C’è tanta (mezza) montagna nei nuovi Borghi più belli d’Italia
Limone sul Garda in Lombardia, Pieve di Teco in Liguria, Cusano Mutri in Campania e Rivello in Basilicata, nonostante la quota modesta, offrono atmosfere e itinerari di montagna

Storia, accoglienza, buon cibo, ma anche boschi, rocce e vette, e perfino un piccolo ma famoso dinosauro. C’è tutto questo, e molto altro ancora, nei sette piccoli centri di ogni parte della Penisola che sono stati inseriti alla fine del 2025 nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia.
Qualche giorno prima di Natale, come negli anni precedenti, è stato reso noto l’elenco dei nuovi comuni inseriti nell’elenco ufficiale dei Borghi, che sale così a quota 382. Sono stati ammessi senza limitazioni Limone sul Garda in Lombardia, Pieve di Teco in Liguria, Castelvetro di Modena in Emilia-Romagna, Cusano Mutri in Campania e Rivello in Basilicata. Ha vinto il titolo di Borgo dei Borghi per il 2025, assegnato durante un concorso televisivo su Rai Tre, Militello in Val di Catania in Sicilia.
Sono stati inseriti come “borghi ospiti” il Borgo il Piazzo di Biella, in Piemonte, e il Borgo Vecchio di Termoli in Molise, che potranno sfoggiare il titolo solamente per due anni, perché la popolazione dei rispettivi territori comunali supera la soglia dei 15 mila abitanti.
“Per i Comuni che ottengono il riconoscimento” spiega Fiorello Primi, presidente dell’Associazione Borghi più belli d’Italia “si aprono grandi opportunità di crescita, sul piano economico grazie allo sviluppo turistico, ma anche su quello sociale e culturale. Il rigore e l’accuratezza del processo di selezione rappresentano una tutela per i visitatori, italiani e stranieri, e uno stimolo costante al miglioramento anche per i Comuni che non vengono ammessi”.
“L’Associazione” conclude il presidente Primi, “è sempre più impegnata a individuare strategie e azioni concrete per contrastare lo spopolamento dei borghi, sostenendo modelli di sviluppo capaci di rendere questi luoghi vivi, attrattivi e abitabili tutto l’anno”.
Cusano Mutri (Bn)
Nessuno dei nuovi Borghi più belli d’Italia sorge a una quota elevata. Molti di loro, però, si trovano in ambienti prettamente montuosi, e sono ottime porte d’accesso per l’alta quota. E’ il caso di Cusano Mutri, 475 metri, “porta” del massiccio del Matese per chi arriva da Benevento, tradizionalmente noto in Campania per le sue cave di bianca pietra calcarea.
Nel centro storico sono il Palazzo Baronale (con il Museo del Territorio), i pochi resti del Castello e la chiesa dei Santi Pietro e Paolo. A valle di Cusano, tra questo e Cerreto Sannita, sono le Forre di Lavello, un ponte medievale sul Titerno e la spettacolari Gole di Caccaviola con un bel percorso attrezzato anche per il canyoning.
Tra il paese e le alte quote del massiccio, tutelato da un Parco regionale della Campania e dal 2025 anche da un Parco nazionale, sorge Pietraroia, teatro del ritrovamento di molti fossili di dinosauro. Tra questi è lo Scipionyx samniticus, lungo solo 23 centimetri, che i suoi scopritori hanno soprannominato Ciro.
Pieve di Teco (Im)
Sorge a una quota ancora più bassa, 240 metri, il borgo ligure di Pieve di Teco, in Valle Arroscia, nell’entroterra di Albenga, che offre a chi lo visita monumenti, stradine storiche e un’atmosfera suggestiva. Testimoniano della sua lunga storia molte chiese (da vedere la Collegiata di San Giovanni Battista, l’omonimo Oratorio del 1234 e la ex-chiesa della Madonna della Ripa, oggi Museo diocesano d’Arte Sacra) e vari edifici civili, tra i quali due teatri.
Chiese interessanti s’incontrano anche nelle frazioni di Acquetico, Calderara e Moano. Il Forte Richermo al confine con Pornassio, fa parte dello Sbarramento di Nava, costruito negli ultimi decenni dell’Ottocento a difesa dell’omonimo Colle. Salendo dal valico o da Pieve di Teco si raggiungono Monesi di Triora e il massiccio del Monte Saccarello, il più elevato della Liguria, dove s’incontrano i confini con il Piemonte e la Francia.
Rivello (PZ)
Sorge tra il massiccio del Sirino e il Mar Tirreno il borgo di Rivello, 479 metri, in Basilicata. Siamo in Valle del Noce, a pochi chilometri da Lagonegro e Lauria, ma anche da Sapri, da Maratea e dallo spettacolare litorale roccioso con cui la regione si affaccia sul mare.
Nel centro storico sono numerose chiese, ma il monumento più importante di Rivello è il Convento di Sant’Antonio, edificato a partire dal 1512 e decorato da affreschi seicenteschi di Girolamo e Giovanni Todisco. Il territorio comunale è interessato dal Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, della Val d’Agri e del Lagonegrese. Verso nord-ovest, oltre Sapri, si entra nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che offre vette solitarie, borghi fuori dal tempo e le cavità carsiche scavate dalle acque del Bussento.
Limone sul Garda (BS)
Se si basa alla quota, soli 69 metri, non è certo un borgo di montagna Limone del Garda, il più settentrionale dei centri della sponda bresciana del bacino. Ma la quota, considerata da sola, spesso inganna. Sul centro storico, sugli agrumeti descritti con ammirazione da Goethe e sulle atmosfere mediterranee di Limone, che sorge al confine con la provincia di Trento, incombono le rocce e i valloni delle Prealpi, tutelate dallo spettacolare Parco regionale lombardo dell’Alto Garda.
Sulle acque del Lago si affacciano falesie, sentieri-natura e spettacolari percorsi per le bici. Nell’entroterra, ripidi e severi valloni salgono verso i 1974 metri del Monte Tremalzo, che si affaccia a nord sulla Val d’Ampola e la conca di Ledro. Ripide strade militari offrono lunghi e interessanti itinerari agli appassionati di mountain-bike.
Non c’è traccia di montagne, invece, a Castelvetro di Modena, 122 metri di quota, che sorge a pochi chilometri da Marano sul Panaro, da Vignola e a una ventina di chilometri dal capoluogo, sulle colline della sinistra orografica del Panaro. Il borgo medievale offre scorci e monumenti suggestivi, la zona è celebre grazie ai vigneti del lambrusco grasparossa e all’aceto balsamico. Chi vuol camminare, meglio se in primavera o in autunno, trova percorsi interessanti nel Parco dei Sassi di Rocca Malatina e in altre piccole aree protette. La storica statale 12 dell’Abetone e del Brennero sale verso Pavullo nel Frignano, Sestola e il massiccio del Cimone. Ma la strada da Castelvetro è ancora lunga e tortuosa.





