Cronaca

Il CAI Eagle Team riparte: ecco i 14 giovani alpinisti della nuova squadra

Presentata la seconda edizione del progetto del Club Alpino Italiano dedicato ai talenti tra i 18 e i 25 anni. Due anni di formazione sulle Alpi e sugli Appennini che porteranno a una spedizione internazionale nel 2028.

C’è una nuova generazione di alpinisti che si prepara a mettersi in gioco. Il CAI Eagle Team riparte con la sua seconda edizione e con quattordici giovani scalatori italiani pronti a intraprendere un percorso di formazione che nei prossimi due anni li porterà dalle pareti delle Alpi fino a una spedizione internazionale prevista nel 2028.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Club Alpino Italiano, Club Alpino Accademico Italiano e l’alpinista Matteo Della Bordella, con l’obiettivo di individuare e accompagnare alcuni dei talenti più promettenti dell’alpinismo nazionale. Non si tratta solo di scalare, ma di costruire un gruppo capace di crescere insieme, condividendo esperienze su terreni diversi e confrontandosi con alcune delle figure più autorevoli dell’alpinismo.

I nuovi protagonisti

Dopo una selezione articolata in più fasi, il gruppo che comporrà il CAI Eagle Team 2026–2028 è stato definito. I quattordici giovani scelti sono Lucia Furlani, Andrea Pasinetti, Mattia Proserpio, Lorenzo Dal Santo, Samuele Mauro, Luca Bertacco, Marta Andreose, Nicolò Polidori, Matteo Curti, Giacomo Vannucci, Silvia Lamboglia, Pierluigi Carducci, Pietro Carrara e Sabrina Rigon.

Il processo di selezione è partito da una quarantina di candidati ed è passato attraverso prove tecniche e colloqui motivazionali. I finalisti sono stati valutati su diverse discipline: dall’arrampicata su roccia, trad e sportiva, alla progressione su terreno misto, fino a prove di resistenza come la corsa in salita. A coordinare i test sono stati alpinisti di alto livello come Francesco Ratti, Luca Schiera, Alessandro Baù e Domenico Totani, con il supporto delle Scuole di alpinismo del CAI e degli accademici del CAAI.

Formazione sul campo

Il programma entrerà nel vivo già nelle prossime settimane con la prima uscita a Courmayeur, prevista dal 14 al 19 aprile. Qui il gruppo si confronterà con il terreno del Monte Bianco tra vie di misto, goulotte e bivacchi su ghiacciaio, in un contesto ancora pienamente invernale.

A settembre l’attenzione si sposterà sugli Appennini, con una settimana di attività nell’area del Gran Sasso, dedicata alle vie di roccia in terreno d’avventura e alle tecniche di apertura dal basso.

Il terzo appuntamento porterà invece il team nel cuore del granito lombardo, tra Val di Mello e Val Masino, dove l’obiettivo sarà lavorare su arrampicata in fessura, protezioni veloci, artificiale moderna e big wall. L’incontro si concluderà poi a Lecco, durante le celebrazioni per gli 80 anni dei Ragni di Lecco.

A inizio 2027 ci sarà poi il modulo dedicato alle tecniche di progressione su ghiaccio e misto, e ancora altre settimane di formazione, prima della spedizione internazionale che rappresenterà il punto culminante dell’intero percorso.

Un investimento sul futuro

Accanto alla dimensione tecnica, il CAI Eagle Team rivendica anche una visione più ampia: quella di un progetto che prova a costruire tempo, esperienza e cultura di montagna.

“È importante proseguire con il CAI Eagle Team perché è un progetto che ha suscitato grande interesse tra i giovani e che offre opportunità straordinarie a ragazzi che altrimenti difficilmente avrebbero la possibilità di vivere certe esperienze, o comunque impiegherebbero molto più tempo per acquisire determinate competenze”, sottolinea Matteo Della Bordella. “La cultura della montagna non si costruisce dall’oggi al domani: abbiamo iniziato un percorso e i risultati si vedono solo dopo anni di lavoro. È una cosa molto bella e sono contento che il CAI continui a credere in questo progetto, che nella sua prima edizione ha funzionato molto bene, come testimoniano gli stessi ragazzi. Ora sono arrivati altri quattordici giovani, tutti motivati e fortissimi, che porteranno avanti l’iniziativa con la stessa passione e lo stesso entusiasmo”.

Sulla stessa linea anche il presidente generale del CAI Antonio Montani, che legge questa seconda edizione come un passaggio importante per il futuro del movimento: “Questa seconda edizione dell’’Eagle Team da continuità ad un progetto di assoluta eccellenza quale l’accademia per giovani alpinisti del CAI. Con la scelta di questi quattordici giovani talenti prende forma un nuovo gruppo di alpinisti chiamati a misurarsi con un percorso impegnativo, che richiede preparazione, spirito di squadra, responsabilità e rispetto della montagna. La selezione è stata rigorosa, come è giusto che sia per un progetto che vuole valorizzare il merito e accompagnare una crescita autentica, non solo tecnica ma anche umana e culturale. Per il CAI Eagle Team è motivo di orgoglio, perché rappresenta un investimento reale sul futuro dell’alpinismo italiano: sostenere i talenti di oggi significa contribuire a formare gli alpinisti consapevoli di domani”.

Un investimento che guarda lontano. Perché l’obiettivo non è soltanto portare dei giovani su pareti difficili, ma far crescere una generazione di alpinisti capaci di muoversi con consapevolezza nelle montagne di oggi.

I 14 giovani del CAI Eagle Team

I quattordici giovani selezionati per il CAI Eagle Team 2026–2028 arrivano da esperienze e territori diversi, ma condividono una forte passione per la montagna e per l’arrampicata in tutte le sue forme.

  • Lucia Furlani, studentessa di Ingegneria Civile, arrampica fin da quando era bambina. Per lei la scalata è molto più di uno sport: è una dimensione quotidiana che unisce equilibrio, identità e motivazione.
  • Andrea Pasinetti, studente di Ingegneria per la Sostenibilità Energetica e Ambientale, è cresciuto in provincia di Bergamo e ha sviluppato un forte legame con la montagna praticando roccia, ghiaccio e sci alpino. Il suo obiettivo è diventare Guida Alpina.
  • Mattia Proserpio, lecchese, è laureato in Video Design e lavora nel mondo delle produzioni outdoor. Dopo aver scoperto l’arrampicata a 18 anni ha costruito attorno alla montagna un vero e proprio progetto di vita, trasferendosi nelle Dolomiti.
  • Lorenzo Del Santo, ingegnere industriale e test engineer nel settore ricerca e sviluppo, ha iniziato ad arrampicare sette anni fa dopo una lunga frequentazione della montagna. È attratto soprattutto dall’aspetto esplorativo e storico dell’alpinismo.
  • Samuele Mauro, laureato in Scienze Motorie, frequenta il corso per Aspiranti Guide Alpine del Collegio piemontese e lavora come istruttore di arrampicata. Alla roccia affianca sci-alpinismo e cascate di ghiaccio, sempre alla ricerca di nuove avventure in ambiente alpino.
  • Luca Bertacco, veronese, arriva dal mondo dell’arrampicata sportiva ad altissimo livello, con salite fino al 9a in falesia. Negli ultimi anni ha ampliato la sua attività verso le grandi vie e i progetti di apertura in ambiente.
  • Marta Andreose, fotografa e filmmaker specializzata in produzioni outdoor, pratica diverse discipline della montagna con una predilezione per la roccia e lo sci. Spesso lavora e si muove in parete, documentando il mondo verticale.
  • Nicolò Polidori, ricercatore nel campo delle biotecnologie vegetali, si è avvicinato con decisione all’alpinismo negli ultimi anni, orientandosi verso trad, cascate di ghiaccio e vie tecniche su roccia, con una particolare attenzione agli ambienti selvaggi.
  • Matteo Curti, cresciuto ai piedi del Monviso, ha iniziato con l’arrampicata agonistica per poi dedicarsi sempre di più all’alpinismo e alle vie lunghe. È membro del Soccorso Alpino e sta completando il percorso per diventare Aspirante Guida Alpina.
  • Giacomo Vannucci, geologo e dottorando, ha scoperto la passione per la montagna durante l’infanzia nelle Dolomiti. Dopo l’arrampicata sportiva si è avvicinato alle vie lunghe, dalle Alpi Apuane all’arco alpino fino alle pareti del Marocco.
  • Silvia Lamboglia, nata a Roma e residente a L’Aquila, è presidente dell’associazione sportiva Odissea Verticale, palestra di arrampicata che gestisce con una collega. Per lei la montagna è uno spazio di scoperta, conoscenza e condivisione.
  • Pierluigi Carducci, originario dell’Aquila, ha iniziato con il trekking per poi dedicarsi all’arrampicata e all’alpinismo. Sta completando il percorso per diventare Aspirante Guida Alpina e ama valorizzare le salite del proprio territorio.
  • Pietro Carrara, studente di Scienze Motorie, ha sviluppato la passione attraverso il CAI Giovanile e i corsi di arrampicata a Bergamo. Per lui l’alpinismo è un’esperienza completa che unisce gesto atletico, avventura e rapporto con i compagni di cordata.
  • Sabrina Rigon, vicentina che vive e lavora ad Arco, si dedica con continuità all’arrampicata e alle vie lunghe dal 2022. Predilige le salite su roccia che offrono un’esperienza immersiva tra Prealpi e Dolomiti.
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