
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è stato di recente insignito del premio “Parco Inclusivo 2026”, prestigioso riconoscimento dedicato all’accessibilità e alla fruibilità degli spazi naturali per persone con disabilità e ridotta mobilità. La consegna è avvenuta nell’ambito della 17ª edizione di “Obiettivo Terra”, il concorso fotografico nazionale promosso da Fondazione UniVerde, Società Geografica Italiana e Federparchi per valorizzare le Aree Protette d’Italia e promuovere il turismo sostenibile. La giuria ha voluto premiare la capacità del Parco di coniugare la tutela rigorosa della biodiversità con il diritto alla cittadinanza ambientale, trasformando i vincoli in opportunità di inclusione sociale.
La vittoria assoluta delle cicale
La 17ª edizione ha rappresentato una tappa storica per il concorso “Obiettivo Terra”, segnata dall’entrata in scena di una nuova categoria che ha aperto la partecipazione ai siti della Rete Natura 2000. Ed è stato proprio questo esordio a conquistare il gradino più alto del podio. Il primo premio assoluto della competizione (che prevede mille euro, una gigantografia esposta a Roma e la copertina del volume fotografico annuale) è stato infatti assegnato al pugliese Oreste Caroppo.
Il suo scatto, realizzato nella Zona Speciale di Conservazione “Bosco Pecorara” in Puglia, ritrae tre esuvie di cicale (i vecchi “gusci” trasparenti lasciati dagli insetti dopo la muta) perfettamente in fila sulla corteccia di un ulivo. Una composizione poetica e suggestiva che la giuria ha definito come la più alta espressione di “ecologia spirituale”, capace di catturare l’essenza stessa della metamorfosi, della rinascita e dell’eterno ciclo della vita in natura.
Al Parco dei Monti Sibillini il premio “Parco Inclusivo 2026”
Accanto ai riconoscimenti fotografici, il premio “Parco Inclusivo 2026” — promosso in collaborazione con FIABA (Fondo Italiano per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche) — è stato conferito al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. A ritirarlo a Roma è stata la direttrice dell’area protetta, Maria Laura Talamè. Il premio riconosce la capacità dell’Ente di coniugare la tutela della biodiversità con il diritto alla cittadinanza ambientale.
Le motivazioni della Giuria elogiano la lungimiranza gestionale dell’Ente Parco, capace di convertire le tutele di legge sulla biodiversità in leve di riscatto sociale, fondando lo sviluppo del territorio sulla parità di accesso alla natura. Come evidenziato dalla Fondazione UniVerde nel comunicato ufficiale, questa strategia si concretizza “dai “Sentieri per tutti” – con percorsi progettati con pendenze controllate, pavimentazioni stabilizzate ed ecocompatibili e cordolature di orientamento all’uso strategico di ausili fuoristrada come la Joëlette”, per estendersi fino alle cime più alte dell’area protetta, così da regalare anche a chi ha ridotte capacità motorie la libertà di un’immersione totale nell’ambiente alpino.
L’abbattimento delle barriere fisiche viaggia di pari passo con un’innovativa accessibilità culturale e sensoriale. L’esperienza nei centri visita e lungo i tracciati didattici è supportata da mappe tattili e indicazioni in Braille per non vedenti, codici QR e tracce audio per gli ipovedenti, e video-guide nella Lingua dei Segni Italiana (LIS). La divulgazione della biodiversità è inoltre facilitata dall’uso di testi in formato Easy-to-read (di facile lettura), ideati per rendere fruibili i segreti della geologia e della botanica anche a visitatori con disabilità cognitive o difficoltà di interpretazione linguistica.
Inoltre, le Guide del Parco integrano la loro preparazione naturalistica con una formazione specifica sulle tecniche di accompagnamento per le diverse fragilità. In questo modo si delinea una filiera virtuosa del turismo accessibile che crea valore per l’intera comunità.
Il Rifugio Belvedere: un presidio per i più fragili
In questa strategia di accoglienza si inserisce la recente riapertura del Rifugio Belvedere, accessibile mediante il “Sentiero per Tutti” di Forca di Presta. La struttura non rappresenta soltanto un punto di ristoro e informazione nel cuore del Parco, ma è stata concepita come un vero e proprio presidio territoriale con una forte attenzione ai visitatori più fragili, integrandosi alla perfezione nella filosofia dell’area protetta.
“Il riconoscimento assegnato al Parco Nazionale dei Monti Sibillini non può che riempirci di orgoglio – commenta Elio Mandozzi, presidente dell’associazione “L’Aria Dei Sibillini” che attualmente gestisce la struttura – . Si tratta di un premio meritato: la realizzazione del “Sentiero per tutti” ha permesso negli anni di garantire una piena accoglienza, perfettamente integrata con il territorio. Come Associazione “L’Aria dei Sibillini” sentiamo di condividere parte di questo merito, grazie alla riapertura – dopo alcuni anni di chiusura – del Rifugio Belvedere, situato proprio al termine del sentiero accessibile.”
“Troppo spesso si parla di inclusività in modo astratto – aggiunge Mandozzi –. Quando invece l’accessibilità diventa concreta e reale. Creare condizioni che permettano a chiunque di frequentare l’ambiente montano, ciascuno secondo le proprie abilità, assume un valore straordinario. Questo traguardo è ancora più significativo oggi, a dieci anni dal sisma del 2016, come simbolo di vera ripartenza. Apprendiamo con favore che sono in programma altri progetti simili a quello di Forca di Presta sul nostro territorio. Una splendida notizia. Tuttavia, è altrettanto cruciale garantire una gestione e una manutenzione costante delle strutture esistenti e future. In questo senso, il coinvolgimento attivo delle associazioni di volontariato locali potrebbe rivelarsi la chiave vincente per preservare nel tempo questo patrimonio di tutti.”