Secondo le informazioni confermate dalle autorità locali, non si registrano feriti. L’episodio rimane perà emblematico a proposito della mancata osservanza delle restrizioni. L’Instituto Guatemalteco de Turismo (INGUAT) ha ribadito che l’accesso alle zone sommitali del vulcano è vietato da tempo proprio a causa dell’elevata pericolosità.
Il Santiaguito
Il Santiaguito è uno dei sistemi vulcanici più attivi del Paese: si tratta di un complesso di duomi lavici situato sul fianco del Santa María, responsabile di attività eruttiva quasi continua. Le sue manifestazioni più frequenti includono esplosioni di moderata intensità, emissioni di cenere e, soprattutto, flussi piroclastici, fenomeni tra i più pericolosi perché composti da gas, ceneri e detriti ad altissima temperatura e velocità.
L’ente scientifico nazionale INSIVUMEH (Instituto Nacional de Sismología, Vulcanología, Meteorología e Hidrología) monitora costantemente l’area, segnalando da anni un’attività persistente e potenzialmente imprevedibile. Proprio per questo, le autorità raccomandano di mantenere ampie distanze di sicurezza e di attenersi rigorosamente alle indicazioni ufficiali.
100 anni di eruzioni continue
Il complesso vulcanico Santiaguito ha una storia relativamente recente ma estremamente intensa dal punto di vista geologico. Si è formato nel 1922 sul fianco sud-occidentale del Santa María, a seguito della catastrofica eruzione del 1902, una delle più violente del XX secolo in America Centrale, che devastò ampie aree del Guatemala. Dopo quell’evento, il sistema ha iniziato a costruire progressivamente una serie di duomi lavici (tra cui El Caliente, attualmente il più attivo), dando origine a un’attività quasi continua fatta di emissioni di cenere, colate laviche e frequenti flussi piroclastici. Secondo i dati dell’INSIVUMEH e dello Smithsonian Institution (Global Volcanism Program), il Santiaguito è oggi considerato uno dei vulcani più attivi dell’America Latina, con un’attività persistente da oltre un secolo e fasi eruttive che possono intensificarsi improvvisamente, rendendolo particolarmente pericoloso anche a distanza dal cratere.