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L’orso marsicano ripreso nel Parco dei Simbruini: “Non è una novità, ma fa ben sperare”

Un nuovo video del Parco dei Simbruini testimonia la lenta espansione dell'orso marsicano nel territorio appenninico, in attesa dei dati del censimento genetico che svelerà la reale consistenza numerica della popolazione.

Dove vive l’orso marsicano? Se immaginassimo l’Appennino centrale come una grande abitazione, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) rappresenterebbe senza dubbio la stanza principale di casa. E in fondo lo è: una stanza senza muri né porte, che in gergo tecnico si definisce core area. Da qui, però, si dipartono corridoi fondamentali che attraversano fette di territorio non protetto per raggiungere altre aree protette. Parliamo di una rete interconnessa che include il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il Parco Regionale Sirente Velino, la Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio, il Parco Nazionale della Maiella, la Riserva della Biosfera di Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise e il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini. Territori attraverso i quali la sottospecie si sposta e in cui ci si augura possa iniziare a stabilire nuovi nuclei familiari.

Una preziosa testimonianza dello spostamento dell’orso al di fuori dei confini del PNALM è arrivata nei giorni scorsi dal Parco dei Monti Simbruini, che ha condiviso il video realizzato mediante fototrappola del passaggio di un esemplare nell’area protetta. Una notizia che non rappresenta una novità ma che, come sottolineato dall’ente, fa ben sperare.

Un orso marsicano a spasso tra i boschi dei Simbruini

“Negli ultimi giorni durante le quotidiane attività di monitoraggio naturalistico è stata di nuovo rilevata la presenza dell’orso marsicano all’interno del territorio del Parco”, si legge nel testo di accompagnamento alle immagini condivise sui social dal Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini: un video registrato dalle fototrappole e una foto che mostra chiaramente le “inconfondibili orme su fango”, rilevate dal personale dell’area protetta a seguito di una segnalazione di avvistamento.

La presenza dell’orso nel Parco, come sottolinea l’ente, non è da considerarsi una novità, “anzi fa ben sperare per la conservazione dell’orso bruno marsicano, in quanto uno degli obiettivi per la conservazione di questa popolazione relitta è l’espansione dell’areale”. Un areale, concentrato nell’Italia Centrale, che si è ridotto progressivamente a partire dal 1600, con un’intensificazione della riduzione nel corso degli ultimi due secoli per una serie di cause, tra cui la principale si chiama uomo.

A partire dall’istituzione del PNALM nel 1923, la tutela nei confronti dell’orso marsicano si è accresciuta, promuovendo un incremento di presenza nella core area e una lenta espansione al di fuori dei confini del Parco. Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente, l’areale è esteso per una superficie complessiva di circa 6.000 km², cui si aggiungono “aree periferiche in cui si registra la presenza di individui erratici, con densità estremamente contenute”, per un totale di oltre 10.000 km² di habitat idonei alla specie, estesi su 5 regioni.

Ma come mai, nonostante gli sforzi atti a promuovere la conservazione e la convivenza con l’uomo, dentro e fuori le aree protette, l’espansione stabile dell’orso marsicano è così lenta? Un fattore particolarmente limitante è dato dalla “filopatria”, quella che potremmo definire come “pigrizia esplorativa” delle femmine, che tendono a restare legate al territorio di origine. Di conseguenza, a spostarsi sono soprattutto i giovani maschi. Tuttavia, i recenti avvistamenti di femmine con piccoli anche fuori dalla core area aprono scenari incoraggianti.

Chi è l’orso dei Simbruini?

“Dell’animale monitorato in questi giorni non si conosce ancora l’identità”, chiarisce il Parco, annunciando una intensificazione del monitoraggio, alla ricerca di campioni biologici che verranno inviati all’Ispra per procedere a indagini genetiche. Questa è l’unica vera chiave di volta non solo per dare “un nome” a questo specifico esemplare, ma per capire quanti orsi sono effettivamente presenti in Appennino.

L’identificazione di questo individuo si inserisce infatti in un contesto molto più ampio: il grande censimento nazionale. L’ultima stima ufficiale, risalente ormai al 2014, parlava di appena 50 individui di orso marsicano presenti nell’areale centrale. Per aggiornare questo dato fotografando la realtà attuale, nell’estate del 2025, tra luglio e settembre, è stato condotto un monumentale censimento contemporaneo su base genetica non invasiva. Finanziato con i fondi PNRR del Ministero dell’Ambiente, il progetto ha previsto la raccolta di campioni biologici in tutto l’areale, includendo i Monti Ernici e i Simbruini. I risultati, attesi a breve, restituiranno finalmente la stima minima della popolazione appenninica.

Regole di coesistenza: lasciare che l’orso faccia l’orso

L’orso marsicano è un animale pacifico: non sono noti casi di aggressività nei confronti dell’uomo. La maggior parte degli individui è schiva ed elusiva, sebbene qualcuno possa mostrare curiosità. Per evitare ogni conflitto con le attività umane, e per garantire la sicurezza di tutti, il Parco dei Monti Simbruini ricorda che è fondamentale seguire alcune regole di comportamento, valide in realtà per l’orso così come per tutti gli altri grandi mammiferi, inclusi lupi, volpi e cinghiali.

Il primo passo è la gestione del cibo: è necessario evitare di lasciare incustoditi resti alimentari o rifiuti nei pressi delle abitazioni, comprese le ciotole con il cibo per cani e gatti, così come è vietato abbandonare rifiuti organici alla fine di un picnic, impedendo così all’animale di associare la presenza umana alla disponibilità di cibo. Importante è anche la prevenzione sul fronte delle attività economiche, mettendo in sicurezza apiari o piccoli allevamenti con reti elettrificate e chiudendo adeguatamente porte e cancelli. A questo proposito, l’Ente Parco può concedere recinzioni elettrificate in comodato d’uso temporaneo qualora i rilevatori della Rete di Monitoraggio ne accertino la necessità.

Infine, la prudenza deve guidare gli incontri diretti: in caso di avvistamento sulle strade asfaltate non bisogna mai inseguire l’orso in macchina per curiosità o per filmarlo, ma occorre fermarsi e lasciarlo andare via, mentre in caso di incontri ravvicinati a piedi la regola d’oro è allontanarsi lentamente, senza tentare di avvicinarsi per scattare foto. Per qualsiasi necessità o segnalazione è importante contattare tempestivamente il Servizio Guardiaparco dell’Ente Parco ai numeri di Servizio 348 2891558 e 348 2891559 o i Carabinieri Forestali competenti per territorio.

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