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Everest 2026, finalmente aperta la via: i primi alpinisti in vetta

Dopo settimane di ritardi, la squadra di fissaggio corde ha raggiunto la vetta dell’Everest aprendo ufficialmente la via dal versante nepalese. Partiti anche i primi summit push commerciali: sedici alpinisti della spedizione Imagine Nepal sono già arrivati in cima.

Dopo settimane di attesa, ritardi e tensione legate alla complessità della seraccata del Khumbu, sull’Everest i primi scalatori hanno raggiunto la vetta. Si tratta della squadra incaricata del fissaggio delle corde ha raggiunto la cima questa mattina, intorno alle 10 locali. Ora che l’itinerario di salita è completamente attrezzato, le centinaia di alpinisti presenti al campo base potranno iniziare a pianificare i loro tentativi di vetta a seconda delle finestre di bel tempo.

Ricordiamo che quest’anno è stato concesso un numero record di permessi per l’Everest. Poco meno di 500 i permessi rilasciati, complice anche la chiusura del versante nord, in territorio cinese.

L’apertura della via

Secondo quanto dichiarato dall’Expedition Operators Association Nepal (EOAN), il team incaricato del fissaggio delle corde ha raggiunto la vetta attorno alle 10:25 del mattino (orario nepalese). A guidare la squadra era Mingma Tenje Sherpa, insieme a un gruppo di alpinisti d’alta quota nepalesi supportati anche da componenti delle agenzie Seven Summit Treks e Imagine Nepal.

La salita conclude una stagione iniziata con forti ritardi a causa delle difficoltà nel trovare un passaggio sicuro lungo la seraccata del Khumbu. Il percorso verso il campo 1 era infatti rimasto bloccato fino a fine aprile. Solo il 28 aprile gli Icefall Doctors” erano riusciti ad aprire il passaggio attraverso il tratto più pericoloso della montagna, permettendo le rotazioni degli alpinisti verso i campi alti. Da lì la progressione è stata rapida: campo 3 raggiunto il 5 maggio, Colle Sud l’8 maggio, l’Hillary Step il 12 maggio e, oggi, la cima.

Le controversie sul fissaggio delle corde

Nelle ore successive alla vetta è però emersa anche una polemica sul ruolo avuto dalle diverse spedizioni nell’ultimo tratto della salita, in particolare nel lavoro di fissaggio delle corde. Mingma G, direttamente dal campo base avanzato, ha rivendicato il contributo decisivo del proprio team, spiegando che alcuni Sherpa di Imagine Nepal ed Elite Expeditions sarebbero intervenuti direttamente verso il Colle Sud quando il team incaricato ufficialmente del fissaggio procedeva lentamente. “Se c’è la volontà, anche tre persone bastano per fare il lavoro”, ha scritto Mingma G, indicando Pasang Ngima Sherpa, Fura Namgya Sherpa e Ila Sherpa come protagonisti dell’apertura finale verso la cima.

Dal canto suo, Seven Summit Treks ha celebrato il successo collettivo dell’apertura, sottolineando la collaborazione tra operatori nepalesi in una stagione complicata fin dall’inizio.

I primi clienti in vetta

Dietro alla squadra di fissaggio corde si muovevano già i primi clienti internazionali. Imagine Nepal ha annunciato che sedici persone della propria spedizione hanno raggiunto la vetta tra le 10:38 e le 10:48 del mattino, diventando di fatto il primo gruppo commerciale sulla cima dell’Everest nel 2026. Tra loro sei alpinisti stranieri: due norvegesi, un canadese e tre cinesi, accompagnati da un numeroso team Sherpa.

Per settimane oltre 490 alpinisti, insieme alle loro guide e ai portatori d’alta quota, erano rimasti in attesa di una finestra meteo favorevole dopo aver completato acclimatamento e rotazioni nei campi alti della valle del Khumbu. Con la via ora aperta fino alla cima, nei prossimi giorni è attesa una vera e propria raffica di tentativi alla vetta. L’esperienza degli anni passati insegna anche che ci saranno probabili ritardi e ingorghi, soprattutto in alta quota, nella zona dell’Hillary Step. La speranza è che nessuno paghi questi tentativi massicci con la vita, ma anche qui le cronache degli ultimi anni sono maestre. Da oggi l’Everest entra nella sua fase più intensa, staremo a vedere i risultati.

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