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P. Cervino: la torre va in soffitta. Per ora

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BERNA, Svizzera — Pare che la torre sul Piccolo Cervino non si farà, almeno per ora. Secondo indiscrezioni, il faraonico progetto – che voleva sancire la nascita di un quattromila svizzero, attraverso una struttura panoramica di vetro e acciaio alta 117 metri – sarebbe stato temporaneamente archiviato perchè ancora privo del permesso di fattibilità rilasciato dal governo elvetico.  

Impossibile, al momento, avere conferme o smentite da parte del Comune di Zermatt. Interpellata  sia telefonicamente sia via e-mail dal nostro portale, l’amministrazione semplicemente non ha risposto.
 
Ma la sensazione è che qualcosa si stia muovendo a livello internazionale per tutelare un ambiente, quello delle Alpi, già pesantemente costruito, pur se in armonia con il paesaggio come è accaduto spesso a Zermatt. 
 
Certo è che lassù avevano intenzione di fabbricare artificialmente un quattromila tutto svizzero. Con tanto di osservatorio, piattaforme panoramiche, tunnel pressurizzato, ristorante e albergo per vip, e centro commerciale annesso. Un bel colpo, dal punto di vista turistico. Molto meno, da quello ambientale.
 
La costruzione della torre ha scatenato la reazione veemente della maggioranza degli alpinisti e acceso un ampio dibattito fra gli appassionati dell’alta quota. Se da un lato prevale l’avversione verso un progetto considerato "un intollerabile scempio" delle montagne, non mancano le posizioni distintive, come quella di Reihnold Messner. Il re degli ottomila e deputato europeo dei verdi si è detto possibilista sulla costruzione della struttura. Se non altro perchè "meglio a Zermatt, in un ambiente già costruito, che in una zona incontaminata".
 
Posizione più articolata quella del manager di montagna Agostino Da Polenza che, prima di esprimere una valutazione globale, preferisce conoscere tutti i dettagli e le motivazioni di un progetto che cambierebbe drasticamente l’etica dello sviluppo delle montagne.
 
Stupisce invece l’atteggiamento "timido" dell’ambientalismo italiano. Verdi, Legambiente e soci, di solito roboanti, stavolta hanno fatto sentire la loro voce solo in maniera flebile. Nessuna dimostrazione eclatante, nessuna campagna di stampa se non qualche intervento abbozzato sui giornali. Nessun blocco di strade e autostrade e ferrovie come è accaduto, per esempio, in Val di Susa. E’ vero, la torre sul Piccolo Cervino è un progetto di diversa portata e soprattutto svizzero. Ma potrebbe creare un pericoloso precedente, dando il via libera a strutture simili sul resto delle Alpi, italiane comprese.
 
Stando alle voci di corridoio, si sarebbe fatta sentire invece l’Unesco, attraverso i suoi canali politici e diplomatici. La zona del Piccolo Cervino non rientra nei patrimoni dell’umanità tutelati dall’ente. Ma la questione è diventata, prima di tutto, etica. E ha assunto una valenza ben più ampia del semplice progetto in se stesso. Secondo indiscrezioni, l’Unesco starebbe preparando un severo documento da presentare alla municipalità di Zermatt.
 
Nella foto, il Piccolo Cervino senza la Torre: puff… (www.cerviniamtb.it)
 
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