
Continua la fase di stallo sull’Everest a causa del seracco instabile che incombe lungo il passaggio obbligatorio attraverso la seraccata del Khumbu. Un’enorme massa di ghiaccio instabile che sta rallentando le operazioni di apertura e attrezzamento, con scalette e corde, della via tra campo base e campo 1, il tratto oggettivamente più pericoloso dell’intersa ascesa al Tetto del Mondo. Secondo le ultime ricognizioni, portate avanti dagli Icefall Doctors, si dovrebbe essere trovata una soluzione.
Negli ultimi giorni infatti, gli sherpa incaricati dell’attrezzatura della via hanno intensificato le verifiche insieme ad altri team, muovendosi tra valutazioni prudenti e un cauto ottimismo. Il nodo resta la sicurezza: il ghiacciaio non è tecnicamente impraticabile, ma la presenza del grande seracco instabile continua a rappresentare un rischio concreto, con scariche frequenti di blocchi di ghiaccio anche di grandi dimensioni.
Lavori in corso
Un aggiornamento operativo arriva dalle agenzie presenti al campo base. Secondo quanto riferito tre sherpa del team Imagine Nepal, insieme a membri di altre spedizioni e allo sciatore polacco Bartek Ziemski (qui per tentare il Lhotse con gli sci), sono riusciti a superare il tratto critico e ad avanzare con il lavoro di attrezzatura. Il gruppo avrebbe posizionato scale e corde fisse, per poi fermarsi poco sotto il campo 1. A fermarli sarebbe stato un repentino cambiamento delle condizioni meteo, con una condizione di whiteout.
Quindi, secondo queste informazioni, la via dovrebbe essere ormai quasi pronta ad accogliere gli alpinisti delle spedizioni. A migliorare ulteriormente la situazione, le impressioni riportate al campo base da chi ha lavorato sulla seraccata alla ricerca della via per campo 1, che ha affermato di aver trovato un passaggio sicuro e una situazione più tranquilla rispetto a quanto si pensava nei giorni scorsi.
Al momento tutte le spedizioni sono al campo base, a causa delle pessime condizioni meteo, con neve e nuvole basse. Non appena il tempo lo permetterà gli alpinisti torneranno in quota per valutare la sicurezza del passaggio individuato e, se tutto andrà come previsto, aprire ufficialmente la stagione dell’Everest con le prime rotazioni di acclimatazione.
Traffico ad alta quota
Più che il passaggio in sé, a preoccupare gli organizzatori delle spedizioni sono i numeri. Piccoli gruppi di alpinisti potrebbero attraversare rapidamente il tratto soggetto a un potenziale distacco del seracco, nelle ore più fredde e mantenendo una certa soglia di rischio. A cambiare le regole del gioco sono i numeri previsti sull’Everest per questa stagione, dove si parla di centinaia di persone tra clienti, guide e portatori. I grandi numeri creano traffico e di conseguenza ingorghi che rallentano la marcia e aumentano l’esposizione al rischio.
Deriva proprio da questa condizione il lavoro degli Icefall Doctors, che a ogni primavera raggiungono per primi il campo base dell’Everest e iniziano a lavorare alla ricerca del miglior passaggio, quello capace di gestire i grandi flussi diventati ormai consuetudine sull’Everest.
In più, c’è da tenere conto del ritardo accumulato sull’inizio della stagione, condizione che, con buona probabilità, porterà a un’affluenza massiva sulla montagna per le prime rotazioni di acclimatazione. Quindi, la probabilità che si creino grandi code lungo il ghiacciaio non sono da sottovalutare.