Alta quota

Una linea riapparsa dal ghiacciaio: Fay Manners e Marco Malcangi sciano il Ranrapalca

Nella Cordillera Blanca la britannica Fay Manners e l'italiano Marco Malcangi hanno realizzato la prima discesa con gli sci di Acceso Momentáneo, una linea di 900 metri che, secondo le guide locali, era rimasta inaccessibile per anni a causa dell'evoluzione del ghiacciaio.

Ci sono linee che aspettano per anni il momento giusto. Non perché siano nascoste, ma perché le condizioni le rendono impraticabili. Poi, improvvisamente, il ghiacciaio cambia, i passaggi si aprono e ciò che sembrava impossibile torna a essere percorribile.

È quello che è accaduto sul Ranrapalca (6162 m), una delle vette più iconiche della Cordillera Blanca peruviana, dove il 28 maggio Fay Manners e Marco Malcangi hanno completato la prima discesa con gli sci della linea che hanno battezzato “Acceso Momentáneo”, lungo la cresta sud-occidentale che sale al colle tra Ranrapalca e Ocshapalca.

Acceso Momentáneo

La nuova linea, valutata 5.1 E3 e sviluppata per circa 900 metri, attraversa un terreno complesso e severo, caratterizzato nella parte inferiore da un labirinto di enormi crepacci e seracchi, mentre più in alto lascia spazio a un ampio pendio sospeso sotto la vetta.

Manners e Malcangi erano arrivati in Perù il 18 maggio senza un obiettivo preciso. L’idea iniziale era esplorare le possibilità offerte dalla Cordillera Blanca, osservare le condizioni della neve e immaginare eventuali progetti futuri. Dopo alcuni giorni di acclimatamento nei dintorni di Huaraz e alcune salite su roccia ad Hatun Machay, il loro primo obiettivo sugli sci avrebbe dovuto essere il Vallunaraju, una facile montagna della zona.

Durante l’avvicinamento, però, la loro attenzione è stata catturata da una linea evidente che scendeva dal colle tra Ranrapalca e Ocshapalca. Da valle sembrava quasi naturale, una via logica che puntava verso la cima. Osservandola meglio emergeva però la sua vera natura: una successione di seracchi, ponti di neve fragili e crepacci che per anni avevano reso impraticabile l’accesso alla parte superiore della montagna.

A fornire informazioni decisive è stato la guida peruviana Cesar Vicuña, incontrata nei primi giorni del viaggio. Vicuña aveva tentato la linea nel 2022 senza però riuscire a superare gli ostacoli offerto dall’intrico di seracchi e crepacci. Attraverso ricerche effettuate con l’American Alpine Journal aveva inoltre scoperto che la via risultava essere stata percorsa per l’ultima volta nel 1980 da una cordata svizzera. Da allora non erano note altre ripetizioni e nessuno aveva mai tentato di sciarla.

Una nuova discesa con gli sci

Il 25 maggio il gruppo è tornato alla montagna con materiale per alcuni giorni. Insieme a Manners e Malcangi c’erano lo stesso Vicuña, Francesco Bosco, Adhna Ní Bhraonáin e Martin R. Yanac. Il giorno successivo la squadra ha effettuato una lunga ricognizione attraverso il ghiacciaio, individuando un possibile itinerario tra i seracchi e attrezzando il percorso più sicuro.

La notte del 27 maggio Manners e Malcangi sono partiti per il tentativo decisivo. Con gli sci fissati agli zaini hanno attraversato il ghiacciaio superando ponti di neve instabili e affrontando anche una calata in corda doppia sopra un crepaccio troppo largo per essere attraversato diversamente.

L’itinerario ha richiesto continui cambi di strategia tra progressione alpinistica e sci alpinismo tecnico. Tutto questo oltre i seimila metri di quota e dopo meno di dieci giorni di acclimatamento.

Una volta raggiunta la parte alta della montagna, i due hanno potuto finalmente iniziare la discesa. Da lì sono riusciti a sciare in continuità fino alla base della montagna, completando quella che rappresenta la prima discesa conosciuta dell’itinerario.

Il nome scelto, “Acceso Momentáneo”, ovvero “accesso momentaneo”, nasce proprio dalla natura effimera della linea. Secondo le guide locali, per anni il ghiacciaio aveva reso impossibile il passaggio. Nel 2026, invece, le condizioni si sono allineate permettendo una finestra di accesso che potrebbe richiudersi in futuro.

Per Fay Manners, che ha iniziato a sciare soltanto nel 2016 dopo il trasferimento a Chamonix, il progetto rappresenta anche un nuovo passo nel proprio percorso verso lo sci ripido e l’esplorazione in alta montagna. Per lei e per Malcangi, tuttavia, il significato della salita va oltre la prima discesa.

La vera attrazione era quella linea osservata dal basso: una montagna che sembrava semplice da lontano e che invece si è rivelata un intricato puzzle di ghiaccio, crepacci e incertezza. Un luogo dove, per qualche giorno soltanto, la montagna ha deciso di concedere il passaggio.

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