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Messner: “Partirò per scalare l’Everest, un’ultima volta”, l’annuncio del primo aprile

Se esistessero gli Oscar del pesce d'aprile, Reinhold Messner sarebbe oggi il vincitore assoluto. Diamo uno sguardo ai "pesci di montagna" circolati quest'anno!

Svegliarsi, aprire i social con il caffè in mano e leggere che il Re degli Ottomila torna sul Tetto del Mondo. Per un attimo, il cuore di migliaia di appassionati ieri ha saltato un battito. Reinhold Messner ha scelto il tempismo perfetto per il suo “pesce d’aprile”: un post pubblicato di prima mattina, quando le difese immunitarie contro gli scherzi non erano ancora del tutto collegate.

“Sì, è vero. L’8 maggio partirò per scalare l’Everest un’ultima volta. Con gas Xenon e il supporto di un forte team di Sherpa. La spedizione è prenotata. Ora non si tratta più di pianificare, ma di vedere se la montagna lo consentirà”. Questo l’annuncio con cui Messner ha deciso di mettersi in gioco. A rileggerlo a mente lucida un chiaro messaggio farlocco, grazie a quei dettagli in secondo piano: lo Xenon e gli Sherpa. Ma in fondo, a caldo, a quanti sarà capitato di fermarsi a bocca aperta alle prime parole e pensare “è arrivato il momento?”. Mentiremmo a noi stessi dichiarando di non aspettarci ancora qualche spedizione sugli Ottomila del Re, che nonostante l’età vedremmo ancora scattante verso la cima, magari proprio in quello stile puro che lo ha reso leggenda. E tra i commenti, c’è chi ammette con candore di averci sperato: “Ci stavo credendo, mitico!”.

Ma Messner non è stato l’unico a scegliere di celebrare come da tradizione il primo giorno del quarto mese dell’anno con un pesce d’aprile. Come accade annualmente, è toccato affrontare la giornata con le orecchie drizzate, cercando di non farsi ingannare tra news diffuse da personaggi e brand del mondo montagna.

Un’impresa non facile in un presente in cui diventa difficile destreggiarsi quotidianamente tra le fake news, soprattutto ora che l’intelligenza artificiale offre supporto per trasformare fantasie colossali in immagini iperrealistiche. Andiamo a vedere insieme alcuni dei migliori “pesci d’aprile in quota” comparsi ieri sul web.

Nirmal Purja e l’Everest “Gratis” per 2

Nimsdai ha puntato sulla generosità, o meglio, sulla voglia di molti di raggiungere la vetta più alta del Pianeta senza svuotare il conto in banca. Ha annunciato un concorso per vincere due posti per salire in cima all’Everest nel 2027, con il supporto della sua agenzia Elite Expedition. Regole per la candidatura estremamente semplici: “Metti semplicemente un like, condividi questo post, commenta con #everest e tagga l’amico con cui vorresti scalarlo per vincere il posto. I vincitori saranno selezionati casualmente”. Inutile dire che la sezione commenti è stata inondata di tag da parte di aspiranti himalayisti. Da non escludere che qualcuno abbia dimenticato di guardare il calendario.

Adam Ondra e lo smalto che aiuta nell’arrampicata

Adam Ondra ha presentato un prodotto rivoluzionario: uno smalto per unghie dotato di microcristalli endotermici”, ribattezzato Cryo-Grip. Una vernice in grado di reagire all’adrenalina: “Più sei ‘pompato’ o spaventato, più la tua pelle è fresca e migliore è l’attrito”. Un’idea geniale per risolvere il problema della sudorazione sulle pareti di roccia, senza dover adoperare la magnesite. Geniale, sì, ma purtroppo inesistente.

Furtenbach Adventures: una comoda scala sull’Hillary Step

Furtenbach Adventures ha puntato su un classico intramontabile, che l’IA ha reso spaventosamente credibile. L’agenzia di viaggi di Innsbruck ha annunciato la realizzazione di una “infrastruttura” per superare il celebre collo di bottiglia dell’Hillary Step sull’Everest: una scala metallica zincata con tanto di corrimano di sicurezza. “Niente più code, solo una passeggiata panoramica verso la cima”.

Adam Bielecki: himalayista “ecosostenibile” ma con lo Xenon stile Messner

Il polacco Adam Bielecki ha annunciato il suo ritorno all’Everest per “meritarsi” il titolo di himalayista: “Sto pianificando di tornare in Himalaya tra due settimane. Ho capito che senza scalare la normale sulla vetta più alta della Terra, non merito di essere chiamato himalayista”. Una salita “da solo” con  Sherpa di supporto. Seguendo la medesima filosofia del Messner 2026, Bielecki annuncia di avere in programma l’uso dello Xenon, per evitare di essere d’intralcio agli altri alpinisti in salita. E le sorprese non finiscono qui. “Come parte della lotta per un futuro migliore per il nostro Pianeta, non porterò nessuna attrezzatura o cibo con me. Userò la spazzatura trovata lungo la strada, dormirò solo nelle tende di qualcun altro e userò il gas degli altri. Sono convinto che tra decine di tonnellate di rifiuti lasciate in alta quota, riuscirò a trovare tutto il necessario per realizzare il mio sogno”. Un pesce d’aprile ironico per accendere i riflettori sull’affollamento e i rifiuti sull’Everest.

Seven Summit Treks: in ascensore dal campo base dell’Everest

Infine, il colpo di grazia alla fatica fisica. L’agenzia di viaggi Seven Summit Treks ha annunciato l’attivazione, dopo “10 anni di costruzione segreta”, del primo Everest Elevator: un ascensore che porta dal Campo Base alla vetta in soli 77 minuti. “Niente più giorni di acclimatamento, niente più sofferenze, basta premere il pulsante e godersi il viaggio”.  Collaudatore d’eccezione? Kami Rita Sherpa, che dopo 31 giri di prova avrebbe dichiarato: “È molto più facile che camminare”. Prenotazioni aperte per il 2026!

Come ogni anno, oggi 2 aprile, torniamo alla realtà. Ci promettiamo di essere più furbi, più attenti e meno sognatori il prossimo anno, per non cadere nei tranelli del pesce d’aprile. Ma in fondo sappiamo già come finirà, e sicuramente lo sa anche Reinhold Messner!

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