Montagna.TV

4 castelli tra le vette in cui trovare rifugio dall’afa

Quattro castelli poco noti tra Alpi e Appennini, tra le cui possenti mura trovare refrigerio, leggende e curiosità.

L’estate è, per eccellenza, la stagione in cui si ha voglia di mettersi in cammino. Con il sole a illuminare le giornate fino a ora di cena, restare chiusi tra le pareti di casa diventa una sofferenza e l’istinto spinge a guardare verso l’alto, puntando alle quote montane alla ricerca di refrigerio. In realtà, la montagna non è del tutto immune alla stagione estiva: per quanto si possa godere di una manciata di gradi in meno rispetto alle afose quote di pianura, il sole picchia forte anche sui sentieri.

Pertanto, avere come riferimento un luogo che funga da rifugio – sia esso la meta finale della giornata o una tappa rigenerante prima di rimettersi in marcia – è sempre un bene. Tra Alpi e Appennini ci sono luoghi che sembrano letteralmente immuni persino alle ondate di calore più intense: i castelli.

Tra le possenti mura in pietra, in grado di trattenere meglio l’umidità che il calore, queste antiche fortezze celano storie da scoprire: alcune sono ben note, altre decisamente meno. Per chi è alla ricerca di mete da esplorare senza rischio affollamento, ecco quattro destinazioni perfette lungo lo Stivale.

Castel Savoia (Valle d’Aosta)

Dove: Gressoney-Saint-Jean (AO)

Castel Savoia, risalente a fine Ottocento, è una perla architettonica della Valle del Lys. Con le sue bianche torri incastonate nel verde di un fitto bosco, evoca atmosfere disneyane ed effettivamente nasconde una storia romantica e tragica. Fu uno degli ultimi doni che il Re Umberto I fece alla consorte Margherita prima di morire nell’attentato di Monza del 1900.

La sovrana, grande appassionata di alpinismo – a lei è dedicato il rifugio più alto delle Alpi, amava profondamente questi luoghi che già da anni facevano da cornice alle sue vacanze estive, trascorse inizialmente in paese presso la residenza del fidato amico, il Barone Luigi Beck Peccoz. Stabilendo qui la sua dimora per sfuggire alla calura dell’estate, la Regina lanciò una vera e propria moda, trasformando la valle in un punto di riferimento per la nobiltà torinese alla ricerca di escursioni e soggiorni in quota.

Castello di Tures (Alto Adige)

Dove: Campo Tures (BZ)

Noto anche come Castel Taufers, fu costruito agli inizi del XIII secolo su uno sperone roccioso che separa la Valle di Tures dalla Valle Aurina. La parte principale dell’edificio è costituita dal mastio e dall’annessa torre abitabile, mentre a ovest si colloca un palazzo che venne trasformato nei secoli in granaio. Il percorso di visita degli interni attraversa oltre venti ambienti carichi di atmosfera: si passa dal rigore della sala del giudizio e della biblioteca al fascino sacro della cappella affrescata, dallo sfarzo della sala dei cavalieri alle accoglienti stanze riservate agli ospiti, per arrivare all’oscurità dei luoghi più cupi, come l’armeria e la camera della tortura.

Tra le pareti di pietra aleggia la leggenda della povera Margarethe von Taufers, il cui spirito – si dice – piange ancora l’amato notte dopo notte.

Castello Piccolomini (Abruzzo)

Dove: Ortucchio (AQ)

Il castello sorgeva in origine sull’unica isola abitata del lago del Fucino, poi prosciugato nell’Ottocento – e faceva parte di un complesso sistema difensivo creato attorno al bacino, insieme alle torri di Pescina e Trasacco e ai castelli di Celano e Avezzano. Riedificato in chiave rinascimentale da Antonio Piccolomini nel 1488, il forte è a pianta rettangolare con massicci torrioni circolari, un ponte levatoio e una darsena interna un tempo usata per l’ormeggio delle barche.

Tra le fredde pareti di roccia custodisce la tragica leggenda della Vergine Pallida. Figlia di un malvagio signore locale, la fanciulla era innamorata di un pescatore che la portava in barca sul lago. Scoperta la relazione, il padre tese un agguato al giovane uccidendolo e costrinse la figlia a sposare il Signore di Celano. Distrutta dal dolore, la ragazza si tolse la vita lanciandosi da una finestra del castello e si dice che il suo fantasma compaia ancora di notte sulle torri di Ortucchio.

Castello Pandone (Molise)

Dove: Cerro al Volturno (IS)

Arroccato su una rupe che domina la Valle dell’Alto Volturno, questo castello è un gioiello del Molise. Le sue mura sembrano letteralmente fondersi con lo sperone di roccia su cui poggiano. Nato nel X secolo sotto la dominazione longobarda come magazzino fortificato con due torri quadrate, fu trasformato nel XV secolo da Federico Pandone in una vera fortezza con una cinta muraria irregolare e tre torri cilindriche. Nel Quattrocento vennero aggiunte anche le “bombardiere alla francese” – feritoie rettangolari destinate ai cannoni – poi convertite in finestre. L’ingresso si raggiunge tramite una suggestiva scalinata a gradini in pietra che sale dal borgo antico. Dall’alto del castello la vista spazia sulla valle e consente di scorgere in lontananza l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, a breve distanza dall’omonimo lago.

Il Castello Pandone non si lega a leggende ma a una curiosità artistica: il celebre pittore e incisore Maurits Cornelis Escher lo rese protagonista di una delle sue famose illustrazioni.

Exit mobile version