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Vivian Bruchez, Xavier Cailhol e François Kern con gli sci sul Mont Aiguille, in Francia

Bella discesa del trio francese che ha sciato la via dei Tubulaires caratterizzata da canalini particolarmente angusti. La discesa effettuata dopo due anni di attesa delle condizioni perfette

“Ciao Mamma, ieri abbiamo sciato il Mont Aiguille”. Inizia così, con il suo solito tono scanzonato, il racconto di Vivian Bruchez reduce da una delle sue imprese con gli sci più emozionanti. Già, perché  se vedete tracce di sci sulle ripide pareti del Mont Aiguille, nell’Isère, non state avendo le allucinazioni. Quei disegni nella neve sono stati lasciati da tre dei più abili sciatori transalpini.

È un’impresa che unisce emozione, pazienza e padronanza tecnica. Dopo due anni di attesa per trovare le condizioni perfette, Vivian Bruchez, Xavier Cailhol e François Kern hanno infatti portato a termine la discesa della via dei Tubulaires sul Mont Aiguille, dopo avere raggiunto la vetta dalla via normale. I tre avevano esplorato attentamente il percorso dalle montagne circostanti il ​​giorno prima.
Le immagini del loro viaggio, un vero e proprio labirinto visivo, testimoniano la bellezza e la complessità di questo sito emblematico dell’Isère. “Le condizioni della neve erano molto difficili da trovare; è stata una scommessa rischiosa”, confida Vivian Bruchez, originaria di Chamonix e rinomata esperta di sci ripido.

Non si tratta di una discesa da record per difficoltà o lunghezza, ma il Mont Aiuguilles è una vetta leggendaria nella storia dell’alpinismo e proprio per questo la discesa ha riscosso in Francia una grandissima eco. “Né la salita né la discesa sono state facili“, spiega François Kern “Ma sebbene il terreno non sia mai molto ripido, l’atmosfera unica del Mont Aiguille richiede rispetto e concentrazione”.

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