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Aosta, fontina a prova di Dna

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AOSTA — Ecco l’ultima frontiera dell’origine protetta. Alcuni agronomi valdostani hanno sottoposto la Fontina alla prova del Dna per controllare che all’origine ci fossero le mucche valdostane. Soddisfatti del risultato, ora propongono questo metodo come soluzione per combattere la contraffazione dei formaggi alpini.

Il segreto sarebbero i batteri lattici. L’analisi del loro Dna sarebbe in grado di stabilire se sono autoctoni e quindi se il formaggio effettivamente proviene dalla regione d’origine.
 
La ricerca, promossa dall’Istituto agricolo regionale (Iar) della Valle d’Aosta in collaborazione con alcuni centri svizzeri, sarebbe stata sperimentata sulla fontina: il formaggio valdostano conta infatti numerosissime imitazioni a livello internazionale, che la regione sta cercando di combattere in ogni modo.
 
L’esperimento ha dato esito positivo e l’idea è stata così presentata al convegno nazionale dell’Accademia italiana della cucina dedicato alla pirateria nell’alimentazione. Il controllo del Dna, infatti, potrebbe essere utilizzato per esempio anche per certificare l’origine dei vini.
 
Insomma, con la prova del Dna ogni dubbio sull’origine dei prodotti italiani sarebbe spazzato via. Resta da vedere quali sarebbero i costi dell’operazione, di cui per ora non si è parlato.
 
Sara Sottocornola

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