professionistico un anno fa. “il mio obiettivo per i prossimi anni è di concentrarmi su questo tipo di grosse spedizioni, che comportano viaggi anche molto lunghi”. Luca Schiera, invece, è in attesa di laurearsi in tecniche ortopediche: “dovevo laurearmi a marzo – confessa con un sorriso – ma ero in Patagonia per la Torre Egger, abbiamo rimandato il viaggio di ritorno e la discussione è saltata. La farò prossimamente…”.

“Siamo felici di ospitare e sostenere i Ragni di Lecco – ha detto il presidente di Acel Service -, si respira aria di gioventù e di nuove sfide. Penso che la montagna sia ancora un elemento importantissimo per questa città, che va valorizzato per rilanciare l’immagine di Lecco, anche oltrepassando i confini provinciali e nazionali. Montagna vuol dire anche fatica e sofferenza, e credo sia un bel messaggio da dare ai giovani: se vuoi qualcosa, per conquistarla dovrai metterci impegno”.

 

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2 Commenti

  1. Quella torre è tanta tanta tanta roba. sono 30 anni che al centro manco riescono ad attaccare. Saro Costa è un tosto, i due ragni si sa, gli altri due non saranno certo pivelli. Grande squadra e obiettivo da brividi.Solo dalla foto brividi

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