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I Ragni di Lecco ricordano Mario Conti: “Era il filo che univa tutte le generazioni”

Il presidente dei Ragni di Lecco, Matteo De Zaiacomo, ricorda Mario Conti, l’uomo che “ha unito più generazioni” e custodito fino a oggi i valori di amicizia e condivisione del gruppo.

Con il ritrovamento e il riconoscimento dei resti di Mario Conti si è chiuso, almeno sul piano umano, uno dei capitoli più dolorosi vissuti negli ultimi anni dai Ragni di Lecco. L’alpinista lecchese, protagonista della storica salita del Cerro Torre del 1974 insieme a Casimiro Ferrari e compagni, era scomparso il 14 novembre 2023 durante un’escursione nei boschi sopra Sondrio. Per mesi squadre del Soccorso Alpino, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e decine di volontari avevano cercato senza sosta una traccia.

A ricordarlo oggi è il presidente dei Ragni, Matteo De Zaiacomo, che parla di Conti non solo come di una leggenda dell’alpinismo, ma soprattutto come della persona che più di ogni altra ha saputo tenere insieme il gruppo attraverso le generazioni.

“A nome del gruppo è chiaro che Mario Conti è stato il filo conduttore che ha unito più di una generazione”, racconta De Zaiacomo a Montagna.tv. “Ha vissuto la salita del Cerro Torre del 1974, che ha dato slancio e fama ai Ragni, ma poi è stato soprattutto capace di veicolare quei valori generazione dopo generazione. Lo ha fatto accompagnando i più giovani mano nella mano, facendo sacrifici perché quel valore di condivisione e amicizia arrivasse fino a oggi.

Per il presidente dei Ragni, il ruolo di Conti andava ben oltre quello del grande alpinista. “È stato l’elemento che ha fatto sì che il gruppo sopravvivesse. Mentre magari altri si sono allontanati, lui è sempre rimasto un punto di riferimento.

Il ricordo di De Zaiacomo è anche personale. Un rapporto nato prima ancora di entrare nei Ragni. “Io abitavo nel paese accanto al suo. Da ragazzino passavo fuori da casa sua e vedevo l’immagine del Cerro Torre. Pensavo che lì dentro vivesse una persona importantissima. Mio padre mi raccontava sempre di lui, di “Mariolino”. Per me era una leggenda.

Poi l’ingresso nel gruppo e la scoperta dell’uomo dietro al mito. “Quando entri nei Ragni impari a conoscere la persona dietro la leggenda. E scopri una persona che, pur parlando poco, riusciva a trasmetterti tantissimo. Capisci che le grandi leggende spesso sono persone con un cuore enorme.

Il ritrovamento dei resti ha dato una risposta che da oltre due anni il gruppo, gli amici e i familiari cercavano senza riuscire a trovarla. “Dalla sua scomparsa, con le centinaia di persone che lo hanno cercato continuamente, ci si interrogava sempre su dove fosse finito, su cosa potesse essergli successo. Ogni tanto pensi: prima o poi salterà fuori, oppure non lo troveremo mai più. Quando è arrivata la notizia, la speranza che fosse ancora vivo purtroppo non c’era quasi più. Però è stato come avere finalmente una risposta a tutte le domande che avevamo in testa.

Il 2026 sarà anche l’anno dell’ottantesimo anniversario dei Ragni di Lecco. E inevitabilmente il ricordo di Mario Conti entrerà dentro quelle celebrazioni.

«Durante i festeggiamenti dell’80esimo sicuramente lo ricorderemo», conclude De Zaiacomo. «Non avevamo ancora pensato a qualcosa di dedicato nello specifico, ma vogliamo ricordare lui, come tutti quelli che hanno accompagnato il cammino dei Ragni fino a oggi».

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