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Laura Rogora: “Quello che cerco è la sfida con me stessa”. Ecco la nostra intervista

La climber romana ha aperto il mese di giugno con cinque vie estreme in sole 48 ore. L'abbiamo intervistata per scoprire insieme i suoi prossimi progetti

Cinque vie estreme in sole 48 ore: è questo il biglietto da visita con cui Laura Rogora ha inaugurato l’estate sulle Dolomiti e che fotografa perfettamente una delle scalatrici più forti del panorama internazionale. L’azzurra, 25 anni, si divide tra la falesia, gli allenamenti indoor in vista degli Europei di questa estate e gli ultimi esami di matematica all’università. L’abbiamo intervistata per capire quali saranno i suoi prossimi impegni, ma anche per riflettere sul successo dell’arrampicata e sul futuro di questa disciplina in Italia.

Nel primo weekend di giugno, in sole 48 ore, hai portato a casa cinque vie estreme (un 9a+, un 9a, due 8c e un 8b/+) sulle Dolomiti. Raccontaci questi risultati. Da quanto tempo studiavi questi percorsi e come è andata?

Era la prima volta che andavo in quella falesia e quindi è stato un lavorato molto veloce. Il 9A l’ho fatto al secondo tentativo: prima ho fatto un tentativo per guardare i movimenti e poi ci sono riuscita al secondo. Il 9A+, invece, è una connessione tra una via che è un 8B+ che ho salito flash, quindi al primo tentativo, e il 9A. L’ho provato alla fine del primo giorno e non ci sono riuscita, ma l’ho fatto al primo tentativo del secondo giorno. Poi ho fatto un 8C a vista, quindi al primo tentativo senza sapere niente, e un 8C al secondo tentativo. Sicuramente sono molto contenta del weekend, erano delle vie che mi si addicevano perché sono molto lunghe, di resistenza, quindi rientravano nel mio stile.

Sei una delle quattro donne che sono riuscite a scalare una via di grado 9b. Per noi magari sono solo numeri, ma come ci si sente a realizzare un’impresa del genere?

Sicuramente salire il 9B mi ha dato tantissima soddisfazione, perché è un grado molto alto, ma essere una tra le poche donne in realtà mi cambia poco. Diciamo che quello che cerco è la sfida con me stessa, quindi voglio sempre fare meglio, alzare l’asticella.

Hai in programma altre scalate a breve?

Sì, anche se adesso mi sto concentrando più sul lavorato veloce, piuttosto che sul provare vie molto dure.

Ci sono dei luoghi in particolare che ami arrampicare o a cui sei più legata?

Direi tutte le falesie di Arco e anche il Climbing Stadium di Arco, che adesso è anche il centro federale, perché lì ho fatto i miei campionati italiani e il mio primo Mondiale giovanile. Sono romana, ma ora vivo a Trento e il Trentino è un territorio a cui sono molto legata.

Il tuo sport ti permette di avere un contatto con la natura unico. Scalare all’aperto ha cambiato il tuo modo di vedere l’ambiente che ti circonda?

Sì, secondo me l’arrampicata è uno sport che ti porta anche a rispettare la natura: prima magari non c’erano tante persone in falesia, adesso invece l’arrampicata si sta diffondendo, c’è molta più gente e tutti vogliono mantenere un ambiente bello in cui stare, non solo la base della falesia, ma anche la roccia. Sappiamo che è un bene limitato e in alcune vie, quelle molto provate, molto ripetute, la roccia si rovina se non viene trattata bene. Mettendoci più cura, invece, si può prolungare un po’ la durata della roccia e permettere anche alle future generazioni di provare le vie nelle stesse condizioni in cui le abbiamo trovate noi.

Nelle gare indoor c’è il rumore del pubblico, la musica, la pressione. Sulla roccia spesso ci sei solo tu e la parete. Quale di questi due ambienti ti fa sentire più a tuo agio?

Devo dire che mi piacciono entrambi e, se dovessi sceglierne uno adesso, non saprei quale prendere. Da un lato, le emozioni che si provano in gara sono sicuramente uniche e probabilmente non si riescono a replicare in maniera altrettanto forte su roccia. Dall’altro lato, arrampicare all’aperto ha un po’ meno quell’aspetto competitivo ed è un ambiente più rilassante in cui hai il tuo contatto con la natura, quindi mi piace anche quello.

Come sta andando la stagione di Coppa del Mondo?

Ho fatto la prima tappa che è andata abbastanza bene, sono andata in finale. Adesso non sto più gareggiando e mi sto preparando per gli Europei di fine agosto. Ho deciso di non prendere parte alle prossime gare per concentrarmi solo su quell’obiettivo.

Tornerai agli Europei dopo le due medaglie d’oro del 2024. Che aspettative hai per questa edizione?

Sicuramente riuscire a fare un podio sarebbe una grande soddisfazione. Il livello sta crescendo tanto, forse le ragazze al top sono quasi sempre le stesse da un paio di anni, però comunque il livello medio sta crescendo tanto, anche in Italia. La prova è l’ultima tappa di Coppa del Mondo in cui quattro azzurri sono andati in semifinale.

Che cosa manca secondo te all’Italia per essere una nazione top a livello mondiale?

In Italia rispetto ad altre nazioni siamo arrivati ad avere un centro federale più tardi, soltanto un anno fa. Averlo significa potere contare su un luogo in cui i giovani possono crescere, seguiti da allenatori fissi e da preparatori. Penso che il fatto che questo polo esista da così poco tempo abbia rallentato questo processo e per questo siamo ancora un po’ in ritardo rispetto ad altri Paesi.

Studi sempre matematica all’Università?

Sì, lo faccio sempre per passione. Ci sono dei momenti in cui mi dedico di più allo studio, altri in cui magari non faccio niente anche per lunghi periodi e mi dedico solo allo sport. Adesso mi mancano due esami alla laurea, non so ancora quando li darò. Per me studiare è anche un modo per staccare un po’ la spina e dedicarmi a qualcosa di diverso.

Hai vissuto l’arrampicata prima e dopo il boom olimpico. Come è cambiato il tuo sport e la percezione che la gente ha di esso negli ultimi anni?

L’arrampicata negli ultimi anni è cresciuta veramente tanto, probabilmente proprio per il successo olimpico e ormai, soprattutto in grandi città come Milano e Roma, stanno nascendo molte più palestre. È bello perché così molti più giovani si possono appassionare a questo sport e di questo non posso che essere molto felice.

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