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Lumbo Himal, prima salita di una vetta inviolata dell’Himalaya nepalese

Quattro alpinisti hanno firmato la prima salita documentata del Lumbo Himal (6250 m), una montagna remota nel distretto di Gorkha, in Nepal, aprendo una nuova via su una parete mai percorsa.

Mentre le spedizioni commerciali continuano a concentrarsi sugli Ottomila più celebri, nell’Himalaya nepalese esistono ancora montagne che attendono la loro prima salita. È il caso del Lumbo Himal (6250 m), vetta situata in una delle aree più isolate del distretto di Gorkha, sul margine meridionale della catena del Ganesh Himal, che il 22 giugno scorso è stata raggiunta per la prima volta da una cordata composta da tre alpinisti nepalesi e uno statunitense.

A firmare l’ascensione sono stati Tul Singh Gurung, Sujal Gurung, Aash Bahadur Gurung ed Eric Mathew Soo, protagonisti di una spedizione organizzata dall’Himalaya Summit Club. Secondo gli organizzatori si tratta della prima ascensione documentata della montagna, un risultato che restituisce spazio allo spirito esplorativo in un Himalaya dove le grandi vette sono ormai quasi tutte state salite e molte nuove realizzazioni consistono nell’apertura di itinerari piuttosto che nel raggiungimento di cime ancora inviolate.

Una montagna lontana dalle rotte dei trekking

Il Lumbo Himal sorge nella municipalità rurale di Dharche, all’estremità settentrionale della Manaslu Conservation Area, in una valle priva di villaggi e tratte frequentate dai grandi tekking himalayani. Per raggiungere la base della montagna la spedizione ha dovuto affrontare un lungo avvicinamento, allestendo un campo base a 4150 metri e un campo avanzato a 5049 metri.

La scelta della linea di salita è stata preceduta da diversi giorni di ricognizione. Dopo aver valutato le condizioni di neve, ghiaccio e roccia, il team ha optato per la parete sud-occidentale, dove ha aperto un itinerario che ha richiesto progressione su terreno misto, tra ghiaccio e roccia, con pendenze fino a 85 gradi, traversi esposti e passaggi attraverso zone crepacciate. Durante la salita sono stati installati circa 400 metri di corde fisse.

L’esplorazione continua

Sebbene l’alpinismo himalayano contemporaneo sia spesso associato alle spedizioni commerciali sugli Ottomila, il Nepal conserva ancora numerose montagne secondarie e cime minori che non hanno mai registrato una salita documentata. Negli ultimi anni diverse spedizioni hanno rivolto l’attenzione proprio verso queste vette, riportando al centro dell’alpinismo il valore dell’esplorazione, della ricerca di nuovi itinerari e dell’autonomia tecnica.

La prima salita del Lumbo Himal si inserisce in questa tendenza: una realizzazione lontana dai riflettori delle montagne più celebri, ma capace di ricordare come, anche nell’Himalaya del XXI secolo, esistano ancora spazi dove l’avventura passa prima di tutto dalla scoperta.

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