Scienza e tecnologia

Delchiaroite, scoperto sulle Apuane un minerale mai visto prima

Dalle mani di un capocava ai laboratori dell'Università di Pisa: la storia della delchiaroite, un minerale scoperto nel marmo delle Apuane.

In un’epoca di satelliti capaci di mappare ogni metro quadrato del pianeta e di sonde inviate a caccia di vita oltre i confini terrestri, l’idea che esistano ancora “mattoni” fondamentali della materia di cui si compone il nostro Pianeta del tutto ignoti sembra quasi impossibile. Eppure, la natura continua a nascondere tesori dove meno ce lo aspettiamo: non in località esotiche o inospitali, ma tra le pieghe delle montagne di casa nostra.

Tra le cave di marmo delle Alpi Apuane, un team di ricercatori dell’Università di Pisa ha realizzato una scoperta che aggiorna il catalogo della mineralogia mondiale. Si tratta della delchiaroite, un minerale che sembra sfidare la chimica classica.

La delchiaroite, un tesoro lucente nascosto nel marmo

La catena delle Alpi Apuane è nota nel mondo per le sue cave di marmo, sfruttate da oltre 2000 anni. Meno noto è il fatto che il marmo delle Apuane sia stato attenzionato dagli scienziati, a partire dal XVI secolo, in quanto in grado di conservare, nelle sue rare cavità, esemplari minerali ben cristallizzati. Questi minerali, studiati con rigore scientifico dalla metà del XIX secolo, continuano a sorprendere. Se all’inizio del Novecento le specie note erano una dozzina, oggi se ne contano oltre 120. Un incremento esponenziale favorito dal progresso tecnologico delle tecniche analitiche – che consentono di studiare anche quantità estremamente ridotte di campioni – e dalla stretta collaborazione tra cavatori e ricercatori.

La storia della delchiaroite ha inizio nel bacino marmifero di Colonnata, a Carrara. Grazie alla sensibilità del capocava Paolo Cagnoni, che nel maggio 2025 ha recuperato e messo a disposizione un campione di roccia dall’aspetto insolito, i ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra hanno potuto effettuare delle analisi approfondite nei laboratori del Centro per l’Integrazione della Strumentazione scientifica dell’Università di Pisa (CISUP), confermando di essere di fronte a un minerale mai visto prima.

Si tratta del primo ioduro-metantiolato di rame scoperto in natura – dalla formula Cu3I(CH3S)2 – un minerale che presenta minuscoli cristalli di colore giallo, lunghi meno di un decimo di millimetro. Il nome con cui si è scelto di ribattezzarlo, delchiaroite (simbolo Dch), è in onore di Lorenzo Del Chiaro, appassionato cultore della mineralogia e collaboratore scientifico dell’Università, che per decenni ha contribuito a svelare i segreti geologici delle Alpi Apuane.

La scoperta del minerale, il suo nome e il simbolo ad esso associato, sono stati ufficialmente approvati dalla Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification (CNMNC-IMA), sancendo l’unicità di questa specie mineralogica. Il prezioso unico esemplare recuperato sulle Apuane è oggi conservato presso il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa.

Una biofirma nel marmo delle Apuane

Ma torniamo al termine ostile: ioduro-metantiolato di rame. Di cosa si tratta? In termini poco tecnici, significa che il minerale riesce a tenere insieme lo iodio – elemento estremamente raro nei minerali (solo 31 specie su oltre 6100 note lo contengono) – e una componente organica, che è il metantiolato (CH3S).

“Sino ad oggi, né in natura né nei laboratori, era stato osservato un simile composto”, dichiara l’Ateneo, evidenziando che la scoperta mette in risalto la peculiare ricchezza in iodio del marmo di Carrara. La spiegazione del fenomeno sarebbe da ricercarsi nella storia delle Apuane, legandosi “alla presenza di sostanza organica nei sedimenti giurassici da cui si sono originati, dopo complesse vicende geologiche, i marmi apuani”.

La delchiaroite si presenta dunque come una preziosa testimonianza della stretta connessione tra l’evoluzione geologica e quella biologica della Terra e come conferma della straordinaria geodiversità delle Apuane. Dal punto di vista scientifico-tecnologico, la struttura cristallina del minerale mostra come i processi geologici naturali superino spesso la capacità predittiva della chimica sintetica.

Come sottolineato dai ricercatori nelle conclusioni dello studio: “La scoperta della delchiaroite è un’ulteriore conferma della complessità degli ambienti naturali. Nonostante la sintesi di alcuni tiolati di rame in laboratorio, i processi geologici sono in grado di aggiungere ulteriori costituenti chimici, come lo iodio, creando strutture inedite. Questo minerale rappresenta un nuovo passo nella comprensione della complessa interazione tra chimica inorganica e organica.”

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