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“La mappa della primavera”, presentati i primi risultati

24 novembre 2005 – Si chiama "La mappa della primavera" ed è un progetto, realizzato da Legambiente, nato per osservare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità. 62 stazioni di monitoraggio in 20 aree protette italiane hanno permesso di tenere sotto osservazione il rischio di declino della biodiversità.

Dopo il primo anno di attività Antonio Nicoletti, coordinatore aree protette di Legambiente, illustra i primi risultati.

"Attraverso la nostra rete e’ stato possibile tenere sotto controllo circa 1.000 esemplari di diverse specie della nostra flora, attraverso dei monitoraggi ripetuti ogni cinque giorni. Che hanno permesso di verificare le varie fasi di fioritura delle diverse specie. Il risultato è stato un resoconto dettagliato sullo sviluppo delle fioriture di un gran numero di specie all’interno di ogni area protetta coinvolta nel progetto".

"I monitoraggi dell’osservatorio della "mappa della primavera" – continua Nicoletti –  saranno ripetuti annualmente e permetteranno di effettuare dei confronti che forniranno una risposta rapida e diretta sull’influenza dei cambiamenti climatici sulle fioriture".

Attraverso la struttura realizzata, e’ stato inoltre possibile raccogliere informazioni bibliografiche su come i cambiamenti climatici riscontrati fino ad oggi abbiano avuto delle notevoli ripercussioni sul mondo animale e vegetale.

"L’Italia, – dichiara Aldo Cosentino, direttore generale del dipartimento per la Protezione della natura del Ministero dell’ambiente – con  quasi 60mila specie animali e circa 6mila specie vegetali, possiede un patrimonio di biodiversita’ tra i piu’ significativi del continente, concentrato in gran parte all’interno delle aree protette".

"E’ dunque tra i paesi che piu’ deve tenere d’occhio gli effetti che i cambiamenti climatici possono provocare sulle specie viventi".

– Nell’immagine, il manifesto del progetto

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