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Parco Appennino: nuova sede d’alta quota

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SUCCISO, Reggio Emilia — Un paese a mille metri, un po’ sperduto, ma vivo e orgoglioso di sè e della sua storia. Un paese pronto alla sfida di fa rinascere la montagna. Da ieri Succiso, in Emilia Romagna, la sede del Parco Nazionale dell’Appennino tosco – emiliano, che dà il via, in questi giorni, al progetto "neve natura e cultura d’Appennino". Ne dà notizia, con un’affascinante lettera, lo stesso presidente del Parco, Fausto Giovanelli. 

“La tanto discussa “sede” del parco sarà Succiso, ultimo paese dell’alto ramisetano – scrive Giovanelli -. Ultimo nel senso di quello più in alto. Ultimo nel senso del meno facilmente raggiungibile. Ultimo nel senso di sopravvissuto. Perché – se molto è scomparso della forte comunità di un tempo – c’è ancora un gruppo di giovani (ormai non più giovani) che tiene accesa la fiamma di un’orgogliosa identità montanara, attorno ad una cooperativa che gestisce il trasporto pubblico, l’unico ristorante, l’unica area pianeggiante detto campo sportivo. In poche parole “tiene aperto” il paese.
 
Succiso è il luogo dove – è quasi leggenda – è stato ucciso nel ’49 l’ultimo lupo dell’Appennino, che ora, imbalsamato, è in mostra nel museo civico di Reggio Emilia.
 
Succiso è stato colpito negli anni ’60 e ’70 da una grande frana e quindi trasferito. Non come voleva la prudenza più in basso, ma, coraggiosamente più in alto, quasi per una sfida alla montagna e al resto del mondo, orientato a correre verso le industrie e alla pianura.
Succiso ha oggi un quinto degli abitanti che aveva nel dopoguerra, quand’era collegato con Ramiseto e Castelnuovo Monti solo da una mulattiera. La strada carrozzabile prima, l’asfalto poi, e poi ancora le nuove case e l’apertura del passo del Lagastrello non sono bastati a fermare l’esodo. Ha chiuso da oltre trent’anni anche la scuola elementare.
 
Oggi, febbraio 2007, col progetto “Neve natura e cultura d’Appennino”, il parco elegge lì, a Succiso la sua sede fino ai primi di marzo, perché di lì partono le due sfide e le scommesse fondamentali del Parco Nazionale: quella di rovesciare la rassegnazione e il luogo comune per cui crinale e Appennino sono sinonimi di abbandono, emarginazione e solitudine; e quella di dimostrare che l’ambiente, anche quello più trascurato, è una risorsa che può dare futuro.
 
A Succiso il Parco riapre una scuola, una scuola di ambiente e di montagna. Un luogo di esperienza fisica e di studio. Un progetto di ricerca sull’identità dell’Appennino come montagna mediterranea e italiana, carica di storia e di naturalità antica. Montagna vera, ma vivibile. Montagna dura, ma anche dolce. Appannino, come ambiente familiare “dove – come scrive Maurizio Maggiani – non mi sono mai sentito perduto, anche quando mi sono perso..dove mi sono sempre sentito a casa”.
 
Partiamo dal luogo più lontano (Succiso), nella stagione più difficile (l’inverno), nel mese più “morto dell’anno (febbraio) e nell’anno di minore innevamento di sempre. Scommettiamo su un nuovo prodotto culturale e turistico e un nuovo mix di occasioni, suggestioni, emozioni: la neve, la natura e la cultura d’Appennino.
 
Nel febbraio 2007, al minimo storico della popolazione residente, Succiso (inseme con Cucciola e Pratizzano) farà il “tutto esaurito”. E sarà animato come non accadeva da 50 anni. Farà settimane bianche, verdi e di cultura. Avrà piste di fondo battute e percorsi naturalistici. Avrà scuola di sci, ciaspole e nordic walking. Avrà serate “di gala” con stelle di prima grandezza dell’alpinismo mondiale (come Agostino Da Polenza) e della letteratura italiana (come Maurizio Maggiani). Avrà momenti di studio sull’architettura locale e sul parmigiano reggiano di montagna con la facoltà di agraria dell’Università di Bologna.
 
“Hanno per scuola l’Alpe e la tempesta” scriveva a proposito di “quelli di Succiso” un semisconosciuto poeta della montagna. Era proprio così. L’Alpe era fabbrica e casa, giardino e piazza, scuola di vita e di tutto.
 
Proviamo a ripartire di lì con un progetto moderno, fondato su radici profonde e la risorsa di sempre. Partiamo con modestissimi fondi – circa 50000 euro – messi a disposizione dal GAL. Vogliamo fare molto con poco: educazione ambientale (per 100 studenti), promozione turistica (per l’alta Valle dei Cavalieri), formazione professionale (per ostelli, rifugi e maestri di sci), marketing territoriale (per l’Appennino d’invero), innovazione strategica (per le politiche locali).
  
È un progetto pilota. Ai primi di marzo tireremo le somme – conclude Giovanelli -. Per correggere gli errori, ma anche per continuare. A Succiso e negli altri borghi del crinale, ricchi di natura e poveri di impianti. “Hanno per scuola l’Alpe” è un’idea che riguarda il futuro, i giovani della montagna e quelli della città".
 
 
            

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