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La Regione Piemonte riapre la caccia ai caprioli

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TORINO — Gli splendidi e indifesi caprioli dei boschi piemontesi stanno ricominciando a tremare. Dopo la decisione del Tar riguardante la sospensione definitiva dell’abbattimento dei poveri animali, la Regione Piemonte ha pensato bene di ribaltare nuovamente la situazione, emanando un nuovo provvedimento legislativo che, di fatto, riapre la caccia agli ungulati.

"La Regione Piemonte ha emesso una nuova delibera per riavviare l’abbattimento selettivo dei caprioli – dicono dal Wwf – Dopo la decisione definitiva del giudice e la soddisfazione degli ambientalisti, c’è invece stata una nuova sorpresa. Per noi l’azione del Piemonte è molto grave".
 
"L’atto del giudice è stato annullato dalla delibera – proseguono gli ambientalisti. Purtroppo funziona così. Sono azioni legali. E ora formalmente la caccia è aperta. E cosa analoga è accaduta anche nelle Marche".
 
Ieri, in Liguria il Tar ha respinto il ricorso per sospendere la caccia agli ungulati, presentato dalla Lega per l’abolizione della caccia (Lac). L’abbattimento dei caprioli riprenderà il mese prossimo. "E’ confermata la piena legittimità e la correttezza delle scelte della provincia di Genova, basate su rigorosi fondamenti scientifici e tecnici e su atti adottati nel pieno rispetto della legge", ha detto l’assessore Briano.
 
Ma siamo sicuri che uccidere animali innocenti e indifesi sia legittimo? I danni all’agricoltura  e gli incidenti stradali sono davvero provocati dai caprioli? O la causa di questi problemi è anche da cercare altrove?
 
Se i problemi si risolvessero tutti così, chissà dove andremmo a finire. Chissà cosa rimarrebbe di questo mondo se dovessimo prendercela con tutto quello che ci crea problemi. E trovare come unica soluzione la distruzione. Ma l’ultima parola la lasciamo ai lettori…
 
Greta Consoli

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