AlpinismoAlta quota

Svelato il mistero, Simone Moro tenta la traversata Everest-Lhotse

Simone Moro (Photo Manfrotto - blogdev.manfrotto.cust.shopatron.com)
Simone Moro (Photo Manfrotto - blogdev.manfrotto.cust.shopatron.com)

UPDATED – NAMCHE BAZAAR, Nepal — Torna all’alpinismo con la A maiuscola Simone Moro, che dopo il discusso coinvolgimento nella spedizione di Vittorio Brumotti, volta letteralmente pagina. In queste ore l’alpinista bergamasco ha deciso di provare a realizzare una delle grandi sfide ancora mai compiute, e da lui peraltro più volte tentata: la traversata Everest-Lhotse. Con lui ci sono i due fratelli altoatesini Hans Peter e Helmut Karbon che saliranno con Moro fino in vetta all’Everest e gireranno un film sulla sua impresa.

All’indomani della rinuncia del biker di Striscia La Notizia, Moro aveva fatto sapere di non avere intenzione di ripartire per l’Italia, e anzi di volere andare in ogni caso all’Everest per tentare “qualche altro progetto”. Quale progetto però non era stato detto, né del resto l’alpinista bergamasco aveva voluto svelare i suoi desideri durante l’intervista che ci aveva rilasciato poco prima della partenza per il Nepal. Oggi però il mistero è stato tolto e l’obiettivo individuato: niente meno che la difficile traversata Everest-Lhotse senza ossigeno.

Moro tenterà di andare in cima agli 8848 metri dell’Everest, per poi rientrare al Colle Sud. Quindi attaccherà la vetta del Lhotse, alto 8.516 metri, seguendo la cresta e la via aperta da Urubko nel 2010 e infine scenderà dal canale del Lhotse in piena parete ovest, ovvero lungo la via normale.

“Questo tentativo non era premeditato – commenta Moro -, l’ho solo tirato fuori dal cilindro per non gettare al vento allenamenti, soldi e logistica. Anzichè fare però una salita ‘normale’ ho  rievocato un sogno mai sopito…”.

La linea di salita all'Everest in verde, e quella di ritorno che passa dalla vetta del Lhotse in rosso (Photo rauschderberge.de)
La linea di salita all'Everest in verde, e quella di ritorno che passa dalla vetta del Lhotse in rosso (Photo rauschderberge.de)

Per Moro si tratta infatti di un vecchio progetto tentato più volte e ancora mai realizzato da nessuno. La prima volta già nel 1997, insieme a Anatolij Boukreev, la seconda nel 2000 insieme a Denis Urubko, la terza nel 2001, quando rinunciò ad 8000 metri per soccorrere l’alpinista inglese Tom Moores, caduto dopo aver raggiunto la cima del Lhotse. Un’ultima volta due anni fa considerò ancora l’idea di tentare, ma anche in quel caso condizioni meteo, e diversi accadimenti fecero saltare i piani.

In preparazione del traverso Everest-Lhotse Moro ha iniziato le fasi di acclimatamento lungo la valle dell’Everest, programmando di salire la cima dell’Island Peak (6.189 metri) e qui montare la tenda per passare una notte simulando la quota di campo 1 dell’Everest. Con Simone, fino agli 8848 metri del Tetto del mondo saliranno con ossigeno anche Hans Peter e Helmut Karbon, alpinisti altoatesini e cameraman professionisti. Helmut anche atleta di sci alpinismo da 20 anni, mentre Hans Peter, ex atleta della nazionale di sci da fondo, ha già partecipato a diverse spedizioni alpinistiche sull’ Himalaya e nel 2006 partecipò a quella di Karl Unterkircher al Mount Genyen in Cina.

I fratelli Karbon partecipano al progetto per documentare la salita di Moro all’Everest.  La seconda parte, la traversata e la salita al Lhotse, sarà effettuata dall’alpinista bergamasco in autonomia. Mentre i video operatori lo attenderanno ai campi più bassi per filmare la discesa fino al campo base.

“Per quel che riguarda i due cameraman – precisa Moro – , i due fratelli altoatesini erano qua per filmare Brumotti ed io ho chiesto loro di restare anzichè tornarsene a casa. Niente è stato premeditato, tanto che il permesso del Lhotse l’ho chiesto appena Brumotti è andato via”.

Everest e Lhotse, visuale aerea
Everest e Lhotse, visuale aerea

Moro, 45 anni, ha salito l’Everest quattro volte nel 2010, 2006, 2002 e 2000,  sempre usando l’ossigeno nell’ultima parte della scalata. Nel 2006 ha compiuto la traversata della montagna da Sud a Nord. Ha poi il Lhotse due volte, nel 1994 e 1997, sempre senza ossigeno.

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7 Commenti

  1. lo avevo immaginato……..moro che se ne va solo soletto verso l’everest. la cosa mi puzzava!!!! grande simone!!!

  2. speriamo che non succhi l’ossigeno dei cameraman, se lo fa senza ossigeno è un grande. se succhia non dice niente di nuovo, anzi…..

    1. Moro non ha mai negato di non essere mai riuscito a scalare l’Everest senza ossigeno… 4 volte in vetta e sempre con ossigeno… come lo so io penso lo sappia chiunque…
      se poi dovesse farlo con l’ausilio di ossigeno, non ci vedo niente di male… l’impresa rimarrebbe comunque… nessuno si è mai sognato di dire che Hillary non abbia compiuto un’impresa scalando l’Everest con l’ossigeno e nemmeno gli hanno dato del dopato…

    1. ma no, viaggia leggero, al max se ne ha bisogno fa un fischio a brumotti che accorre in bici sulla ruota anteriore

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