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Piemonte: 10 milioni di investimenti per una montagna in cui restare

Approvato il riparto di 10 milioni di euro del fondo FOSMIT alle Unioni montane per garantire la continuità dei servizi essenziali, l'accessibilità e la qualità della vita nelle vallate e promuovere nuove opportunità di sviluppo economico e sociale.

La Regione Piemonte consolida la sua strategia di tutela e valorizzazione delle terre alte approvando un significativo riparto, pari a 10 milioni di euro. Le risorse, derivanti dal Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT), sono destinate alle Unioni montane per il mantenimento dei servizi essenziali, sostenere la qualità della vita delle comunità locali, migliorare l’accessibilità dei territori e promuovere nuove opportunità di sviluppo economico e sociale.

L’impegno della Regione Piemonte per la montagna

Per accelerare la cantierabilità e l’efficacia degli interventi da porre in essere, la giunta ha già disposto l’erogazione di un primo anticipo di 5 milioni di euro, corrispondente alla metà dei contributi complessivi concessi.

Questo provvedimento si inserisce in una fitta scia di interventi mirati promossi negli ultimi anni da piazza Castello per contrastare la vulnerabilità dei territori montani, migliorando sia la fruizione turistica che, soprattutto, la residenzialità. Ne sono esempi l’assegnazione di 4 milioni di euro per interventi di recupero dei terrazzamenti storici, l’investimento da 1 milione di euro per dotare di defibrillatori (DAE) i rifugi alpini ed escursionistici e gli oltre 3,6 milioni di euro stanziati per interventi contro il dissesto idrogeologico.

Grande attenzione viene dedicata alle generazioni future, puntando sul supporto alla didattica in quota, di recente oggetto di uno stanziamento di 340.000 euro per l’anno scolastico 2026/2027, per sostenere lo sdoppiamento parziale delle pluriclassi e innalzare la qualità dell’offerta formativa nei piccoli plessi.

Puntare sui servizi essenziali nelle terre alte

All’interno del nuovo piano da 10 milioni, il capitolo di gran lunga più significativo è proprio quello dedicato ai servizi scolastici per la fascia 0-14 anni, per i quali sono stati richiesti e allocati oltre 6 milioni di euro. Una somma importante che conferma come l’istruzione e i servizi educativi rappresentino la priorità più sentita dalle comunità locali e dalle amministrazioni di riferimento.

La scuola è infatti considerata il primo e fondamentale presidio per la tenuta demografica: garantire alle famiglie servizi educativi vicini e di qualità significa offrire una ragione concreta per continuare a vivere, investire e crescere i propri figli nelle vallate. Una montagna in cui avere voglia e possibilità di restare. 

“Con questo provvedimento continuiamo a investire concretamente sulle nostre montagne – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna, Marco Gallo – . Garantire servizi efficienti significa contrastare lo spopolamento, sostenere le famiglie, creare condizioni favorevoli per chi vive e lavora nelle vallate e rafforzare la competitività dei territori montani. Si tratta di risorse importanti che consentiranno alle Unioni montane di programmare interventi strategici e di rispondere alle esigenze delle comunità locali”.

Il ruolo chiave delle Unioni Montane

Il braccio operativo di questo piano strategico sono le Unioni montane, enti nati sul territorio piemontese in seguito alla “Legge sulla montagna” approvata dalla Regione nel 2014. Queste realtà istituzionali hanno progressivamente sostituito le vecchie Comunità montane con l’obiettivo di tutelare e promuovere lo sviluppo del territorio, oltre che per gestire in forma associata le funzioni e i servizi comunali ottimizzando le risorse.

Ne fanno parte comuni classificati come montani o parzialmente montani, con meno di 3.000 abitanti (con possibilità di accesso anche a comuni non montani che facevano parte delle Comunità montane). È proprio a questa rete di amministrazioni locali che la Regione affida ora la gestione dei fondi, con l’obiettivo di tradurre le risorse in servizi tangibili per i cittadini.

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