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L’unione fa la forza: Mondinelli per gli orfani dell’alpinismo

cho oyu
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MILANO — Dieci euro al mese per garantire una borsa di studio ai figli degli alpinisti scomparsi in montagna. Questa l’iniziativa della Himu, la scuola d’alta quota di Silvio Mondinelli, che dopo la scomparsa di molti amici in alta quota ha deciso di fare qualcosa di concreto per aiutare le loro famiglie nel lungo termine.

“Era tanto tempo che volevo fare qualcosa di concreto e duraturo per le famiglie toccate dalla perdita dei propri cari – si legge nella lettera che accompagna il comunicato -. L’ultimo amico che ha pagato con la vita la sua passione per la montagna è stato Walter Nones, che ha lasciato Manuela e due bambini, Patrik ed Erik. Ho deciso che in futuro io e la mia organizzazione proveremo a dare una mano a tutte le famiglie che si trovano e si troveranno in questa situazione. Nulla può cancellare il dolore, ma possiamo fare molto per dare un futuro più sereno a chi resta qui”.

“Obiettivo dell’iniziativa è permettere agli amici degli alpinisti morti in montagna di aiutare i coniugi sopravvissuti a crescere i figli con un aiuto concreto e duraturo: una borsa di studio erogata fino a quando i giovani andranno a scuola. Crediamo che questo sia il segnale più concreto di “amicizia” che si possa dare a un amico/a che non c’è più, il modo migliore di ricordarlo nel tempo. Ci rivolgiamo a tutti gli amici della famiglia colpita dal lutto: credo che le persone siano portate alla generosità e all’altruismo. Quando le famiglie di amici sono colpite da tragedie tutti vorremmo poterle aiutare: questa è la mia risposta concreta. Quando viene a mancare un coniuge alla disgrazia e al grande dolore spesso si somma una serie di difficoltà materiali dovute alla perdita di un sostegno economico”.

“Frequentemente sull’onda dell’emotività la comunità di amici si organizza per dare un aiuto immediato, importantissimo e prezioso, ma senza una caratteristica fondamentale: la continuità del tempo. E spesso i coniugi restati soli non sono nella situazione di riuscire ad affrontare le spese che servono per far crescere con serenità i figli, garantendo loro la possibilità di prepararsi alla vita attraverso lo studio e il soddisfacimento di concreti bisogni. Per questa ragione ho pensato a un meccanismo che attraverso un contributo economico non gravoso, ma continuativo e garantito, permetta al genitore superstite di affrontare con più tranquillità il grande vuoto lasciato dal coniuge”.

“Come funziona? L’aiuto si configurerà come una borsa di studio. Verranno versati 6.000 euro per anno per ogni figlio/a fino alla conclusione del corso di studi. Il supporto sarà continuativo, e la quota parte della somma verrà versata bimestralmente alla famiglia. Il contributo sarà assicurato fino a che il coniuge superstite si troverà in una situazione di monoreddito: quando i figli entreranno nel mondo del lavoro verrà a cessare il supporto”.

“La richiesta è quella di un ragionevole impegno a versare con continuità 10 euro al mese (ossia 120 euro/anno), o multipli di questa cifra. Per erogare una borsa di studio serviranno 50 quote annuali, ossia 50 persone che si “impegnino” per ogni ragazza/o. La limitatezza della quota dovrebbe permettere a chiunque si senta legato alla persona scomparsa e alla famiglia rimasta di partecipare al progetto senza fare eccessivi sacrifici, dando però un contributo fondamentale alla sua realizzazione”.

“La Himu aprirà un nuovo conto bancario per ogni famiglia che verrà aiutata dalla comunità di amici. Chi accetterà di partecipare al progetto farà un bonifico, una volta all’anno, la quota che sceglierà di versare. Tutte le comunicazioni verranno gestite via posta elettronica. I  collaboratori terranno la contabilità del progetto (naturalmente su base volontaria!), che deve essere rendicontabile a qualsiasi partecipante che chieda di controllarla. Una volta raccolte le adesioni sufficienti a far partire una borsa studio (l’obiettivo è dare una borsa per ogni figlio/figlia), HIMU farà un bonifico bimestrale al genitore che ha perso il coniuge. Due volte all’anno a ogni partecipante del “gruppo dei 50” verrà mandato per posta elettronica un resoconto con notizie sui ragazzi/e che stiamo aiutando”.

“Come “garanzie” formali ci saranno 2 organi di controllo: uno interno a HIMU. Verrà istituto un gruppo di tre “consiglieri” (io e altri due amici da scegliere) che monitoreranno costantemente l’andamento di ogni progetto, garantendo a tutti i partecipanti il corretto uso dei fondi raccolti. E uno per ogni “gruppo dei 50”: Sarà costituito da due persone che una volta all’anno (o più spesso, se lo riterranno necessario) verificheranno tutta la documentazione contabile del progetto (estratti conto con le ricevute dei versamenti ricevuti e dei bonifici fatti alle famiglie), controllando la corretta gestione dei fondi”.

Mondinelli è impegnato da anni nella raccolta fondi per l’ospedale e la scuola dell’Associazione Amici del Monte Rosa in Nepal. Enrico Dalla Rosa, che aiuta in questo progetto delle borse di studio, gestisce da oltre 20 anni un folto gruppo di persone che fanno adozioni a distanza in India. “Queste esperienze ci hanno familiarizzato con la responsabilità di gestire queste donazioni – dicono -. Sappiamo quanto sono importanti questi “gesti” e ci siamo sempre impegnati per garantire che la fiducia che ci viene accordata sia ben riposta. Se possibile, questa volta il nostro impegno sarà ancora più forte, perché crediamo profondamente in questa iniziativa”.

Info: www.himu.eu

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3 Commenti

  1. Penso sia un’iniziativa positiva per le famiglie nel caso specifico. E’ anche un modo in cui la madre non si sente sola, ma ha vicino degli amici particolari “I COMPAGNI DI CORDATA”” così da poterla trasmettere ai figli (sappiamo tutti che quando si perde un’alpinista significa perdere una persona con particolati pregi), e soprattutto un’amico con cui hai condiviso le tue esperienze più faticose. Forza Gnaro, continua con il tuo progetto.
    MARINELLA

  2. Anni fà ti ascoltai e conobbi per la prima volta ad una serata a Bogliasco (ge) dedicata alla benemerita opera iniziata in Tibet.
    Che dire… concreto,generoso,umile.Un esempio.
    Gnaro continua …

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