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Anti-Tav, in diecimila assediano il cantiere

30 novembre 2005 – La Val di Susa non molla. Diecimila manifestanti affollano l’area in cui verrà costruito il cantiere dell’alta velocità Torino – Lione. Mentre centinaia di persone hanno trascorso la notte scorsa al gelo nella campagna di Venaus, dove oggi dovrebbe essere aperto il cantiere per i sondaggi geologici.

 

tavLa notte è trascorsa senza incidenti. A Venaus è nevicato e molte persone hanno trovato riparo nella sala consiliare del Comune e nel centro polivalente di Venaus, lasciati aperti dal sindaco Nilo Durbiano.

 

Intanto sono arrivati i primi tecnici della Cmc, la ditta che ha l’incarico di eseguire il tunnel esplorativo. Mentre decine di uomini delle forze dell’ordine in assetto antiguerriglia proteggono l’area.

 

La situazione resta tesa. Nei campi intorno al cantiere é un viavai di dimostranti, che hanno piantato nel terreno delle croci con la scritta No-Tav. Mentre altri hanno intonato la canzone partigiana "Bella ciao".

 

Intanto, la protesta si allarga. Una cinquantina di persone, appartenenti al "Comitato valdostano e francese contro il ritorno dei tir al traforo del Monte Bianco" hanno istituito un presidio sulla strada statale 26, nei pressi di Courmayeur (Aosta), ad un paio di chilometri dall’imbocco del tunnel.

 

”Vogliamo solidarizzare con le popolazioni della Val di Susa – ha detto all’Ansa Alex Glarey del Comitato No Tir – popolazioni che manifestano per la difesa del loro territorio contro le imposizioni per l’Alta Velocità”.

 

Per ora i manifestanti stanno solo distribuendo volantini agli automobilisti in colonna. Ma il timore concreto è che la manifestazione degeneri in un blocco totale del traffico.

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