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Elicotteri americani atterrano nel Parco delle Madonie: un caso su cui fare chiarezza

Istituzioni locali e forze politiche fanno fronte comune contro l'incursione dei velivoli statunitensi in riserva integrale.

Il 3 marzo 2026, due elicotteri americani provenienti dalla base NAS di Sigonella – stazione aeronavale della Marina degli Stati Uniti situata nella Piana di Catania – hanno effettuato un atterraggio in località Piano Catarineci, all’interno della Zona A del Parco delle Madonie. L’episodio è stato documentato sia da testimonianze locali che dalle immagini pubblicate sui canali social ufficiali della stessa Marina statunitense, confermando la presenza dei velivoli in un’area soggetta ai vincoli ambientali più restrittivi.

L’evento ha innescato una reazione immediata: una richiesta urgente di chiarimenti alle autorità competenti da parte dei sindaci del territorio e di molteplici esponenti del mondo politico regionale e nazionale. La questione ha sollevato forti dubbi sulla compatibilità tra le manovre militari e i regimi di protezione di un’area protetta istituita dalla Regione Siciliana nel 1989 e oggi riconosciuta come UNESCO Global Geopark.

La posizione ufficiale della US Navy

L’ufficio stampa della Marina USA, contattato dall’ANSA, ha precisato che si è trattato di “voli di addestramento di routine, oggetto di programmazione, nello spazio aereo sopra l’Etna e le Madonie”. Tali attività sono considerate essenziali per mantenere elevati standard di prontezza operativa in missioni di ricerca, soccorso, assistenza umanitaria e supporto logistico alla Sesta Flotta. È stato inoltre ribadito che tutte le operazioni di volo si sono svolte nel pieno rispetto delle normative italiane vigenti e degli accordi di sicurezza regionale, sottolineando la natura programmata della missione.

La Zona A del Parco delle Madonie e i vincoli di massima tutela

Piano Catarineci, l’area interessata dall’atterraggio, è classificata come Zona A del Parco regionale. Ricade ovvero in una zona riconosciuta come riserva integrale, che rappresenta il massimo livello di protezione ambientale previsto dal Regolamento del Parco. In Zona A è imposto il divieto di svolgimento di qualunque attività che possa alterare l’ambiente o disturbare la biodiversità, limitando rigorosamente l’intervento umano alla sola ricerca scientifica o alla gestione conservativa.

Essendo Piano Catarineci un sito protetto anche da direttive europee (appartenente alla rete Natura 2000 e riconosciuto come Zona Speciale di Conservazione), l’impiego di mezzi motorizzati pesanti solleva la questione della necessaria “Valutazione di Incidenza Ambientale” (VincA), che attualmente non è noto se sia stata richiesta o meno.

Il mondo politico chiede chiarimenti

L’evento ha suscitato una ferma condanna da parte di diversi esponenti politici, dalla scala regionale fino al Parlamento. Valentina Chinnici, deputata all’Assemblea regionale siciliana e vice segretaria regionale del Partito democratico, ha diffuso attraverso i social la notizia della deposizione di una interrogazione urgente al Presidente della Regione siciliana Renato Schifani, sottoscritta da tutti i deputati del gruppo parlamentare. “Vogliamo chiarezza – scrive la deputata -. E soprattutto non permetteremo che la Sicilia diventi una base di lancio missilistico.”

I senatori del PD Alessandro Alfieri, Enza Rando e Antonio Nicita hanno lanciato a loro volta una interrogazione al ministro della Difesa Crosetto, in cui si richiede “se il nostro ministro della Difesa sia stato preventivamente informato delle operazioni, se abbia rilasciato le autorizzazioni necessarie e in quale ambito operativo o addestrativo rientri la missione svolta”.

“La base di Sigonella riveste un ruolo strategico di primaria importanza nel Mediterraneo – aggiungono i senatori – ; nondimeno, l’utilizzo del territorio italiano da parte delle Forze Armate statunitensi deve avvenire nel pieno rispetto delle normative nazionali e comunitarie, nonché degli accordi bilaterali vigenti, e non può prescindere dal coinvolgimento del Parlamento e delle autorità italiane competenti”. Chiarimenti vengono inoltre richiesti in merito al rilascio o meno dellenecessarie autorizzazioni per lo svolgimento di tale esercitazione militare”.

“In virtù degli scenari di conflitto internazionale – conclude l’interrogazione – è necessario, poi, che il Ministro Crosetto fornisca al Parlamento informazioni trasparenti in merito alle attività operative e addestrative delle Forze Armate statunitensi basate in Sicilia, anche alla luce dell’escalation militare nel Golfo Persico dovuta all’attacco unilaterale coordinato di Israele e Stati Uniti in aperta violazione del diritto internazionale”.

Perplessità e richieste di chiarimenti valicano ad ogni modo i confini del PD, come dimostrano numerose dichiarazioni rilasciate da esponenti di altri partiti, quali M5S, Rifondazione Comunista e Lega.

L’azione congiunta dei comuni delle Madonie

Le amministrazioni locali dei comuni madoniti hanno formalizzato dal canto loro una richiesta di chiarimenti indirizzata al Prefetto di Palermo e al Governo Regionale, condivisa anche sui canali social del Parco delle Madonie.

Si richiede nel dettagliose il Governo Regionale e il Prefetto fossero stati avvisati di tale esercitazione; se e da quale ente il piano di volo sia stato autorizzato”. E ancora “se, in caso positivo, sia stata effettuata la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) per le esercitazioni militari con elicotteri della base di Sigonella sul sito “Piano Catarineci”.

I sindaci pongono inoltre l’accento sull’opportunità di fermare tali attività, facendo proprio il monito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricordando che “azioni unilaterali mettono a rischio l’ordine internazionale”.

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