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Al via a Faenza la Festa della Montagna

Edgar Roca alla Festa della montagna di Faenza
Edgar Roca alla Festa della montagna di Faenza

FAENZA, Ravenna — Torna a Faenza la 44esima edizione della “Festa della Montagna”. La manifestazione dell’Uoei comincia oggi, 11 novembre e prosegue fino a sabato 13 presso la sala “Zanelli” del centro fieristico. Tante le emozioni ad alta quota in programma: dal trekking sulle Ande con la guida alpina peruviana Edgar Roca, alla presentazione della guida del Parco della Vena del Gesso, all’incontro con i campioni di Plan de Corones, alle avventure di Tom Perry, l’uomo che scala le montagne a piedi nudi.

La prima serata, “Dalle Ande agli Appennini”, sarà in due parti. Nella prima si terrà la conferenza “Turismo dell’incontro in Sud America. Perù, storia Inca e paradiso naturale” Edgar Roca, guida montana internazionale, porterà il pubblico a vivere lo spirito delle Ande commentando dal vivo una spettacolare sequenza fotografica sulle zone più belle del Perù, dai più tipici e noti villaggi andini, come il Machu Picchu, ai siti archeologici incaici e pre-incaici. Il programma darà modo a Roca, giovane peruviano nato e cresciuto nella Cordillera Blanca, che vive in provincia di Treviso e parla benissimo l’italiano, di raccontare le bellezze delle montagne e di luoghi di storia millenaria, che è possibile visitare e conoscere in viaggi e trekking da lui stesso organizzati.

Edgar Roca ha sette fratelli e la loro storia è strettamente intrecciata all’opera di padre Ugo de Censi fondatore del progetto Mato Grosso, che attualmente vive ed opera a Chacas nella Cordillera Blanca. Il capofamiglia Esteban, grande amico di padre Ugo, è stato cacciatore e conosce molto bene la natura e i luoghi, avendoli percorso in lungo e in largo. La famiglia è originaria di Alpabamba un villaggio tuttora senza luce elettrica che si trova nel Callejon de Conchucos ad est della Cordillera. I figli di Esteban Roca che sono cresciuti nell’impronta e nello spirito di padre Ugo e hanno imparato a ragionare in grande a beneficio di questo straordinario ambiente e della loro gente, hanno messo a frutto le conoscenze del territorio, tracciando da qualche anno nuovi itinerari fuori dalle rotte turistiche.

Si tratta di percorsi di alta quota che permettono di incontrare ambienti rurali incontaminati spesso non percorsi né da strade né da sentieri. Edgar, vive in Italia perché ha sposato una volontaria italiana che ha prestato, come tantissimi altri, la sua opera nel progetto Mato Grosso. Edgar fa parte del gruppo delle guide andine formate da guide alpine italiane che si sono prestate all’interno del progetto Mato Grosso e gli stessi quattro rifugi ad alta quota esistenti sulla Cordillera, sul modello di quelli alpini, sono stati costruiti dai ragazzi di padre Ugo dando origine a una immensa catena umana hanno trasportato il materiale sin lassù, il ricavato della gestione dei rifugi va alle famiglie bisognose.

Nella seconda parte si parlerà della prima e vera guida completa sul Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola. Il Parco è stato istituito nel 2005 su una catena rocciosa – la Vena del Gesso – che si sviluppa in modo lineare e pressoché continuo dalla valle del Lamone fino a quella del Sillaro.

La “Vena” costituisce uno degli elementi geologici più caratteristici dell’Appennino romagnolo, forse il più rilevante per imponenza e certamente il più prezioso per i non pochi altri aspetti naturalistici importanti. Il libro, inserito nella collana “Parchi e Riserve dell’Emilia-Romagna” promossa e curata dalla Regione, è scritto per esigenze di multidisciplinarietà da sei diversi esperti: Sandro Bassi, Ettore Contarini, Piero Lucci, Stefano Piastra, Marco Sami e Massimiliano Costa, direttore del Parco Vena del Gesso Romagnola, che presenterà il volume con il contributo degli altri autori.

Il volume esamina infatti geologia e geomorfologia, carsismo, flora e vegetazione, ambienti, fauna vertebrata, insetti, storia ed itinerari, ed intende “prendere per mano” il lettore e accompagnarlo in un viaggio lungo sentieri luccicanti di cristalli fra creste, doline, forre, caverne e siti protostorici, lembi di vegetazione mediterranea, ruderi di castelli e cave abbandonate; il tutto in un ambiente finalmente tutelato da un parco naturale.

Venerdì 12 novembre spazio allo sci con “Plan de Corones, la montagna sciistica numero 1 in Alto Adige”. Attraverso la proiezione di filmati, e la testimonianza di ex atleti del territorio sarà presentato il comprensorio leader per l’hi-tech degli impianti, il valore tecnico e la sicurezza delle piste, oltre alla proverbiale ospitalità ed alla natura .

A Plan de Corones, nel cuore della Val Pusteria, dove sono nati campioni come Michael “Much” Mair, ex discesista vincitore in Coppa del Mondo, ora allenatore, Konrad Kurt Ladstaetter, ex slalomista medaglia d’oro ai Mondiali juniores ad inizio carriera, fino ai fratelli Manfred e Manuela Moellg, attualmente tra gli azzurri  di punta in Coppa del Mondo.

Sarà Heinz Holzer, specialista delle discipline veloci e in particolare del supergigante, per cinque anni azzurro (partecipò alla Olimpiadi di Calgary 1988) ed oggi maestro di sci, a presentare le piste del Plan de Corones assieme alla direttrice del comprensorio, Heidi Haueser ed al press manager Artur Costabiei. Spettacolari filmati ed un simpatico quiz sul biathlon, disciplina sportiva che ha in Anterselva un centro di eccellenza internazionale, coinvolgeranno il pubblico e la squadra giovanile dello Junior Ski Team Uoei. La fotografia di Plan de Corones sarà completata da immagini estive su itinerari in mountain bike, escursioni ed arrampicate.

Sabato 13 novembre gran finale con Antonio Peretti, in arte Tom Perry, l’uomo che sale e scende dalle montagne scalzo, che arriverà a Faenza direttamente dalla sua Vicenza. “Ritorno alle origini” è la sintesi delle  immagini più belle, del racconto e della filosofia di Perry, comunemente conosciuto come “l’Uomo a piedi nudi”, che dal 2002 sfida scalzo le montagne più impervie e percorre le zone più lontane: dalle Dolomiti, al Sinai alle pendici delle piramidi, al Kilimanjaro, al Makalu in Himalaya (Nepal), ai vulcani della Bolivia, sull’ Etna (Italia) e in Giappone (a scalare in monte sacro del Fujiyama), all’ Aconcagua.

Amante della montagna per vocazione, Tom Perry accompagna gli appassionati, anche attraverso i suoi libri in un viaggio indimenticabile alla scoperta non solo delle catene montuose di quattro continenti, ma anche dei popoli che li abitano. “La realtà è che la sensazione di benessere che provo quando tolgo gli scarponi è impagabile. -spiega Tom Perry – Ho capito perché: a piedi nudi la terra mi trasmette tutta la sua energia, mi rigenera spiritualmente, mi sento un altro. Mi riappacifica col mondo, mi sento testimone di valori positivi, autentici, senza speculazioni e intermediazioni.

Tutte le serate, con inizio alle ore 21, saranno ad ingresso libero.
Info Ufficio stampa Uoei Faenza

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