Arrampicata

Ricco bottino per Favresse e soci nel Sud della Groenlandia

La via Chloe (Photo Xpedition.be)
La via Chloe (Photo Xpedition.be)

NANORTALIK, Groenlandia — Non è ancora finita la lunga estate in Groenlandia dei belgi Nico e Olivier Favresse, Sean Villanueva e l’americano Ben Ditto. I quattro amici erano arrivati prima nella regione orientale, poi dopo alcune scalate si sono spostati a sud, dove hanno aperto alcune vie. Con loro il compagno di viaggio, e occasionalmente di scalata, il capitano della barca Bob Shelton.

Una volta allontanatisi dalle big wall della zona orientale, i 4 alpinisti, capitanati da Nicolas Favresse, il climber che suona il mandolino in parete, hanno fatto rotta verso la regione dei fiordi di Cape Farewell, nel sud della Groenlandia. Hanno percorso 1.400 chilometri scendendo lungo la linea della costa, a bordo della barca del capitano Bob Shelton.

Qui i 4 hanno aperto due vie di 450 metri, bivaccando in cima e poi riscendendo la mattina, tornando alla base in 36 ore. Gli alpinisti hanno chiamato questa parete “Shepton Spire”, in onore dell’amico capitano. In una seconda puntata sulla stessa parete hanno aperto un’altra via, insieme a Shepton che ha scalato insieme a Nico Favresse e  a Villanueva. L’hanno chiamata “Never again”, una via di 500 metri.  “E’ stato emozionante – ha poi dichiarato il capitano-, ma 500 metri sono un po’ troppi per un uomo di 75 anni!”.

Poi hanno ripreso il largo e mentre prendevano il sole, nudi, sul ponte della barca hanno avvistato Close Call Wall. Su questa parete i 4 climber si sono divisi in due cordate e hanno aperto altre due vie: una delle due è stata chiamata Chloe, in onore della connazionale morta ad agosto  sull’Aiguille Noire de Peuterey.

“Le terribili notizie su Chloè – si legge sul sito della spedizione – ci hanno toccato moltissimo. Lei è stata per noi di ispirazione. Auguriamo tutta la forza possibile alla famiglia Graftiaux. Abbiamo chiamato una delle nostre vie “Chloé”, dedicandola a una nostra amica e a una bellissima persona”.

Il team ha infine lasciato la Groenlandia l’1 settembre, e tutt’ora sta attraversando l’Atlantico in pessime condizioni meteorologiche. Secondo quanto si legge nel sito della spedizione infatti, potrebbero imbattersi in Pearl o Danielle, due uragani che transito nelle vicinanze della costa statunitense al momento.

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