
Andrzej Bargiel ha aggiunto un nuovo capitolo alla storia dello sci estremo ad altissima quota. Il 30 giugno 2026 lo sciatore polacco, 38 anni, ha raggiunto la vetta del Nanga Parbat, 8126 metri, e da lì ha completato una discesa con gli sci fino al campo base senza utilizzare bombole di ossigeno.
La conferma è arrivata dallo stesso Bargiel, che sui social ha raccontato di aver raggiunto la cima “dopo una lunga giornata di montagna” e di aver effettuato una discesa integrale lungo la via Messner, quella aperta in solitaria da Reinhold Messner nel 1978. Bargiel ha sciato per oltre 3700 metri di dislivello fino al livello del campo base. Un dettaglio importante, perché chiarisce la linea scelta e dà una misura concreta dell’impresa, realizzata su una delle montagne più complesse e severe dell’Himalaya.
Con questa discesa Bargiel ha chiuso un progetto costruito in anni di spedizioni: salire e sciare dalla vetta tutti gli ottomila del Pakistan. Prima del Nanga Parbat aveva già firmato discese dagli Ottomila del Karakorum: K2, Broad Peak, Gasherbrum I e Gasherbrum II. Il Nanga Parbat, pur non appartenendo al Karakorum ma all’Himalaya occidentale, era l’ultimo Ottomila pakistano che mancava alla sua collezione.
“Con questa discesa ho completato un progetto che portavo avanti da anni: salire e sciare tutti gli Ottomila del Pakistan”, ha scritto Bargiel nel messaggio pubblicato dopo il rientro. “Sono davvero felice di aver potuto condividere questo momento speciale in vetta con Janusz Gołąb, che mi ha accompagnato e sostenuto durante tutto l’attacco alla cima”.
Un ringraziamento particolare è andato anche al resto del team: Grzegorz Bargiel, Bartek Pawlikowski, Darek Załuski e Pasang Rinzee.“Il vostro aiuto nella navigazione e il vostro supporto a ogni passo sono stati fondamentali”. In una salita e discesa di questo tipo, infatti, il successo non dipende solo dalla performance individuale, ma anche dalla capacità di leggere la montagna, scegliere il momento giusto e mantenere una comunicazione efficace tra quota e campo base.
In anticipo sui tempi
La finestra utile si è aperta in modo rapido. Secondo le prime ricostruzioni, le vette sul Nanga Parbat erano attese per il giorno successivo, ma gli alpinisti incaricati di fissare le corde e aprire la via per la vetta, di Seven Summit Treks, hanno anticipato i tempi, raggiungendo la cima nella mattinata del 30 giugno. Dietro di loro sono saliti i clienti delle spedizioni commerciali e, più tardi, Bargiel, che ha poi iniziato la lunga discesa verso il campo base.
Nei giorni precedenti il polacco si era acclimatato sul vicino Ganalo Peak, 6608 metri, da cui aveva potuto osservare la montagna e valutare le possibili linee di discesa.
La prima integrale?
La prima discesa assoluta con gli sci dalla vetta del Nanga Parbat: nel 2025 era già stata attribuita a Tiphaine du Perier e Boris Langenstein una discesa dalla cima lungo il versante Rupal. Il valore storico dell’impresa del polacco sta soprattutto nel fatto di aver completato la discesa senza bombole di ossigeno e di aver chiuso la serie di tutti gli Ottomila pakistani sciati dalla vetta.
Per Bargiel si tratta dell’ottavo Ottomila sceso con gli sci. Il suo percorso era iniziato nel 2013 con lo Shisha Pangma, proseguito nel 2014 con il Manaslu, poi con Broad Peak e Gasherbrum II nel 2015, K2 e Gasherbrum I nel 2018. Nel 2025 era arrivata anche la discesa dall’Everest senza bombole di ossigeno, una delle imprese più mediatiche della sua carriera.
Restano da conoscere i dettagli tecnici completi: tempi, condizioni della neve, eventuali tratti non sciati e modalità precise della discesa. La certezza è che con il Nanga Parbat, Andrzej Bargiel ha completato il suo progetto pakistano e confermato il proprio ruolo tra i protagonisti assoluti dello sci ad altissima quota.