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Il K2

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Il K2, conosciuto anche come Monte Godwin-Austen, Chogori, in lingua Bantì, o Dapsang, si trova nel gruppo del Karakorum, nella catena dell’Himalaya. Con i suoi 8.611 metri di altezza è la seconda montagna più alta della Terra, dopo l’Everest.

Il K2 si trova al confine tra la Cina e la parte del Kashmir controllato dal Pakistan. Il nome K2 (che sta per Karakorum 2, cioè la seconda cima del Karakorum), fu assegnato alla montagna da T.G. Montgomery, un membro del gruppo guidato da Henry Godwin-Austen, che ne effettuò i primi rilevamenti nel 1856.

Percorsi e accessi

Dal versante pakistano, il più conosciuto e frequentato
– Sperone degli Abruzzi (o cresta sud-ovest) – E’ la via utilizzata per la prima ascesa e, nonostante sia considerata la "via normale", è comunque piuttosto difficile e pericolosa.

– Cresta nord-est – Via inaugurata da Rick Ridgeway, John Roskelly, Lou Reichardt e Jim Wickwire nel 1978.

– Sperone sud sud-est – E’ una variazione dello Sperone degli Abruzzi ed è forse la via più sicura.

– Il pilastro sud-ovest (la "linea magica") – Reinhold Messner con una sola occhiata la giudicò una via suicida. Venne comunque scalata nel 1986 da un gruppo di alpinisti polacchi. Ancor oggi mantiene inalterata la sua fama di via al limite dell’accessibilità.

– Parete sud (la "via polacca") – Non è questa una via per tutti, costantemente spazzata dalle valanghe è uno dei percorsi maggiormente impegnativi.

Dal versante cinese, molto meno esplorato e frequentato. Soprattutto perché le autorità cinesi impediscono l’utilizzo di portatori locali. Sono solo due i percorsi esplorati.
– Cresta nord – Inaugurata da una grande spedizione giapponese nel 1982, è forse uno dei percorsi himalayani più interessanti. Da affrontare in gruppi numerosi, anche se ci sono problemi di spazio al campo 1 e al campo 4.

– Parete nord-ovest – Inaugurata nel 1992, prevede il passaggio per la cresta nord-ovest per poi ricollegarsi al percorso precedente.

Le caratteristiche
La difficoltà del K2, molto maggiore di quella dell’Everest, è testimoniata dal fatto che fino al giugno 2000, solamente 189 persone hanno raggiunto la vetta, contro le circa 1500 che hanno raggiunto quella dell’Everest. 49 persone sono morte, delle quali ben 16 nella tragica estate del 1986 e spesso nella fase di discesa.

I problemi stanno soprattutto nei numerosi passaggi difficili e ripidi e nel microclima, rigido e difficilmente prevedibile, che il più delle volte con lo scatenarsi di pericolosissime tormente di neve impedisce di raggiungere la vetta per un’intera stagione.

Interessante il rapporto tra il K2 e le donne. Solo 5 alpiniste hanno raggiunto la vetta, ma nessuna di esse è ancora in vita. 3 di loro sono morte durante la discesa, mentre le altre 2 sono morte successivamente in altre scalate. C’è chi parla di una maledizione della montagna, che colpirebbe le donne che hanno ne hanno conquistato la vetta.

Ancora molto resta da scoprire del K2. I percorsi di salita attuali sono piuttosto tortuosi, il versante cinese poco conosciuto. Nessuno ha mai compiuto con successo un’ascesa invernale, seppur più volte tentata da spedizioni polacche.

 
Massimiliano Meroni

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2 Commenti

  1. Una precisazione da correggere,messner defini’ via suicida la parete sud nervatura centrale detta VIA KUKUZKA PIOTROWSKI salita dai polacchi e mai piu’ ritentata da nessuno nell’ 86, e non la magic line come da voi accostato.

  2. Una precisazione sul K2 e le donne: Edurne Pasaban mi risulta essere ancora viva e vegeta, eppure l’ha salito … che la maledizione debba ancora colpire? spero proprio di no!

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