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La Luna delle Fragole incanta le Dolomiti

Dallo spettacolare allineamento tra Marte e le Pleiadi fino alla Luna delle Fragole: il cielo notturno di fine giugno regala magie nelle foto di Alessandra Masi.

C’è un momento del mese – talvolta anche due – in cui, lanciando uno sguardo al cielo, è inevitabile restare per alcuni istanti immobili, percependo di essere infinitamente piccoli in uno Spazio indefinito: è il plenilunio. Ogni mese, nonostante nel corso della vita di Lune piene se ne siano viste a centinaia, quel momento di sospensione del tempo che accompagna un incontro virtuale, a distanze siderali, tra noi e il nostro satellite, si ripete. Talvolta l’incanto è più forte, merito di una Luna che risulta, apparentemente, più grande del solito o ricoperta di sfumature che sembrano pennellate nel cielo notturno. È quanto accaduto nei giorni scorsi, tra il 29 e il 30 giugno, in occasione del sorgere della Luna delle Fragole.

Uno spettacolo suggestivo soprattutto per chi ha potuto ammirarlo tra le vette d’Italia, come testimoniano gli scatti realizzati dalla fotografa Alessandra Masi sulle Dolomiti d’Oltre Piave. Immagini che raccontano un cielo che si è fatto arte. Ma che cos’è esattamente la Luna delle fragole e perché si chiama così?

Luna delle Fragole, un nome che sa di terra e di raccolto

La Luna immortalata da Alessandra Masi si mostra tenuamente sfumata di rosa. Un dettaglio che potrebbe essere interpretato come spiegazione logica del nome tradizionalmente associato al plenilunio di giugno. In realtà, non è così.

La denominazione “Luna delle Fragole” affonda le sue radici nelle tradizioni dei Nativi americani (come Algonquin, Ojibwe, Dakota e Lakota). Per queste popolazioni, l’arrivo della Luna piena di giugno coincideva con il picco di maturazione e la raccolta delle fragole selvatiche, una delle prime e più preziose fonti di cibo fresco dopo il lungo inverno. Trattandosi di un raccolto breve, della durata di poche settimane, il legame temporale tra il plenilunio e il frutto era estremamente forte. I coloni europei ne rimasero così affascinati da scegliere di conservare il nome, entrato stabilmente negli almanacchi americani.

Tra i Nativi erano in uso anche altre denominazioni, sempre legate ai raccolti del periodo, come Luna delle More o dei Lamponi. In altre parti del mondo lo stesso fenomeno assume nomi ancora diversi ma sempre legati ai ritmi della terra. In Europa è storicamente conosciuta come Luna delle Rose (anche in questo caso, la ragione non è cromatica ma legata alla fioritura di questi fiori) o Luna del Miele (in quanto giugno è il periodo delle grandi fioriture e in cui il miele è pronto per essere raccolto negli alveari). In Cina diventa la Luna del Loto, in quanto l’estate è la stagione in cui si assiste allo sbocciare dei fiori negli stagni. Per alcune tribù dell’Alaska è la Luna del Parto, poiché è in estate che si assiste alla nascita dei cuccioli di molte specie animali dell’estremo nord.

Il segreto della sua bellezza: bassa e pesante all’orizzonte

Nel mese di giugno il nostro satellite rimane molto basso rispetto all’orizzonte nell’emisfero settentrionale. A differenza del periodo invernale, in cui la Luna sale dritta e maestosa nel cielo notturno, in queste settimane sembra “pesante”, come se faticasse a innalzarsi rispetto al paesaggio.

Questa posizione crea la cosiddetta “illusione lunare”: il disco lunare viene percepito dai nostri occhi più grande e vicino rispetto a quanto non lo sia, soprattutto quando si staglia dietro a elementi naturali o artificiali. È esattamente l’effetto che ha catturato Alessandra Masi tra le vette delle Dolomiti.

“In queste notti la Luna piena si trova in perfetta opposizione al Sole estivo, restando molto bassa nel cielo – racconta la fotografa – . Ieri sera, 29 giugno, sono riuscita a riprendere per pochi istanti la Luna, che sembrava accarezzare le creste delle Dolomiti d’Oltre Piave, in un incontro suggestivo tra cielo e montagna.”

L’allineamento delle Pleiaidi e Marte

Pochi istanti d’incanto inseriti in un mese astronomicamente magico. Appena due notti precedenti il plenilunio, la fotografa bellunese ha infatti assistito a un’altra meraviglia celeste, mirabilmente immortalata in uno scatto: l’allineamento tra l’ammasso stellare delle Pleiaidi e il Pianeta Marte.

“Quanto tempo sei disposto ad aspettare per l’allineamento perfetto? E soprattutto, a che ora sei disposto ad alzarti dal letto? Per documentare questo incontro ravvicinato, l’uscita è iniziata nel cuore della notte, alle 2:00 AM, per salire in quota e poter ambientare l’evento sopra le maestose creste dolomitiche, in Cadore – il racconto che accompagna l’immagine del cielo stellato del 27 giugno – . Ho seguito con trepidazione lo sviluppo dei movimenti celesti, sperando che le velature non compromettessero le riprese: l’ammasso aperto delle Pleiadi (Messier 45), nella costellazione del Toro, è emerso dal profilo del Monte Crissin alle ore 03:13.”

“È stato però necessario attendere le ore 03:32 per la levata di Marte, il Pianeta Rosso è finalmente emerso dal profilo del vicino Monte Brentoni, proprio mentre le “Sette Sorelle” si trovavano in perfetto allineamento geometrico sopra la cima del Monte Pupera Valgrande. Questo passaggio prospettico è stato ripreso in una ristrettissima finestra temporale, pochi minuti prima che il progressivo e diffuso bagliore mattutino saturasse l’atmosfera nascondendo la scena”.

“È sempre una soddisfazione enorme riuscire a riprendere questi eventi – conclude Alessandra Masi – un’emozione che ripaga ampiamente dalle alzatacce notturne, anche perché per allineamenti caratterizzati da una separazione angolare così ridotta si dovrà attendere, alle nostre latitudini, fino alla sera del 8 aprile 2034.

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