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Pakistan, team internazionale tenta una nuova via sul Tahu Rutum

Sean Villanueva O'Driscoll, Siebe Vanhee, Symon Welfringer e Pete Whittaker sono partiti per il Karakorum con l'obiettivo di aprire una nuova via sul Tahu Rutum. La montagna pakistana è stata salita una sola volta, mentre la sua imponente parete ovest respinse nel 2008 il tentativo solitario di Kyle Dempster.

Finita la partensi dell’Everest, è finalmente tempo di focalizzarsi sul Karakorum, dove sono in corso alcune spedizioni decisamente interessanti. A partire da quella italiana al K7 Main, per arrivare a quella del team internazionale composto dai belgi Sean Villanueva O’Driscoll e Siebe Vanhee, dal francese Symon Welfringer e dal britannicoPete Whittaker. I quattro sono partiti alla fine di maggio per tentare l’apertura di una nuova via sul Tahu Rutum (6651 metri), montagna poco nota e poco frequentata del Karakorum.

Gli alpinisti hanno raggiunto il Pakistan negli ultimi giorni di maggio e si sono diretti verso la testata del ghiacciaio Biafo, dove si trova la montagna. Parliamo di una cuspide slanciata verso il cielo.

Il gruppo non ha però rivelato dettagli sull’itinerario scelto, ma secondo alcune fonti attendibili si ritiene probabile un tentativo sulla grande parete ovest, il versante più ambito della montagna.

Una montagna salita una sola volta

La vetta del Tahu Rutum è stata raggiunta una sola volta, nel 1977, da una spedizione giapponese guidata da Nobuo Kuwahara. L’ascensione avvenne lungo la cresta sud-ovest in stile tradizionale, attraverso corde fisse e campi intermedi. Da allora la montagna è rimasta praticamente intatta dal punto di vista alpinistico.

Più interessante è invece la storia che interessa la parete ovest della montagna. Una parete legata a due mani alla storia di Kyle Dempster. Nel 2008, a soli 25 anni, l’americano raggiunse la montagna completamente da solo e tentò una linea di circa 1300 metri sulla parete.

L’avventura si trasformò in una delle imprese più note dell’alpinismo esplorativo moderno: Dempster affrontò rampe di ghiaccio fino a 60 gradi, difficoltà di arrampicata artificiale fino ad A3 e diversi giorni di tempesta trascorsi sospeso nella sua portaledge. Riuscì a raggiungere circa 6000 metri di quota, dove fu poi costretto alla ritirata quando terminò il cibo. Purtroppo poi l’alpinista non ebbe occasione di tornare, perse infatti la vita otto anni dopo, nel 2016, durante un tentativo al Baintha Brakk II.

Negli anni successivi altri alpinisti mostrarono interesse per quella parete. Nel 2013 una spedizione coreana tentò l’ascensione ma rinunciò dopo che il capospedizione venne colpito da una scarica di pietre.

Un team di altissimo livello

Il quartetto riunito per questa spedizione rappresenta una delle formazioni più forti viste quest’anno nel Karakorum. Villanueva O’Driscoll è reduce dalla prima libera del Pilastro Est del Fitz Roy insieme allo spagnolo Tasio Martin, mentre Vanhee si è distinto in Patagonia completando in sole 24 ore la storica South African Route sulla Torre Centrale del Paine insieme a Tommy Caldwell.

Welfringer continua a muoversi tra Alpi e Himalaya, e nel 2025 aveva tentato la parete ovest del Gasherbrum IV con Charles Dubouloz. Whittaker, infine, è uno dei più noti specialisti mondiali di big wall e arrampicata su ghiaccio.

Prima della partenza il team ha annunciato che non avrebbe diffuso aggiornamenti durante la spedizione. Per conoscere l’esito del tentativo bisognerà quindi attendere il loro ritorno dal Karakorum.

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