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L'orso Dino torni a casa, Belluno reclama le spoglie

Orso bruno (Photo Archivio Parco Naturale Adamello Brenta)
Orso bruno (Photo Archivio Parco Naturale Adamello Brenta)

OSPITALE DI CADORE, Belluno — La Provincia di Belluno reclama le spoglie dell’orso Dino. Il presidente Bottacin vorrebbe infatti “conservare” l’animale per esporlo, in modo da consentire a turisti, affezionati e scolaresche di far visita all’amico plantigrado, diventato ormai (secondo il presidente della Provincia) un simbolo delle montagne bellunesi. Nel frattempo sempre in Cadore sembra sia arrivato un nuovo esemplare: l’orso Cesare, che deve il suo nome alla guardia che da anni segue gli orsi nella zona, Cesare Sacchet.

“Dino torni a casa a Belluno – ha dichiarato il presidente della Provincia veneta, Gianpaolo Bottacin, all’indomani dell’uccisione dell’orso -. Questa è la terra che lo ha amato e ‘battezzato’ con il nome dello scrittore. L’uccisione di Dino ha colpito la nostra comunità, che lo ha amato tanto da avergli dato il nome del suo grande scrittore Buzzati: ora lasciate che torni a casa”.

La morte di Dino ha suscitato un sentito cordoglio tra i suoi fan. Le pagine facebook a lui dedicate si sono riempite di tantissimi messaggi di saluto, e le parole di Bottacin hanno fatto eco alle voci di tante persone addolorate. Il presidente della Provincia bellunese si è però spinto più in là, avanzando una proposta che suscita una certa perplessità: quella di trattare le spoglie dell’animale per permetterne una conservazione nel tempo. Se, infatti, sull’affetto verso l’animale non si discute, ci sarebbe invece da porsi qualche domanda sull’opportunità di una sua imbalsamazione.

“Con le moderne tecniche di conservazione – ha detto Bottacin secondo quanto riferito dal Corriere delle Alpi -, potremmo permettere a tutti di ‘fare visita’ a quello che è stato molto più di un semplice orso, ma un amico ed un simbolo di Belluno. Dino faceva parte del nostro patrimonio naturalistico e credo che molti, specie i più piccoli, vorrebbero finalmente poterlo vedere da vicino. Nella nostra provincia, non sarebbe difficile trovare un luogo adatto alla sua conservazione, dove scolaresche e curiosi, che hanno sempre seguito le sue ‘scorribande’, potrebbero osservare e studiare il nostro piccolo grande plantigrado”.

In contemporanea alla perdita di Dino si registra peraltro la venuta di Cesare. Un altro esemplare di orso bruno infatti, è stato individuato il pomeriggio del 19 marzo intorno alle 16.20, nella zona di Pra’ di Bosco a Ospitale di Cadore a circa 1600 metri di quota. L’animale è stato immortalato dalle foto-trappole installate dalla Polizia provinciale, che aveva studiato le piste possibili sulle quali avrebbe potuto passare l’animale.

Il nome dell’orso è al momento quello della guardia che da anni segue gli orsi nella zona, Cesare Sacchet. Secondo quanto riferito dal Corriere delle Alpi, potrebbe trattarsi di MJ4, un esemplare proveniente dal Trentino già avvistato in passato in territorio veneto. L’animale potrebbe aver passato l’inverno proprio nella zona fra i gruppi dello Schiara e del Bosconero in Val Zoldana. Attraverso l’analisi delle immagini, i tecnici hanno ipotizzato si tratti di un maschio, dal peso di circa 150 chili, alto all’incirca un metro.

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