Scienza e tecnologia

Vuoi vivere un mese a 2300 metri? Eurac Research cerca volontari

Eurac Research apre le selezioni per la nuova stagione del progetto MAHE al Rifugio Nino Corsi in Val Martello.

Che cos’è un rifugio? Per molti è il traguardo di un’ascesa faticosa, per altri una semplice tappa di passaggio verso vette più alte o un ricovero sicuro durante un’emergenza improvvisa. Ma un rifugio può essere anche qualcosa di inaspettato: un laboratorio. Tra le vette alpine, l’Istituto per la Medicina d’Emergenza in Montagna di Eurac Research sta trasformando la vita in rifugio in un tema di studio. Il centro di ricerca di Bolzano, punto di riferimento internazionale per lo studio delle patologie legate alla quota, ha lanciato lo scorso anno il progetto MAHE (Moderate Altitude Healthy Exposure).

L’obiettivo è ambizioso: comprendere cosa accade realmente al nostro corpo quando soggiorna a lungo tra i 2.000 e i 2.500 metri, una fascia di altitudine “moderata” abitata da milioni di persone in tutto il mondo, ma ancora poco esplorata dalla scienza ufficiale, solitamente concentrata sulle quote estreme superiori ai 3.000 metri.

La ricerca viene condotta grazie alla disponibilità di volontari pronti a salire in quota, in Val Martello, per un mese. Dopo la prima esperienza condotta nell’estate 2025, sono nuovamente aperte le candidature per trascorrere un mese estivo nel Rifugio Nino Corsi.

Il Rifugio Nino Corsi diventa un laboratorio per Eurac Research

Le ricerche condotte nell’abito del progetto MAHE si basano su premesse affascinanti emerse da studi precedenti condotti in Alto Adige, i quali suggeriscono che vivere oltre i 2.000 metri di quota possa agire come un vero e proprio scudo per il sistema cardiometabolico, riducendo l’incidenza di ipertensione e disturbi del metabolismo.

Per confermare queste ipotesi, nell’estate 2025 i ricercatori hanno invitato un gruppo di volontari a trascorrere 4 settimane tra agosto e settembre presso il Rifugio Nino Corsi (Zufallhütte), situato a una quota di 2.265 metri in Val Martello, nel Parco Nazionale dello Stelvio, trasformato per una stagione in un centro di ricerca d’alta quota.

All’interno della struttura i ricercatori di Eurac Research e dell’Università di Zurigo hanno allestito postazioni tecnologiche per monitorare ogni respiro dei partecipanti, soggetti sani tra i 18 e i 40 anni.

La vita quotidiana dei volontari è stata un mix unico di rigore scientifico e libertà: se da un lato ogni pasto veniva pesato e ogni spuntino annotato per controllare l’apporto energetico, dall’altro i partecipanti passavano il tempo libero studiando, lavorando da remoto o sfidandosi in sessioni di bowling improvvisato o di slackline.

Allo scopo di raccogliere importanti informazioni sulle risposte e gli adattamenti del corpo umano in alta quota, prima, durante e dopo il soggiorno, sono stati monitorati diversi parametri fisiologici, quali le funzioni cardiache e polmonari, il volume del sangue, i livelli di glucosio ematico, l’attività del sistema nervoso simpatico, il metabolismo, l’appetito e la qualità del sonno.

Tra i test più affascinanti realizzati in rifugio spicca l’uso del dispositivo CO-rebreathing, che permette di determinare la massa dell’emoglobina e il volume ematico totale, attraverso l’inalazione controllata di piccole dosi di monossido di carbonio, fornendo indicazioni di come l’organismo si adatti alla disponibilità ridotta di ossigeno.

Requisiti e criteri di esclusione per partecipare al MAHE

Il team di ricerca sta ora reclutando nuovi volontari che vogliano trascorrere l’estate 2026 in rifugio per replicare l’esperienza. Un'”avventura” che inizierà a bassa quota, nel comune di Silandro (BZ), per stabilire il punto di partenza fisiologico di ciascuno attraverso le misurazioni basali. Successivamente, il gruppo si sposterà nuovamente ai 2.265 metri del Rifugio Nino Corsi per quattro settimane consecutive, dove sarà sottoposto a monitoraggio dei parametri fisiologici, come realizzato nella precedente stagione di ricerca.

Partecipare al progetto MAHE richiede il rispetto di criteri rigorosi, fondamentali per garantire l’affidabilità dei dati raccolti. La ricerca si rivolge a uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 40 anni, in salute e con un indice di massa corporea nella norma.

Esistono inoltre precisi criteri di esclusione. Non possono candidarsi i fumatori, chi soffre di ipertensione, carenze di ferro diagnosticate, disturbi del comportamento alimentare o malattie croniche che richiedano l’uso regolare di farmaci (fatta eccezione per i contraccettivi ormonali) e donne in stato di gravidanza.

Per evitare interferenze con i dati metabolici, lo studio esclude anche chi segue diete particolari, come quella vegana, o chi soffre di allergie e intolleranze alimentari. Inoltre, per garantire l’efficacia dello stimolo dell’altitudine, i volontari non devono praticare allenamenti di resistenza intensivi (più di due volte a settimana) né aver soggiornato sopra i 1.500 metri nelle quattro settimane precedenti il test.

Oltre alla possibilità di contribuire al progresso scientifico, Eurac Research offre la copertura totale delle spese di vitto e alloggio e un rimborso spese forfettario di 400 euro lordi.

Gli interessati possono contattare Birna Vardardottir all’indirizzo mahe@eurac.edu.

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