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Chioda una via vicino a pitture rupestri: 3000 euro di multa a Dani Andrada

Il climber spagnolo sanzionato dalla Junta de Andalucía per l’apertura di un tiro al Cerro Veleta, nell’area di Jaén. La Guardia Civil non avrebbe rilevato danni diretti alle pitture, ma alterazioni al supporto roccioso. Andrada: “Non ne sapevo nulla”.

Una multa da 3000 euro per aver attrezzato una via di arrampicata in un’area protetta per la presenza di pitture rupestri. È la sanzione notificata a Dani Andrada, uno dei nomi più noti dell’arrampicata sportiva spagnola e tra i chiodatori più prolifici del Paese, protagonista negli ultimi decenni dell’apertura di centinaia di itinerari in molte falesie iberiche.

La vicenda riguarda il Cerro Veleta, nella zona di Jaén, in Andalusia, un’area già frequentata dagli arrampicatori e dove, secondo quanto ricostruito dalla rivista spagnola Desnivel, erano presenti alcune vie attrezzate. Qui Andrada avrebbe aperto una nuova linea alcuni mesi fa, lasciando sul posto parte del materiale con l’intenzione di tornare nei giorni successivi per proseguire il lavoro.

Il giorno seguente, però, nell’area sono intervenuti gli agenti del SEPRONA, il Servicio de Protección de la Naturaleza della Guardia Civil. Il materiale è stato sequestrato e ad Andrada è stato comunicato che nella zona erano presenti pitture rupestri e che, per questo motivo, l’attrezzatura di nuove vie e l’arrampicata non erano consentite.

“Non ne sapevo nulla”

Secondo quanto riferito dallo stesso climber, quella sarebbe stata la prima volta in cui veniva informato dell’esistenza del divieto e delle pitture, che non sarebbero state segnalate sul terreno né da cartelli né da delimitazioni. Andrada ha riconosciuto davanti agli agenti di essere l’autore dell’attrezzatura e, il giorno successivo, è tornato sul posto per rimuovere la via. Sempre secondo la sua ricostruzione, le pitture si trovavano circa 15 metri a destra della linea appena chiodata, nei pressi di una via più vecchia.

3000 euro di multa

La vicenda sembrava chiusa, ma nei mesi successivi è arrivata la notifica della Junta de Andalucía: 3000 euro di sanzione. Nella comunicazione si riconoscerebbe l’assenza di danni diretti alle pitture rupestri, ma verrebbero contestati danni al riparo roccioso che le ospita.

Già il 30 giugno la stampa locale, citando la Guardia Civil, aveva riferito di un’indagine per l’apertura di una via in un riparo roccioso con arte rupestre dichiarato Bien de Interés Cultural. Durante l’ispezione, gli agenti avrebbero individuato ancoraggi fissi installati mediante perforazioni, una corda di circa 80 metri e materiale da chiodatura, tra cui trapano, martello e moschettoni. Anche in quel caso veniva precisato che non erano stati rilevati danni diretti alle pitture, ma alterazioni al supporto roccioso provocate dalle perforazioni e dal fissaggio degli ancoraggi.

Il Cerro Veleta

Il contesto è particolarmente delicato. Il Cerro Veleta rientra nell’area della Zona Patrimonial de Otíñar, iscritta dal 2009 nel Catálogo General del Patrimonio Histórico Andaluz come Bene di Interesse Culturale. Il decreto della Junta de Andalucía individua proprio nel settore del Cerro Veleta un insieme rupestre con diversi ripari e grotte contenenti manifestazioni pittoriche, oltre a resti archeologici legati al popolamento preistorico dell’area.

Andrada, che al momento non avrebbe ancora presentato ricorso ma avrebbe intenzione di farlo, ha espresso amarezza per la sanzione. “Ci trattano come delinquenti”, ha dichiarato a Desnivel, spiegando di aver manifestato fin dall’inizio la propria buona fede e la mancata conoscenza della situazione. Il climber ha anche richiamato la necessità di una maggiore collaborazione tra amministrazioni, archeologi, ambientalisti e comunità degli arrampicatori.

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