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Catinaccio, nuovo incidente mortale sulla ferrata Santner

Gola delle Torri Ferrata Santner
Gola delle Torri Ferrata Santner
(Photo Pozzigia - Flickr)

TIRES, Bolzano — Di nuovo un incidente mortale lo scorso weekend sulla ferrata Santner, a 2.700 metri di quota sul massiccio del Catinaccio. Ieri pomeriggio, un’alpinista è precipitata, forse perché scivolata sulla neve, e si è schiantata sulla roccia.

La vittima, 64 anni di Aldino, in provincia di Bolzano, si trovava sul Catinaccio insieme al marito e ad alcuni amici domenica scorsa. Il gruppo aveva raggiunto prima di mezzogiorno Passo Santner a 2741 metri di quota. Sulla via del ritorno, intorno alle 16, si trovavano nella parte a valle della ferrata nella Gola delle Torri, un tratto ghiaioso, gradualmente ripido e solo parzialmente attrezzato.

Qui, in un punto privo di corde, la donna sarebbe scivolata precipitando per quarantina di metri sulle rocce sottostanti e rimbalzando su uno spuntone di roccia innevato. Una caduta terribile che l’avrebbe uccisa sul colpo. Immediatamente il marito ha dato l’allarme e sul posto sono intervenuti gli uomini del Soccorso alpino.

Alcuni di loro li hanno raggiunti con l’elicottero del Pelikan 1, con medico rianimatore a bordo. Uno dei soccorritori si è fatto calare col verricello ma non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. Poi hanno provveduto a recuperare la salma.

Lunedì scorso sulla stessa ferrata Santner era morto un alpinista tedesco precipitando per un centinaio di metri. In quel caso però la vittima era stata trovata senza l’attrezzatura necessaria a percorrere l’itinerario in sicurezza.

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5 Commenti

  1. La ferrata del Santner, generalmente definita sulle guide come “itinerario di media difficolta”, presenta un passaggio che attraversa un ripido canalone spesso ghiacciato e assente da assicurazione in quanto la corda di acciaio rimane prevalentemente sepolta sotto il manto nevoso. Poichè, nelle condizioni attuali la via ferrata risulta molto pericolosa, sarebbe opportuno chiuderla agli escursionisti in attesa di condizioni migliori per poterla affrontare.

  2. …forse il problema è un altro: NON dimenticarsi che si è in montagna e l’attrezzatura da montagna non si riduce ad un cordino con moschettoni… serve anche corda (20m dell’8 per queste semplici autoassicurazioni) la dimenticatissima piccozza… sono i kili ‘inutili’ sullo zaino quelli che hanno riportato a casa tanti alpinisti lungo gli anni.

  3. la ferrata di passo santner, come molte altre in trentino e su tutte le alpi, vanno affrontate a modo, con attrezzatura adeguata e che come dice giustamente PAOLOG, serve una cordicella per assicurare e tutta la robina necessaria.
    molti purtroppo si credono che una ferrata sia un parco giochi, ma le tristi notizie che ogni anno ci arrivano, dovrebbero oramai aver fatto capire che nn è così.
    sulle guide escursionistiche specie del trentino, dove esistono una marea di ferrate, occorrerebbe secondo me, alzare il grado difficoltà, in modo che se un escursionista vedo scritto (MOLTO DIFFICILE), se ha del sale in zucca nn ci va.

  4. La ferrata in questione non è obbiettivamente difficle, ed è per questo che è molto frequentata. E’ vero che chi affronta una ferrata anche facile deve sapere che le condizioni di neve, acqua, ecc. possono alzare le difficoltà, che l’attrezzatura non va mai sottovalutata … ma forse, appunto per la celebrità e alta frequenza, meriterebbe un monitoraggio costante con aggiornamento – all’inizio del sentiero – sulle condizioni e le reali difficoltà e/o attrezzatura richiesta, a cura dei comuni limitrofi e/o della provincia, forestale, ecc.. Ciò, oltre che fini umanitari, avrebbe anche risvolti economici positivi (i soccorsi costano ….)

  5. un sincero cordoglio alle vittime dell’incidente
    per quanto attrezzati e’ un incidente che puo’ capitare a tutti noi alpinisti, spesso gli incidenti capitano piu sul facile che sul difficile, proprio perche non e’ possibile assicurarsi in ogni situazione in cui e’ possibile scivolare.

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