
Anno nuovo, stesso obiettivo. L’alpinista francese è tornato in Nepal, con l’intenzione di scalare in solitaria il Kangri Shar, vetta di circa 6800 metri che si trova vicino al Pumori, lungo il confine tra Nepal e Cina, nell’area dell’Everest. Una cima che, fino a oggi, non è stata mai salita.
Il progetto
L’idea nasce qualche anno fa, quando nel 2023 Bocansaud ha salito in solitaria il Pumori. Da quella prospettiva ha osservato il Kangri Shar e ha iniziato a studiarlo come possibile obiettivo. Una montagna poco frequentata, ma con una parete sud tecnica e complessa, che negli ultimi vent’anni ha respinto tutti i tentativi.
Il primo tentativo è poi arrivato nell’autunno del 2025. In questa occasione l’alpinista è riuscito a salire fino a circa 6400 metri, prima di prendere la decisione di rinunciare. “In quel momento avevo davvero l’impressione di avere tutte le carte per riuscirci” ha raccontato. “Poi una forte crisi digestiva mi ha costretto a fermarmi e subito dopo è arrivata una tempesta che ha scaricato quantità di neve eccezionali per quella stagione”. Bocansaud parla del passaggio del ciclone Montha, che tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2025 portò maltempo e nevicate intense su gran parte dell’Himalaya.
“Quell’esperienza mi ha lasciato la sensazione di un lavoro incompiuto, ma anche molta più conoscenza della montagna e una grande voglia di tornare”. Così, nella primavera del 2026, il francese è di nuovo in Nepal. L’obiettivo rimane lo stesso: salire il Kangri Shar da solo, con uno stile leggero e lontano dalle grandi spedizioni commerciali, che a breve si affollerranno non molto lontano da lui, al campo base dell’Everest. “Raggiungere la cima di una montagna inviolata è un sogno per qualsiasi alpinista e una sfida importante nella mia carriera” ha scritto sui social prima della partenza.
Il Kangri Shar
La montagna, in realtà, non è del tutto sconosciuta. Dal 2003 almeno sette spedizioni hanno provato a raggiungerne la vetta. Il primo tentativo fu giapponese, seguito nel 2004 da una squadra britannica. Negli anni successivi si sono succeduti altri progetti, tra cui quello del nordirlandese Noel Hanna nel 2018 e una spedizione sudcoreana nel 2024. Tutti, però, si sono fermati prima della cima, quasi sempre per condizioni meteo difficili o rischi oggettivi della parete.