AlpinismoAlta quota

Kamet parete sud ovest, i francesi aprono una nuova via in stile alpino

In cima al Kamet (Photo courtesy www.gmhm.terre.defense.gouv.fr)
In cima al Kamet (Photo courtesy www.gmhm.terre.defense.gouv.fr)

CHAMONIX, Francia — Una nuova salita in stile alpino sull’inviolata parete sud ovest del Kamet, con i suoi 7756 metri la seconda cima più alta del Garhwal, nell’Himalaya indiano. L’hanno compiuta i militari francesi del Groupe Militaire de Haute Montagne. Sébastien Bohin, Didier Jourdan, Sébastien Moatti e Sébastien Ratel che hanno aperto “Spicy Game”: una lunga via scalata in 6 giorni partendo dal campo base avanzato, posto a 5800 metri sul Pashimi Kamet Glacier.

La spedizione composta da 7 francesi ha raggiunto l’Himalaya indiano all’inizio di settembre. Bohin, Jourdan, Moatti e Ratel sono arrivati al campo base del Kamet, posto a 5300 metri di quota, il 12 settembre insieme a Lionel Albrieux, Arnaud Bayol e Antoine Bletton. Mentre i primi hanno scelto di acclimatati sul versante nord ovest del Mana Peak alto 7.092 metri, i secondi volevano percorrere il couloir indiano che spunta a 6600 metri sulla cresta ovest. Entrambi i team comunque sono stati fermati dal meteo e sono ridiscesi al base dopo solo due notti di acclimatamento in quota.

Kamet Versante ovest (Photo www.gmhm.terre.defense.gouv.fr)
Kamet Versante ovest (Photo www.gmhm.terre.defense.gouv.fr)

Poi il 20 del mese si sono spostati tutti al campo base avanzato del Kamet dove si sono nuovamente separati per inseguire due distinti obiettivi: i primi si erano infatti prefissati di tentare la salita sui circa 2000 metri di parete dell’inviolata sudovest, aprendo una via in stile alpino; i secondi invece volevano compiere la prima salita in stile alpino dello spigolo ovest.

Tutti e 7 hanno lasciato il campo base avanzato il 22 settembre, tenendosi in contatto reciproco tramite satellitare. Albrieux, Bayol e Bletton hanno raggiunto quota 6600 metri alla fine del primo giorno: “la cordata di cresta” – come viene chiamata nel racconto pubblicato sul sito del Groupe Militaire de Haute Montagne – non riuscendo a sentire telefonicamente “la cordata in parete” ha preferito tornare indietro per cercare di individuare i compagni col telescopio sulla parete. I quattro  in realtà avevano perso il telefono poco dopo aver cominciato la salita, ma avevano deciso di continuare ugualmente.

Bohin, Jourdan, Moatti e Ratel infatti hanno proseguito, uscendo sulla cresta sud a 7500 metri di quota dopo quattro bivacchi in parete. Il quinto giorno hanno percorso la cresta sud per gli ultimi 270 metri che li separavano dalla vetta: hanno completato così la salita e hanno chiamato la via “Spicy Game”.

Quindi, una volta toccata la cima, sono tornati indietro da dove erano venuti, rientrando al bivacco a alle 15.30 del pomeriggio. Infine il sesto giorno, ovvero il 27 settembre, hanno completato la discesa con le corde doppie raggiungendo il campo base avanzato.

Salita al Kamet (Photo www.gmhm.terre.defense.gouv.fr)
Salita al Kamet (Photo www.gmhm.terre.defense.gouv.fr)

È la seconda impresa ad altissima quota quest’anno per Bletton e Ratel, che lo scorso giugno sono stati tra i protagonisti della salita al Latok II. Insieme a Mathieu Maynadier e a Pierre Labbre infatti, avevano aperto una nuova via sulla parete sud ovest della montagna del Karakorum.

Grazie alla via aperta sulla parete sud est del Kamet, i giapponesi Kazuya Hiraide e Kei Taniguchi nel 2008 hanno vinto il Piolet d’Or (la Taniguchi è stata la prima donna della storia del premio).

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