AlpinismoAlta quota

Mondinelli sbarca in Nepal: e il Manaslu si avvicina

Mondinelli in Nepal
Mondinelli in Nepal

KATHMANDU, Nepal — E’ ormai prossimo alla destinazione il viaggio di Silvio “Gnaro” Mondinelli attraverso Europa ed Asia con la spedizione 7milamiglialontano. L’alpinista e il suo gruppo, che viaggiano con un fuoristrada da donare all’ospedale di Malekhu ad uso ambulanza, hanno attraversato l’india in 4 giorni e sono entrati in Nepal due giorni fa. Questione di ore l’arrivo a Kathmandu: poi la consegna del fuoristrada e la salita nel cuore dell’Himalaya, dove Mondinelli tenterà il Manaslu, 8.163 metri.

“L’ingresso in Nepal è stato qualcosa di unico – raccontano i protagonisti dell’avventura sul loro sito web -, anche perché la frontiere di Bambassa da cui siamo passati non è una frontiera commerciale ma ad uso e consumo degli abitanti che vivono nelle due cittadine di confine. Trovarla è stato semplice, è bastato seguire la fiumana di pendolari che a piedi, col tuctuc, col carretto e cavallo, andavano avanti e indietro per un parco di meravigliosi manghi. Pochissime macchine, nessun camion. Strano per una frontiera”.

“Dopo aver pagato il biglietto di ingresso per la riserva naturale che dovevamo oltrepassare – si legge sul loro sito -, siamo arrivati ad un gigantesco ponte che traversava uno dei tanti maestosi fiumi che arrivano dall’Himalaya. Originariamente su quel ponte passavano solo dei vagoncini su una linea ferroviaria praticamente limitata al passaggio del fiume. La larghezza della strada era non più di 3 metri o giù di lì. Lo Steed ci è passato per un pelo. Ecco perché i camion non c’erano, non sarebbero mai passati”.

“Quando siamo arrivati alla dogana nepalese tutto era buio, abbiamo dovuto andare a “stanare” il responsabile dell’ufficio immigrazione: era già a nanne – prosegue il racconto -, si è presentato in canotta e moglie in vestaglia.Dopo di che abbiamo setacciato i bar della zona per recuperare il responsabile della dogana che ci ha prontamente sistemato le carte. Da quella parte non passa mai nessuno, sul registro della dogana ho potuto contare il passaggio di 4 automobili straniere (non indiane o nepalesi) da luglio ad agosto. La verità è che sono stati gentilissimi e davvero veloci. Purtroppo però era comunque troppo tardi per trovare un albergo e abbiamo dovuto dormire per strada, sotto la pensilina dell’autobus”.

Il progetto è nato per donare il fuoristrada all’ospedale di Malekhu e per raccogliere fondi da destinare alla scuola di Namche Bazar, due progetti dell’associazione Amici del Monte Rosa con cui Gnaro Mondinelli collabora da sempre. Il team è formato, oltre che da Mondinelli, dal fotografo Giuliano Radici e dall’art director Paolo Veraldi, insieme al videoreporter Nicola Lucini.

Nei prossimi giorni Mondinelli saluterà i compagni e si dirigerà in Himalaya per salire di nuovo un ottomila: il Manaslu con Christian Gobbi, Alberto Magliano e Enrico Dalla Rosa.

 

 

 

Info: www.7milamiglialontano.com

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