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Artico, climber di Greenpeace appesi alle piattaforme petrolifere

Climber di Greenpeace appesi alla piattaforma
Climber di Greenpeace appesi alla piattaforma (Photo www.greenme.it)

NUUK, Groenlandia — Nuovo blitz dei climber di Greenpeace contro le perforazioni per le ricerche petrolifere nell’Artico. Dopo la dimostrazione di inizio settembre, che aveva visto 4 attivisti dell’associazione ambientalista rimanere appesi per 40 ore consecutive alla piattaforma Stena Don della compagnia britannica Cairn Energy, martedì scorso i rimostranti hanno preso d’assalto la nave Stena Carron, impegnata nel Mare del Nord per conto della multinazionale petrolifera americana Chevron e ancorata al largo delle Isole Shetlands nel Regno Unito.

La strategia per bloccare le ricerche di petrolio nell’Artico consiste nel fissare un modulo di sopravvivenza all’ancora della nave, in modo tale da impedirle di salpare verso l’area in cui dovrebbe scavare un pozzo a 500 metri di profondità. Greenpeace infatti, ha ingaggiato una guerra contro le trivellazioni off-shore, sferrando il primo attacco all’inizio di settembre, contro la piattaforma Stena Don.

Il blitz di Greenpeace
Il blitz di Greenpeace (Photo www.greenme.it)

La piattaforma appartiene della compagnia britannica Cairn Energy, e la settimana precedente alla mossa degli attivisti aveva annunciato di aver trovato gas e di essere ottimista sulla possibilità di trovare petrolio. Esplorazioni petrolifere di questo tipo, secondo GreenPeace, potrebbero far scattare la scintilla della corsa al petrolio nell’Artico, mettendone a rischio l’ecosistema e il clima.

Martedì scorso è iniziato il secondo blitz, questa volta ai danni della gigantesca nave Stena Carron. Lo scopo dell’azione dei due climber attivisti, Victor Rask e Anais Schneider, è quello di chiedere ai governi ministri dell’Ambiente dei Paesi che si affacciano sul Mare del Nord – che si incontreranno nei prossimi giorni a Bergen, in Norvegia, nell’ambito della convenzione OSPAR- di adottare una moratoria per fermare le perforazioni off-shore in acque profonde.

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