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Monte Rosa, precipita in un crepaccio sul ghiacciaio di Indren

Ghiacciaio di Indren verso la Punta Giordani (Photo Gulliver.it)
Ghiacciaio di Indren verso la Punta Giordani (Photo Gulliver.it)

GRESSONEY LA TRINITE’, Aosta — Incidente ieri mattina sul ghiacciaio di Indren, che si trova lungo la via normale di salita alla punta Giordani, nel massiccio del Monte Rosa. Un alpinista di 21 anni è caduto in un crepaccio a quota 3500 metri, facendo un volo di 15 metri. A dare l’allarme è stato il compagno che scalava con lui: i due infatti procedevano slegati.

L’incidente è avvenuto intorno alle 9.30 del mattino sotto la punta Giordani, con i suoi 4.046 metri il più basso dei quattromila del massiccio del Rosa. L’alpinista, un 21enne di Biella, era procedeva in salita insieme a un compagno sul ghiacciaio di Indren, quando è caduto in un crepaccio, precipitando per una quindicina di metri.

Fortunatamente il volo gli ha procurato solo lievi ferite, e quando sul posto è arrivato l’elicottero del Soccorso alpino Valdostano, lo hanno ritrovato in stato di lieve ipotermia ma non in gravi condizioni fisiche. Il giovane è stato quindi trasportato all’ospedale Umberto Parini di Aosta, per essere visitato e ricevere le cure necessarie.

”Ha avuto una gran fortuna – ha dichiarato all’Ansa Alessandro Cortinovis, responsabile del Soccorso alpino valdostano – anche perché procedere su un ghiaccio slegati è da incoscienti”.

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6 Commenti

  1. E’anche da incoscienti legarsi senza sapere come legarsi oppure legarsi senza però poi saper fare le manovre necessarie in caso di bisogno. A quel punto se tutti vanno in montagna meglio che procedano slegati, meglio un ferito di due feriti o peggio

  2. Non credo sia il caso di fare la classifica tra due comportamenti da incoscienti.
    Partiamo dal semplice per arrivare poi al difficile (non viceversa).
    Prima di affrontare un ghiacciaio si deve sapere come utilizzare tutte le attrezzature che abbiamo a disposizione: corda-picozza-ramponi,e …….. sale in zucca.
    La cima NON ci scappa !!! Se uno non utilizza la corda e le attrezzature è segno che non conosce i materiali e non è in grado di utilizzarle.
    Questo a mio parere è ciò che al giorno d’oggi si insegna poco e si pensa solo alla vetta.

  3. E’ sicuramente preferibile legarsi. Spesso le manovre di recupero (paranco, ecc) non hanno successo, ma la corda legata in vita al malcapitato può essere utile ai soccorritori del 118. Talvolta puo’ trascinare anche il compagno peggiorando la situazione. Non ditemi che in ogni instante della progressione si hanno i riflessi così pronti da contrastare o arrestare una eventuale caduta! Neppure quando si ha grande esperienza con i materiali.

  4. nonostante vado spesso in montagna da solo,se c’è da fare un ghiacciaio sempre con qualcuno e sempre legato! dovrebbe essere la regola!

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