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A 10 anni vuole scalare 32 montagne per salvare l’amico: la sfida di Frankie McMillan

Dall’Inghilterra all’Europa, 32 vette in 32 Paesi per raccogliere fondi e sensibilizzare su una rara malattia cardiaca che può causare morte improvvisa.

Si chiama Frankie McMillan, ha 10 anni, viene da Gosforth, in Inghilterra, e il suo progetto unisce alpinismo, solidarietà e sensibilizzazione su una patologia rara e pericolosa: la sindrome del QT lungo di tipo 2. McMillan sta infatti affrontando una sfida ambiziosa, per la sua età: scalare 32 tra le cime più alte d’Europa. Tutto per aiutare il suo migliore amico.

L’obiettivo è raccogliere fondi e aumentare la consapevolezza su una malattia genetica che può provocare aritmie fatali e morte improvvisa. “Quando ho scoperto la malattia di Xander, raccogliere fondi per aiutare persone come lui è stata una scelta naturale ha raccontato in modo molto adulto Frankie. “È il mio migliore amico e, se posso aiutare anche solo una persona a essere diagnosticata e salvarsi, ne varrà la pena.

32 montagne in 32 Paesi

Il progetto prevede la salita di 32 vette in 32 Paesi europei entro l’estate 2027. Un’impresa che, pur adattata alla sua età, resta estremamente impegnativa: le montagne devono essere almeno alte quanto lo Scafell Pike (978 metri), la cima più alta dell’Inghilterra, e accessibili a piedi o in arrampicata. Tra gli obiettivi figura anche il Monte Bianco, la vetta più alta delle Alpi con i suoi 4808 metri.

L’idea è nata in forma più contenuta, con l’intenzione di scalare inizialmente le dieci cime più alte dei Balcani durante una vacanza estiva. Ma il progetto è cresciuto rapidamente, raggiungendo la dimensione europea.

Le prime salite

Nonostante la giovane età, Frankie ha già maturato una discreta esperienza: scala da quando aveva tre anni e ha già completato alcune tappe del progetto, tra cui montagne in Grecia, Polonia e Scozia. Ad accompagnarlo in questa avventura c’è la madre, Basia McMillan, 42 anni, guida alpina e volontaria del soccorso alpino. In ogni Paese, la salita è supportata anche da guide locali, per garantire sicurezza e gestione adeguata dell’itinerario. Frankie condivide ogni salita sui social, su una pagina dove si racconta e dove racconta le montagne. Lo fa a modo suo, con il tono di un bambino di 10 anni, contribuendo però a dare visibilità alla causa e a raccogliere fondi.

La sfida ha inevitabilmente attirato l’attenzione mediatica, anche per l’età del protagonista. Ma Frankie ha le idee chiare: “Scalare 32 vette in 32 Paesi sembra una follia, soprattutto alla mia età, ma so di potercela fare racconta. “Se sei abbastanza bravo, sei abbastanza grande”, questa è la sua filosofia.

Oltre la montagna

Al di là dell’aspetto escursionistico e alpinistico, il progetto ha infatti un forte valore sociale. La sindrome del QT lungo è spesso sottodiagnosticata, e la diagnosi precoce può fare la differenza tra la vita e la morte. In questo senso, la sfida di Frankie McMillan va oltre la passione per la montagna: è un viaggio attraverso l’Europa che punta a trasformare un’impresa personale in un messaggio collettivo, dove la montagna diventa strumento di consapevolezza e solidarietà.

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