Cronaca

Coltelli in montagna, Crozza imita Corona: “È come fare l’amore senza il bigolo”

Nell’ultima puntata di Fratelli di Crozza, il comico affronta il tema dei coltelli in montagna, già al centro del dibattito dopo il Decreto Sicurezza. Tra satira e provocazione, l’imitazione di Mauro Corona riporta l’attenzione sulla distanza tra norme e realtà dell’ambiente alpino.

Il tema dei coltelli in montagna – riacceso dal recente Decreto Sicurezza – esce dai confini dell’outdoor e arriva in prima serata. Anche Maurizio Crozza, nell’ultima puntata di Fratelli di Crozza sul Nove, ha dedicato un passaggio alla questione, affrontandola con il suo stile ironico ma centrando un punto che nel mondo della montagna è tutt’altro che secondario: il rapporto tra norme e contesto.

“In città è sacrosanto, ma in montagna è più complicato”

Nel primo passaggio, Crozza introduce il tema distinguendo chiaramente tra contesti diversi: “Vietare i coltelli in città per me è sacrosanto, ma in montagna è un po’ più complicato”. Una chiave di lettura che riprende, in forma semplificata, uno degli elementi centrali emersi anche nel confronto con gli operatori del settore: la necessità di non applicare in modo indistinto regole pensate per ambienti urbani a contesti dove gli strumenti hanno una funzione pratica.

Poi la battuta, costruita su quello che è uno dei personaggi ormai più celebri, Mauro Corona. “Vietargli il coltello in montagna è come vietargli il cavatappi in cucina”.

La parodia di Corona e il “proibizionismo dei coltelli”

Nella seconda parte, Crozza porta il discorso sul piano satirico, trasformandosi in una caricatura di Corona. Il coltello diventa un interlocutore, quasi un compagno da proteggere, in una scena che gioca sull’assurdità.

“Con il decreto sicurezza che vieta i coltelli ci hanno fatti tornare agli anni Venti, quelli del proibizionismo, quando non si poteva bere” apre Crozza nei panni di Corona. E ancora, spingendo sull’ironia, “Andare in montagna senza il coltello è come fare l’amore senza il bigolo”. Fino all’attacco diretto al provvedimento e a chi lo ha promosso: “Quel Piantedosi che ha ideato l’apartheid dei coltelli, l’unica montagna che ha visto secondo me è in settimana bianca, che è come farsi una pugnetta con i guanti da forno”.

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