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Stefano Ragazzo nella storia: prima solitaria di Riders on the Storm alle Torri del Paine

Quindici giorni completamente solo su una delle big wall più dure della Patagonia: tempeste, una portaledge distrutta e dita dei piedi congelate. L’alpinista padovano firma la prima salita in solitaria della mitica via sulla Torre Centrale del Paine.

Quindici giorni completamente solo su una delle big wall più celebri della Patagonia. L’alpinista padovano Stefano Ragazzo, 34 anni, ha realizzato la prima salita in solitaria di Riders on the Storm sulla parete est della Torre Centrale del Paine, nel massiccio delle Torri del Paine, nella Patagonia cilena.

La salita si è svolta tra il 21 febbraio e il 7 marzo, con Ragazzo impegnato per oltre due settimane sulla parete di circa 1300 metri, affrontata in solitaria. Qualcosa di enorme, a cui però Ragazzo non è nuovo. Ricordiamo infatti che è sua la prima solitaria di Eternal Flame sulla Nameless Tower nelle Torri di Trango, in Pakistan, nel 2024. Salite dove l’impegno tecnico e psicologico sono a livelli altissimi. Per Riders in the Sorm parliamo infatti di una linea considerata tra le più iconiche e impegnative del massiccio.

Quindici giorni da solo sulla parete

L’ascensione non è stata soltanto una sfida tecnica. Durante la permanenza in parete Ragazzo ha dovuto fare i conti con condizioni meteo durissime e con un incidente che ha rischiato di compromettere l’intera spedizione. Nel racconto condiviso al rientro dalla Patagonia, l’alpinista descrive così i momenti più difficili vissuti durante la salita: “Il dolore dei congelamenti ai piedi mi ricorda che non è passato molto tempo da quando ho toccato terra il 7 marzo, dopo quindici giorni da solo sulla parete est della Torre Centrale del Paine. Per la prima volta nella mia vita ho lottato per qualcosa di più di una vetta: per la mia vita. A tenermi vivo era un pensiero fisso, il desiderio di tornare tra le braccia della mia ragazza.

Il momento più critico è arrivato durante una violenta tempesta, quando la portaledge si è danneggiata e si è ribaltato, facendo perdere parte dell’attrezzatura e del cibo. “Quando il telo della portaledge si è rotto e tutto si è capovolto nella tempesta, con parte del materiale che volava via, ho pensato che fosse davvero finita. Ho passato tutta la notte su una piccola cengia, appeso alla corda, aspettando che la tempesta passasse”. Impossibilitato a salire o a scendere, con il materiale fissato più in alto sulla via, Ragazzo ha trascorso la notte cercando di combattere il freddo. “Continuavo a muovere i piedi per il gelo e tenevo stretto il sacco a pelo, ormai completamente bagnato. Era più simile a un lenzuolo. Sono letteralmente sopravvissuto”.

Con l’arrivo del mattino, e la prospettiva di una finestra di bel tempo, la decisione di continuare. “Il giorno dopo alle 12:40 ho toccato la vetta. Cielo blu, niente vento, una giornata incredibile”.

Riders on the Storm

Riders on the Storm è una delle linee più celebri delle Torri del Paine. Corre per circa 1300 metri sulla parete est della Torre Centrale ed è considerata una delle big wall più impegnative della Patagonia.

La via fu aperta tra il 1990 e il 1991 dai tedeschi Kurt Albert, Wolfgang Güllich, Bernd Arnold, Norbert Bätz e Peter Dittrich, dopo circa venti giorni di arrampicata distribuiti in sei settimane di permanenza nell’area. Il nome è un omaggio alla celebre canzone dei Doors. Nel corso degli anni la via ha visto poche ripetizioni. La prima risale al 2002, mentre nel 2016 è arrivata la prima salita femminile con Ines Papert e Mayan Smith-Gobat.

Solo nel 2024 la linea è stata salita integralmente in libera da Nico Favresse, Siebe Vanhee, Sean Villanueva O’Driscoll e Drew Smith, dopo 18 giorni in parete. La via è oggi valutata 7c+ A2.

Oggi, grazie a Stefano Ragazzo abbiamo un nuovo capitolo nella storia di questa parete: la prima solitaria della via.

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