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Melloblocco 2026, tra top mondiali e storie inattese: il Mello resta il cuore del bouldering

Oltre 2mila climber in Val Masino per il raduno internazionale by La Sportiva. Miriam Fogu domina tra le donne con 9 top, mentre Pearson, Moroni e Carnati chiudono a pari merito tra gli uomini.

Più di duemila partecipanti arrivati da tutto il mondo, blocchi storici tornati alla luce dopo decenni e una competizione informale che ha confermato il livello altissimo del bouldering internazionale. Il Melloblocco 2026 si è chiuso così, tra sport, incontri casuali e quell’atmosfera unica che da anni trasforma la Val Masino in un punto di riferimento mondiale per l’arrampicata sui massi.

L’edizione 2026 del raduno internazionale è stata definita dagli organizzatori “ricca, intensa e tecnicamente tra le più significative degli ultimi anni. A dirlo è Nicola Noè, storico promotore dell’evento, che ha sottolineato come il livello tecnico sia stato altissimo sia tra le donne sia tra gli uomini, con una partecipazione internazionale ampia e variegata.

Storie di Melloblocco

Ma il Melloblocco, da sempre, non è soltanto numeri e classifiche. È anche ciò che capita quasi per caso. Durante il laboratorio “TickMarks”, organizzato da La Sportiva insieme al team di tracciatura, un gruppo composto da atleti e appassionati ha lavorato alla pulizia di alcuni massi invasi da muschio e vegetazione. Ed è lì che Andrea Pavan, autore di diverse guide dedicate al bouldering in Val Masino, ha notato alcune vecchie frecce ancora ben visibili su un sasso apparentemente dimenticato. Un blocco senza nome, assente anche dalle storiche guide del Mello, ma che da una rapida ricerca risulta essere stato arrampicato già negli anni Ottanta prima di essere inghiottito dalla vegetazione.

Un piccolo ritrovamento che racconta bene il rapporto tra memoria, natura e arrampicata che continua a caratterizzare la valle.

Sempre sabato, tra le migliaia di persone presenti, è capitato anche che Matilde, una ragazza arrivata al Melloblocco quasi per caso e senza sapere molto del mondo climbing, desse un passaggio in auto a James Pearson verso il blocco “Squalo Nero”, nel settore campeggi. Durante quel breve tragitto Pearson ha scoperto che la bisnonna di Matilde era nata ai Bagni di Masino, mentre Matilde ha scoperto che il suo passeggero era uno degli arrampicatori più forti del mondo. “Squalo Nero”, per la cronaca, è rimasto l’unico “blocco con montepremi” a non essere stato chiuso né nella categoria maschile né in quella femminile.

I più forti

Sul piano sportivo, la protagonista assoluta tra le donne è stata Miriam Fogu, capace di chiudere 9 dei 10 “blocchi con montepremi”. Alle sue spalle con 8 top si sono piazzate Barbara Zangerl e Melissa Le Neve, mentre Giulia Medici ha concluso con 7 top ed Ema Galeova con 6.

Tra gli uomini, invece, il miglior risultato è stato condiviso da Pearson, Gabriele Moroni e Stefano Carnati, tutti con 8 top. Pearson ha inoltre firmato tre salite flash. Subito dietro Stefano Scarperi con 7, seguito da Jacopo Larcher con 6. Presenti anche nomi simbolo della scena internazionale come Charles Albert ed Elias Iagnemma.

“La varietà degli stili, la qualità dei blocchi e la risposta di atlete e atleti hanno contribuito a un’edizione ricca, intensa e tecnicamente tra le più significative degli ultimi anni”, ha concluso Noè, ribadendo come il Melloblocco riesca ancora oggi a mantenere la propria identità aperta e inclusiva pur attirando alcuni dei migliori boulderisti del panorama internazionale.

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