
Il 17 aprile si celebra l’International Bat Appreciation Day, la Giornata Mondiale dedicata ai chirotteri, letteralmente “Giornata dell’apprezzamento dei pipistrelli”. Questa ricorrenza è nata negli Stati Uniti su iniziativa della Bat Conservation International (BCI), un’organizzazione no-profit che riunisce scienziati e conservazionisti di tutto il mondo. La loro missione è proteggere i pipistrelli e i loro habitat attraverso la ricerca e l’educazione, combattendo i pregiudizi che per secoli hanno dipinto questi animali come creature sinistre.
Chirotteri, non chiamiamoli “topi con le ali”
Contrariamente a quanto si pensa, i pipistrelli non sono ciechi; anzi, molte specie hanno una vista eccellente, utile soprattutto per orientarsi su lunghe distanze. Tuttavia, per “vedere” i dettagli invisibili nel buio totale e cacciare con successo, utilizzano l’ecolocalizzazione: emettono ultrasuoni e analizzano l’eco di ritorno, riuscendo a individuare una zanzara in volo con una precisione millimetrica. È come se possedessero una vista acustica che integra quella biologica.
Sfatiamo un secondo mito: non sono vampiri. In Italia i chirotteri sono tutti insettivori e assolvono a un ruolo di insetticida naturale, a costo zero, molto utile per le aree coltivate. Nel resto del mondo, esistono specie che si nutrono di frutta o nettare, diventando impollinatori fondamentali. Solo 3 specie su circa 1.400 stimate nel mondo si nutrono di sangue, e nessuna di queste vive in Europa.
L’Italia vanta ben 35 specie residenti protette rigorosamente dalla Legge 157/92 – che le riconosce come specie particolarmente protette – , dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea e dalla Convenzione di Londra (Eurobats). Questo complesso sistema di leggi non tutela solo l’animale in sé, ma considera reato anche il disturbo dei loro rifugi e la distruzione dei loro habitat critici.
I pipistrelli italiani popolano ogni angolo della penisola: dai parchi urbani alle foreste mature, dai sottotetti delle vecchie case fino alle cavità naturali. In particolare, le grandi aree carsiche – dal Carso alla Sicilia, passando per il Cilento – sono vere e proprie “metropoli” sotterranee, dei santuari di biodiversità unici al mondo.
Per proteggere i pipistrelli svernanti nelle grotte ad accesso turistico, spesso vengono previste chiusure invernali, finalizzate a evitare traumi da risveglio forzato causato da luci, calore o rumori, in un periodo di metabolismo rallentato.
10 pipistrelli italiani dai nomi curiosi
Per festeggiare al meglio il giorno a loro dedicato, abbiamo selezionato 10 specie italiane dai nomi comuni così evocativi da risultare difficili da dimenticare.
Barbastello (Barbastella barbastellus) – Il suo nome deriva dal latino barbastellus (piccola barba). Presente soprattutto nei boschi maturi, ha un muso schiacciato e due ciuffi di peli labiali che sembrano baffetti incolti.
Orecchione comune (Plecotus auritus) – Deve il suo nome comune alle orecchie lunghe quasi quanto il corpo. Queste “parabole” giganti gli permettono di sentire perfino il rumore dei passi di un insetto su una foglia. Quando dorme, le ripiega sotto le ali per non disperdere calore.
Ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum) – Il nome scientifico è Rinolofo. La sua caratteristica è un’escrescenza carnosa sul naso a forma di ferro di cavallo, che usa come un sonar direzionale.
Molosso di Cestoni (Tadarida teniotis) – È il gigante dei nostri cieli (apertura alare fino a 40 cm). Si chiama “Molosso” per il muso grinzoso e le labbra pendule che ricordano un cane bulldog. È in grado di cacciare insetti ad altezze superiori ai 2.000 metri.
Nottola comune (Nyctalus noctula) – Un nome elegante per un animale che ama le cavità degli alberi. È una delle prime a uscire la sera, spesso prima del tramonto ed è una grande migratrice. Alcuni esemplari percorrono migliaia di chilometri attraverso l’Europa.
Miniottero comune (Miniopterus schreibersii) – Il nome deriva dalle “ali piccole”. È il jet dei pipistrelli: ha ali lunghe e strette fatte per il volo veloce e acrobatico.
Serotino comune (Eptesicus serotinus) – Il suo nome deriva da serotinus (che avviene di sera). È un pipistrello “urbano” che vive spesso nei sottotetti delle case.
Pipistrello Albolimbato (Pipistrellus kuhlii) – Possiede una sottile linea bianca lungo il bordo posteriore dell’ala (il “lembo bianco”). È una specie mediterranea particolarmente attenzionata, in quanto in forte espansione verso il Nord Italia a causa del riscaldamento climatico.
Vespertilio Mustacchino (Myotis mystacinus) – Presenta dei peli rigidi sopra il labbro superiore, come piccoli baffi. È un pipistrello piccolo e agile che ama cacciare lungo le siepi e i margini dei boschi.
Pipistrello Nano (Pipistrellus pipistrellus) – È il più piccolo d’Italia: pesa circa 5 grammi, quanto una moneta da 2 euro. Nonostante le dimensioni, è un gigante del risparmio energetico e può mangiare fino a 3.000 piccoli insetti in una sola notte.