Montagna.TV

10 domande per scoprire quanto ne sai di parchi europei

In occasione della Giornata Europea dei Parchi, vi sfidiamo a rispondere a 10 domande sulle aree protette del nostro continente.

Il 24 maggio si celebra la Giornata Europea dei Parchi, una ricorrenza introdotta nel 1999 dalla Federazione Europea dei Parchi (EUROPARC) per ricordare l’istituzione della prima area protetta del nostro continente, realizzata in Svezia nel lontano 1909. Oggi l’Europa vanta una rete immensa di aree protette che custodisce ambienti straordinariamente differenti tra loro. Dalle profondità delle riserve marine fino alle vette più impervie, questi parchi sono veri e propri scrigni di biodiversità, custodi di meraviglie geologiche e, molto spesso, di incredibili segreti. Una rete di ecosistemi che vive di legami, fili invisibili e connessioni che non si fermano davanti a nessuna linea tracciata sulle mappe. Proprio per questo, la Giornata dei Parchi del 2026 ha come slogan “Uniti dalla natura”.

Per celebrare questa giornata all’insegna della scoperta del verde e delle connessioni profonde che legano tra loro gli ecosistemi protetti – e noi ad essi – vi proponiamo un quiz: 10 domande per scoprire quanto ne sapete di parchi europei.

1. In quale parco italiano si nasconde un lago a “forma di occhiale”?

La risposta è: nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, tra Marche e Umbria.

Stiamo parlando del Lago di Pilato. Racchiuso in una conca glaciale a 1.941 metri di quota, all’ombra del Monte Vettore, il lago vive una metamorfosi annuale, in quanto non presenta immissari ed emissari, e il livello delle sue acque dipende esclusivamente dalla fusione di neve e ghiaccio. Generalmente scompare durante l’inverno, ricoperto da una spessa coltre di neve, per fare la sua ricomparsa tra primavera e inizio estate. Nei mesi estivi, in annate di buon accumulo e conseguente fusione delle nevi, il bacino assume una conformazione a occhiale: due specchi d’acqua semicircolari collegati da un sottile istmo. Oltre all’aspetto particolarmente artistico, il lago di Pilato nasconde un segreto biologico. Nelle sue acque vive infatti il Chirocefalo del Marchesoni, un piccolo crostaceo rosso corallo endemico.

2. In quale parco europeo si trova una roccia a forma di testa di anziano?

La risposta è: nel Parco Naturale della Serra da Estrela, in Portogallo.

E’ qui che si trova una incredibile scultura naturale in granito, chiamata ufficialmente Cabeça do Velho (che significa proprio “Testa del Vecchio”). Se guardata di profilo, l’erosione millenaria del vento e degli agenti atmosferici le ha conferito dei lineamenti umani impressionanti: si distinguono perfettamente la fronte, un naso pronunciato, la bocca socchiusa e persino il mento, tanto da farla sembrare un guardiano di pietra che vigila sulle montagne del parco.

3. Quale parco italiano custodisce il ghiacciaio più a sud d’Europa?

La risposta è: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in Abruzzo.

All’ombra del Corno Grande (2.912 m) resiste quel che un tempo era noto come il Ghiacciaio del Calderone, il più meridionale d’Europa. La crisi climatica ha duramente colpito il bacino glaciale, oggi declassato a “glacionevato”, espressione che identifica una massa glaciale non più caratterizzata dal dinamismo proprio di un ghiacciaio, fatto di accumulo a monte, scorrimento e fusione a valle. Il ghiaccio residuo è ricoperto da un fitto strato di detriti calcarei e sfasciumi di roccia che fungono da “scudo” naturale, in grado di proteggerlo dai raggi diretti del sole, rallentandone la fusione. Per i glaciologi è un laboratorio a cielo aperto per immaginare e comprendere il futuro dei ghiacciai alpini.

4. Dove si trova l’albero scientificamente datato come il più antico d’Europa?

La risposta è: nel Parco Nazionale del Pollino, tra Basilicata e Calabria.

Abbarbicati sulle creste rocciose del Pollino, sferzati da fulmini e bufere invernali, vivono i millenari pini loricati. Il re indiscusso del luogo è Italus, un pino che, secondo la datazione – realizzata dagli esperti dell’Università della Tuscia unendo i principi della dendrocronologia alla datazione al radiocarbonio su campioni di tronco e radici – avrebbe 1.230 anni. Per avere un’idea dell’epoca in cui questo patriarca avrebbe iniziato a germogliare, stiamo parlando dei tempi di Carlo Magno.

5. In quale parco nordeuropeo è possibile camminare tra Europa e America?

La risposta: nel Parco Nazionale di Thingvellir, in Islanda.

Questo parco sorge su una fossa tettonica attiva. Nella spettacolare gola di Almannagjá è visibile a occhio nudo la spaccatura profonda dove la placca tettonica nordamericana e quella euroasiatica si stanno allontanando alla velocità di circa 2 centimetri all’anno. Camminare lungo il sentiero della gola significa trovarsi fisicamente tra i due continenti. Gli appassionati di cinema e serie TV la riconosceranno anche come l’inaccessibile “Porta Sanguinaria” della serie Game of Thrones.

6. Quale parco italiano ha come logo un fiore endemico che ama le rocce?

La risposta: il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Il logo ufficiale del parco è la Campanula di Moretti (Campanula morettiana), un piccolo fiore fucsia-viola, un endemismo delle Dolomiti e dei gruppi montuosi limitrofi molto particolare, potremmo dire molto rustico. La specie non cresce infatti tra prati e boschi ma in habitat rocciosi e ghiaioni d’alta quota. La si trova generalmente in strette fessure delle pareti di roccia dolomitica, attraversate da correnti d’aria umida, tra i 1.000 e i 2.500 metri di quota. Un simbolo della tenacia della vita d’alta quota, riconosciuto come specie protetta e tutelata da leggi regionali.

7. Quale parco europeo ospita un mammifero dotato di muso a tromba?

La risposta è: il Parco Nazionale dei Pirenei, tra Francia e Spagna.

Tra le vette di questo parco si nasconde il Desman dei Pirenei, un piccolo mammifero imparentato con le talpe. A differenza di queste, si è però adattato alla vita acquatica d’alta quota sviluppando zampe posteriori palmate e una bizzarra proboscide mobile e sensibilissima, che usa come un radar per scovare le larve d’insetto tra le rocce dei fiumi. Avvistarlo è una rarità assoluta.

8. In quale area protetta italiana si cammina tra bizzarri funghi di roccia col cappello?

La risposta: nella Riserva Naturale dei Ciciu del Villar, in Piemonte.

Ai piedi delle Alpi Cozie si trova un giardino geologico unico al mondo, dove l’erosione millenaria ha scolpito oltre 400 “funghi” giganti, detti Ciciu. Ciascun ciciu (che in piemontese significa “pupazzo”) è composto da un piede di terra friabile sormontato da un enorme e pesante “cappello” di roccia scura e dura (gneiss), che protegge la colonna sottostante dalla pioggia.

9. Quale parco europeo si trasforma in un deserto gelato in l’inverno?

La risposta: il Parco Naturale delle Bardenas Reales, in Spagna.

Il Parco Naturale delle Bardenas Reales racchiude un vasto altopiano modellato dal vento, privo di vegetazione arborea, caratterizzato da profondi canyon e bizzarre formazioni rocciose isolate (i cabezos). L’escursione termica stagionale è estrema: se d’estate le temperature sono torride, d’inverno il vento freddo del nord trasforma questa distesa in una steppa gelata, spettrale e battuta dalle intemperie.

10. Quali sono gli “ingredienti” delle Salse di Nirano?

La risposta è: argilla liquida q.b., una generosa bolla di gas metano, un pizzico di petrolio. E niente fuoco!

Chiudiamo con ironia la nostra carrellata di domande alla scoperta di segreti e meraviglie dei Parchi europei tornando entro i confini italiani. La Riserva Naturale Salse di Nirano è un’area protetta dell’Emilia-Romagna, che tutela il più vasto e peculiare complesso di “salse” della regione e, insieme a quello di Aragona in Sicilia, il più importante d’Italia e uno tra i più complessi d’Europa. Ma cosa sono queste salse? Sono formazioni argillose che sembrano coni vulcanici, ma in realtà non emettono lava. Questi vulcani freddi si formano per effetto di depositi sotterranei di idrocarburi gassosi che, risalendo in superficie, intercettano le falde e stemperano le argille, dando vita a piccoli coni di fango freddo in continua evoluzione che gorgogliano nel paesaggio appenninico. Un fenomeno geomorfologico straordinario.

Exit mobile version