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La Val Venosta indossa l’abito verde

26 ottobre 2005 – L’hanno festeggiato la ricorrenza con una festa a Silandro. Il programma di rimboschimento della Val Venosta compie 20 anni. E a festeggiare è soprattutto l’ambiente.

  

valvenostaSì, perchè secondo quanto reso noto oggi dalla Provincia di Bolzano,  un’area di 500 ettari è tornata verde con la messa a dimora di oltre due milioni di nuovi alberi. Il presidente della Provincia Luis Durnwalder ha ricordato che il programma si è concluso ma che la cura del patrimonio boschivo deve comunque continuare.

 

Vent’anni fa la Giunta provinciale approvava un progetto generale di rimboschimento della Val Venosta nel medio periodo, con particolare riferimento ai pendii spogli dell’alta valle: Mazia, Planol, Slingia e Vallelunga. Da allora più di cento forestali hanno lavorato ogni anno per realizzare il "piano verde". Milioni di ore di lavoro con risultati ragguardevoli: l’alta Venosta oggi può contare su mezzo migliaio di ettari rinverditi, un paio di milioni di alberi in più  e un sistema di 130 chilometri di tubature per irrigare sette milioni di piante.

 

Il prossimo passo lungo il sentiero verde, hanno spiegato dalla Provincia, sarà quello di proseguire nella conversione della monocultura del pino nero, che non è una specie indicata per le zone della Venosta e che negli anni ha provocato problemi all’ambiente. Si punta a sostituirlo gradualmente per creare boschi misti con alberi più adatti al Monte Sole, come pino rosso, larice, frassino e roverella.

 

Il programma di rimboschimento della Forestale provinciale ha inoltre dato nuovo impulso alla diffusione del teleriscaldamento a biomassa e consentito di investire anche nella cura del paesaggio, con il ripristino di sentieri un tempo esistenti, la conservazione dei muri a secco, la cura delle caratteristiche "Waale" venostane e la promozione dei tetti di scandole sulle malghe.

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